Succede che fra impressioni sfumate vagano i miei sensi...
un botto di rosso ammaliò i miei musici
trasalirono i miei gregari per quel colore blu
quel dolce profumo di terra di siena
lo cercammo dappertutto
trovandolo a colazione: il sentore di miele subissò il palato...
Robbie Robertson si svegliò un dì con quest'idea in mente. Non sapeva cosa fosse: un sogno, un'intuizione, un'arguzia naive, qualcosa con cui farla finita o semplice illusione. Ma quel ricordo non lo lasciava libero un istante solo... La Domenica successiva uscì e comperò una chitarra per 15 dollari al mercatino delle pulci. Era bello quel colore castano, come il vestito naturale dei suoi antenati umani. Un altro meriggio qualunque visitò quegli uomini di cui attualmente si computano solo un milione e mezzo. Ebbe un dejà vù.
Non l'aveva mai ascoltata ma la nenia dello sciamano gli era perfettamente nota, così come i canti degli Appalachi e dei predicatori gospel, cajun, un po' di musica da camera. Chiuse gli occhi. Cosa vide? Qualcosa di eroico o epico, forse reazionario. Avrebbe voluto un paio di lenti in quel modo. E quando si ritrovò in uno studio di incisione pensò: "Chi è questo disco?".
Quasi avessero letto nei suoi pensieri, la Band rispose: "Si chiamerà Music from Big Pink".
La materia sonora plasmata dall’ensemble canad-americano forgia il definitivo codice del roots rock americano.
"The Weight" è la magnifica danza western che sposava l’ansia di vivere e l’immaginario dei grandi spazi aperti.
La voce di "Big Pink" è la voce di UN americano, e la storia raccontata da "Big Pink" è una storia americana.
"The Band non fu mai la band di Robbie Robertson, di Richard Manuel o di Levon Helm... The Band era LA Band".