Ed e Tom escono dalla loro cantina con questo disco del "consolidamento".
La Old school la lasciamo a Fatboy Slim.
La Techno la lasciamo a Daft Punk.
Niente male però gli Orbital...
Che l'abbiano pensata così o meno questo è quello che traspare dai suoni del disco. Tralasciando la pessima "It Began In Africa" il disco è bello.
Contiene autocitazioni a-la Evan Dando (si sentono i suoni di "Song For Sirens" un po' ovunque), cose vecchie e nuove remixate insieme.
Mi piacciono "Come With Us", "Star Guitar" e "Galaxy Bounce". Nella prima c'è un bell'inserimento molto seventies verso la fine del brano.
Nel complesso è piacevole e non provavo questa sensazione fin dai tempi dell'inarrivabile "Exit Planet Dust" che i due volponi hanno ben pensato di ripescare qua e là, mescolato ad "In-Sides" degli Orbital (si chiamava così quello con la copertina tutta colorata?).
Non è amore ma un bel disco. Rendo l'idea?
Di questo disco non mi convince niente, è formalmente bello, ineccepibile, coi bassi profondi che entrano sui hi-hat... ma non c’è una sola canzone per la quale mi venga voglia di scavare nella pila di cd.
Di questo disco non mi rimane niente, anche se ascoltarlo in sottofondo in un bar mi farà piacere. Rispetto, ma non più di quello.
La verità è che non si può resistere a questi due geni, Tom Rowlands ed Ed Simons.
Quindi dopo i 2 milioni di copie di 'Surrender' venduti in giro per il mondo questo è un ottimo seguito, molto meglio dell'ultimo 'Push The Button'.
Fu amore a prima vista tra me e quel video sognante che è "Star Guitar".
Un album dove ogni traccia è semplicemente una perla se si è amanti del genere.