Copertina di The Blues Magoos Psychedelic Lollipop
gluca1985

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Per appassionati di rock psichedelico, blues anni '60, collezionisti musicali, fan della musica vintage e storici del rock
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LA RECENSIONE

I Blues Magoos sono un gruppo acid-blues proveniente da New York e questo "Psychedelic Lollipop" è il loro disco d'esordio targato 1966.

Per prima cosa il quintetto newyorkese ha avuto il merito di usare per la prima volta il termine psychedelic (a onor di cronaca, questo merito  va diviso con i texani 13th Floors Elevators, anch'essi usciti nel 1966) ma chiariamo subito che, nonostante il valore dell'opera, questa vena psichedelica è più edulcorata rispetto a quella proposta da gruppi dello stesso periodo o di pochi anni successivi, possiamo quasi definirla un psichedelia per famiglie. Come detto quest'opera si può tranquillamente definire un ottimo album di blues e beat, sporcato da una leggera vena acida dovuta sopratutto all'uso delle tastiere e alle dilatazioni strumentali, sopratutto della chitarra solista. Un ottimo esempio di quanto detto si può ascoltare nella terza traccia "Tobacco Road" (una cover di Loudermilk), in cui una base sostanzialmente blues viene resa originale e personale grazie all'ottimo lavoro di Ralph Scala al Farfisa e alla lunga parte strumentale, al limite del rumorismo, che conclude la traccia. Ma la vena prettamente acida si ferma qui, il resto dell'album spazia tra garage rock-blues aggressivi e molto riusciti come la traccia d'apertura "(We Ain't Got) Nothin'Yet"  o anche "Gotta Get Away", sicuramente una delle canzoni più belle dell'album, per virare poi in ballatte ad alto tasso emotivo come nell'emozionante "Sometimes Think About You" in cui la voce di Peppy Castro (alias Emil Theilhelm) riesce a toccare anche il cuore più duro.

Per concludere "Psychedelic Lollipop" risulta un album piacevole e originale, sopratutto se si considera l'anno di pubblicazione, in cui sicuramente si avverte un germe psichedelico che però rimane sopito, bloccato, come se non ci si fosse voluti spingere troppo oltre e ci si sia limitati grattare appena la superficie, un acidità più di facciata che di contenuti,  facendo rimanere così i Blues Magoos in un ambito più gestibile e "potabile".

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Riassunto del Bot

Psychedelic Lollipop è l'esordio dei Blues Magoos, un'eccellenza acid-blues del 1966 che miscela psichedelia leggera e garage rock. Il disco si distingue per l'uso innovativo del Farfisa e la voce intensa di Peppy Castro, creando un ascolto originale e piacevole. Nonostante un approccio “leggero” alla psichedelia, l'album si rivela un classico accessibile e ben riuscito del suo tempo.

Tracce testi video

01   (We Ain't Got) Nothin' Yet (02:18)

One day you're up and the next day you're down
You can't face the world with your head to the ground
The grass is always greener on the other side, they say
So don't worry, boys, life will be sweet some day
Oh, oh, oh, oh
Oh, oh, oh, oh
We made enough mistakes
But you know we got what it takes

Oh, we ain't got nothin' yet
No, we ain't got nothin' yet

Nothin' can hold us and nothin' can keep us down
And someday our names will be spread all over town
We can get in while the getting is good
So make it on your own, yeah, you know that you could
Oh, oh, oh, oh
Oh, oh, oh, oh
We got to make the break
'Cause we got too much at stake

We made enough mistakes
But you know we got what it takes

02   Love Seems Doomed (03:03)

03   Tobacco Road (04:42)

04   Queen of My Nights (03:06)

05   I'll Go Crazy (02:04)

06   Gotta Get Away (02:43)

07   Sometimes I Think About (04:14)

08   One by One (02:53)

09   Worried Life Blues (03:54)

10   She's Coming Home (02:41)

The Blues Magoos

The Blues Magoos sono un gruppo garage-psych nato nel Bronx (New York). Debuttano nel 1966 con Psychedelic Lollipop, trainato dalla hit (We Ain’t Got) Nothin’ Yet (Top 5 USA), e proseguono con Electric Comic Book (1967) e altri album fino al 1970. Si riformano nel 2008 e pubblicano Psychedelic Resurrection nel 2014.
03 Recensioni

Altre recensioni

Di  Rainparade91

 Benvenuti nella macchina del tempo. Accomodatevi. In omaggio un leccalecca molto “psichedelico”.

 La dolce armonia leggiadra, spensierata, quasi fanciullesca delle liriche, avvolta dal conturbante, ammaliante impeto sonoro chitarristico, degenera in jam rompicapo, infernali, devastanti, piacevolmente insopportabili.