Copertina di The Darkness Pinewood Smile
GrantNicholas

• Voto:

Per amanti del rock classico, fan di queen, ac/dc e guns n' roses, appassionati di hard rock anni 2000-2010, seguaci dei darkness
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LA RECENSIONE

Da un gruppo come i Darkness sappiamo sempre cosa aspettarci: che facciano i Darkness.

Possono farlo a volte bene, a volte meno; col precedente “Last Of Our Kind” avevano quasi totalmente deluso (e non a caso era il disco con il quale si erano maggiormente allontanati dalla Sacra Triade AC/DC, Queen e Guns N’ Roses, con i quali hanno appena condiviso alcuni live), con questo nuovo “Pinewood Smile” si rimettono in carreggiata e centrano il miglior lavoro post-reunion.

Prodotto da un buon nome come Adam Bushby (Foo Fighters, Muse), registrato in cornovaglia e licenziato dalla Cooking Vinyl, il nuovo album è il primo con la novità Rufus Tiger Taylor (sì, è proprio il figlio di Roger Taylor dei Queen) dietro le pelli. Ed il ragazzo dimostra subito di non essere (solo) un figlio di tal papà: le sue ritmiche rinvigoriscono e scandiscono perfettamente ogni singolo pezzo dell’album, arricchendo l’ormai consolidato sound degli stravaganti fratelli Hawkins.

Apre “All The Pretty Girls”, singolo di lancio e ottimo compendio del Darkness sound, magari stavolta leggermente sbilanciato verso il pop. Dalla successiva “Buccaneers Of Hispaniola” le cose si fanno più serie; le chitarre iniziano ad aggredire sul serio e sfociano nello sfacciato omaggio agli AC/DC dello spassoso secondo singolo “Solid Gold”, violenta invettiva alla volubilità del mondo discografico.

Da lì in poi il campionario è assolutamente completo: c’è l’omaggio stradaiolo ai compagni Guns (il terzo singolo “Southern Trains”), ci sono le ballad languide (che non hanno la forza di una “Love Is Only a Feeling” ma si fanno assolutamente valore, come “Why Don’t The Beautiful Cry?” e “Lay Down With Me, Barbara”), c’è l’omaggio sornione ai Queen con “I Wish I Was In Heaven” e addirittura un pezzo alla “Permission To Land” (“Happiness”), prima della chiusura folkeggiante con “Stampede Of Love”.

I Darkness, insomma, continuano a fare i Darkness, reclamando un posto da eredi di una tradizione sempre più lontana. A voi decidere se è un pregio o un difetto.

Miglior brano: “Happiness”

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Riassunto del Bot

The Darkness con Pinewood Smile segna un ritorno convincente alle sonorità classiche della band, recuperando la potenza post-reunion dopo un precedente album deludente. La nuova batteria di Rufus Tiger Taylor rinvigorisce l'energia, mentre il sound e i testi richiamano fedelmente le grandi influenze di Queen, AC/DC e Guns N' Roses. L'album si distingue per varietà, omaggi e brani ben strutturati, confermando la band come una solida erede della tradizione hard rock.

Tracce

01   All The Pretty Girls (00:00)

02   Stampede Of Love (00:00)

03   Buccaneers Of Hispaniola (00:00)

04   Solid Gold (00:00)

05   Southern Trains (00:00)

06   Why Don't The Beautiful Cry? (00:00)

07   Japanese Prisoner Of Love (00:00)

08   Lay Down With Me, Barbara (00:00)

09   I Wish I Was In Heaven (00:00)

10   Happiness (00:00)

The Darkness

The Darkness sono una band britannica associata a hard rock e glam, nota per l'approccio teatrale, i falsetti di Justin Hawkins e i rimandi dichiarati a classici come Queen e AC/DC. Nelle recensioni vengono spesso descritti come divertenti, tamarri e molto efficaci dal vivo.
17 Recensioni