Copertina di The Cure Three Imaginary Boys
luludia

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Per appassionati di musica alternative, fan dei the cure, estimatori di power pop e post-punk, giovani nostalgici e cultori di album classici anni '80
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LA RECENSIONE

“E la festa, e la banda, e i palloncini...un colpo al cuore mi fate venire!!!”

Così diceva Lucia virgola Carla virgola qualcosa, una delle mie zie magiche. E importa poco come quando e perché. Importa solo che ogni volta che la magia mi prende penso a quella frase.

“E la ragazza dai capelli rossi e le notti d’estate e Three imaginary boys...”e questa non è più Lucia virgola Carla virgola qualcosa, oh no...”

Questo son io, ovvero Lulù virgola Mojo virgola qualcosa, anche se non sono uno zio magico, oppure (chissà?) forse lo sono…

E allora si, allora ve lo dico di nuovo: “E la ragazza dai capelli rossi e le notti d’estate e Three imaginary boys...un colpo al cuore mi fate venire!!!”

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E comunque che sia questo il power pop?

Questa musica magra magra, nervosa nervosa, scarna scarna, essenziale essenziale ma clamorosamente appiccicosa e, soprattutto, incredibilmente fresca?

Ascoltarla è svegliarsi e sentirsi giovani, giusto il tempo di dare un bacino alla mamma che ti ha preparato il caffè e poi via…

Immagino che i testi, conoscendo il personaggio, sian carichi d’angoscia...ma fa niente esser carichi d’angoscia basta esser giovani…

Quando ho letto che la ragione sociale, la cura, viene da un verso di Nick Drake, ovvero “a trouble cure for a trouble mind” ho provato un brivido di gioia…

Io avevo una cassettina rossa c90, lato uno i ragazzi immaginari lato due i diciassette secondi...e l’ho ascoltata a sfinimento, che gli album non li ho mai comprati (sono un po’ tirchio)…finito il primo lato andavo col secondo, uno due uno due uno due…

Son quasi lo stesso disco per me.

Il lato due, ovvero i diciassette secondi, è forse più figo, che li altro che scarni!!!...scarnificati piuttosto e disossati, scheletrici...una roba assai wave...e nelle intenzioni addirittura l’idea di unire atmosfere alla Nick Drake ai suoni tipo“Low” del Bowie…

Ma nel lato uno, ovvero “Three imaginary boys”, niente Nick Drake, niente David Bowie…solo pop rock del massimo (massimissimo) livello…sognante, nervoso, malinconico e felice…qualcosa tra una notte in bianco e la campanella della scuola a mezzogiorno...

Se non lo avete mai fatto, ascoltatelo...e, dopo averlo fatto, date un bacino alla mamma che vi ha preparato il caffè e poi... poi via…

Via!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Trallallà…

(Luludia posseduto dallo spirito di Mojo)

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Three Imaginary Boys' dei The Cure come un album magico e fresco, capace di evocare la giovinezza con il suo sound essenziale e nervoso. L'autore apprezza il contrasto tra il lato uno pop-rock sognante e il lato due più oscuro e wave, evidenziando influenze di Nick Drake e David Bowie. Consiglia l'ascolto come esperienza di rinvigorimento emotivo e nostalgico.

Tracce testi video

The Cure

The Cure sono un gruppo musicale britannico formatosi nel 1978 e guidato da Robert Smith. Hanno influenzato profondamente la darkwave e la cultura alternativa con la loro capacità di passare dall’angoscia pura al pop più contagioso.
89 Recensioni

Altre recensioni

Di  Ghemison

 Un esordio da paura, geniale, fresco, magari ce ne fossero più spesso.

 Un dandy poetico triste esagerato magico.