Copertina di The Flaming Lips Transmissions From The Satellite Heart
alessioIRIDE

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Per amanti della musica alternativa, fan del pop psichedelico, appassionati di musica anni '90, cultori di band indie e sperimentali
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LA RECENSIONE

Oggi sono felice, me ne vado girando col finestrino abbassato sorridendo a tutti. Che bello, sono così socievole da sembrare un cazzone (e forse lo sono pure), ma che ci posso fare se "Trasmission From The Satellite Heart" ha su di me lo stesso effetto che ha la Maria su un prete.

Codesto è l'ultimo disco prima del nulla. Non sembra, ma così è e diciamocelo chiaramente: dopo questo Wayne Coyne avrebbe fatto meglio a suonare solo dal vivo, ma la gente cambia, si evolve, si cura e quando guarisce comincia la malattia.
Come dimenticarlo: in Beverly Hills entra a testa bassa, con i capelli a coprire il viso, per non la alzarla mai (vergona?)... in Streghe sta tutto sparato e gasato che a momenti mostra pure il pacco alla streghetta di turno.

Brutta bestia il tempo che ti riduce a semplice spegnitore di incendi, ma a me che mi frega? Niente, questo disco è di una bellezza solare che ti illumina la giornata e ti rincoglionisce a tal punto che daresti un euro a tutti i lavavetri della campania e un bacietto a tutti i bimbi zingari ignorando il problema del sovra-affolamento del globo.
Ma poi di cosa ci lamentiamo? Questo, del 1993, è il sesto disco, tutti bellissimi, tutti diversi. Cosa volevi chiedergli più?

Pop d'alta classe che sembra guardare più a certi Beatles che al solito Syd? Qualche canzone così bella da essere annoverata tranquillamente tra le più belle di tutti i novanta? E allora questo è il disco che fa per te. Niente più punk psichedelico, ma Pop, pop-psichedelico che viaggia che è una meraviglia. Un esempio? "Be my Head"... melodie con giochetti vocali fatti de effetti che s'incollano in testa e li rimangono per un pò.
Son tutte belle e sorridenti le figlie di Wayne, ma la più bella è: "She Don't Use Jelly"... bella quanto un toast farcito di vasellina e magazine. Come ignorare, dunque, questo capolavoro stonato di coglionagine e lucido songwriting?

E allora i compiti per domani sono questi:
-Smettila con l'erba, non serve.
-Infila sto dischetto nello stereo e comincia a vagare per i campi annusando e baciando i fiori.
-Rimpiangi i bei tempi andati, quando non c'era bisongo di sparare coriandoli e infilarsi in palloni trasparenti per attirare l'attenzione.
-Impara a fare il cazzone che serve sempre.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Transmissions From The Satellite Heart' come un album solare e coinvolgente, simbolo del meglio del pop psichedelico anni '90. Wayne Coyne e la sua band offrono melodie sincere e accattivanti, in un disco che ancora oggi illumina le giornate con il suo songwriting originale e giocoso. Un capolavoro che unisce ironia e bellezza, consigliato a chi ama la musica alternativa e melodie memorabili.

Tracce testi video

01   Turn It On (04:39)

02   Pilot Can at the Queer of God (04:16)

03   Oh, My Pregnant Head (04:06)

04   She Don't Use Jelly (03:40)

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05   Chewin the Apple of Your Eye (03:52)

08   Moth in the Incubator (04:12)

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10   When Yer Twenty Two (03:34)

11   Slow Nerve Action (05:55)

The Flaming Lips

The Flaming Lips sono una band alternativa statunitense, celebre per il loro approccio psichedelico ed eccentrico, performance pirotecniche, palloni giganti e la voce unica di Wayne Coyne. Attivi fin dal 1983 e provenienti da Oklahoma City, hanno segnato la scena alternativa mondiale con dischi pionieristici e spettacoli live sui generis.
33 Recensioni

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Di  zaireeka

 "Ora ricordo e capisco. E continuerò a ballare in tondo anche io. In fondo la mia vita è tutta qui."

 "Una melodia ed un canto lamentoso all’inizio, malinconico, con poche note di chitarra acustica... una giostra di bambini senza fine, ciclica, a tempo di marcia"