Copertina di The Gris Gris Live At The Creamery
psychopompe

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Per appassionati di rock psichedelico, fan di musica alternativa e live album, cultori della scena texana anni '60 e '70
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LA RECENSIONE

Il canto del cigno

 

Non so se sia vera o meno la credenza secondo cui il Cygnus Olor, o cigno muto, canta solo prima di morire, ma l'idea di compiere qualcosa di bello prima di scomparire per sempre è decisamente affascinante. Sa di testamento, per chi saprà e vorrà conoscere quello che venne prima. Ed è anche una narcisistica vendetta, soprattutto nello specifico campo dei gruppi musicali ignorati dai più.

A mettere la parola fine alla carriera dei Gris Gris è un selvaggio disco live (come storiografia del rock "altro" insegna, qualcuno ha detto Metallic KO?), registrato nel 2008 a Oakland, a ben tre anni dall'ultimo disco. Per chi se li fosse lasciati scappare, in verità facile in questi anni di ascolti random, i Gris Gris sono la creatura principale di tal Greg Ashley, texano di Austin, e sono stati (forse) la migliore reincarnazione in musica e spirito della scena psichedelica texana di fine '60. Santino di Roky Erickson, Mayo Thompson e del rooster International Artists sul comodino, ma anche devianze creole e swamp blues, tra Dr John (da cui il nome del gruppo) e Screamin' Jay Hawkins. Senza scordarsi gli svolazzi interstellari del primo Barrett.

Insomma un'idea al contempo roots e aperta della psichedelia, percepibile soprattutto nel primo omonimo disco, percorso com'era da scorie rumoriste e sax che puzzavano di voodoo. Più canonicamente acido il secondo, For The Season, il cui primo lato, organizzato come un unicuum musicale, viene riproposto pari pari in questo live. Sei tracce che al di fuori dello studio prendono a deragliare dai consueti binari, fra inni stonati a Gesù ("Down With Jesus"), murder ballads messicane ("Cuerpos Haran Amor Extrano"), per finire nell'aperta campagna free noise di una superba versione di "Year Zero". Il secondo lato mostra l'anima folk di Greg (già titolare di due ottimi dischi solisti), fra la dichiarazione d'amore sballata di "Mary # 38" e le spirali oppiacee di "Skin Mass Cat". E poi il miglior tributo possibile ai 13th Floor Elevators, ossia "Everytime", sulfurea e tenebrosa come non mai.

Non resta che salutare anche a noi, magari sulle note convulse della finale "Best Regards", e sperare che la parabola dei Gris Gris venga narrata ancora da qualche sballato profeta.

Nei secoli dei secoli.

Amen.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Live At The Creamery' come l'ultimo capitolo della carriera dei The Gris Gris, un disco live selvaggio e vibrante che fonde psichedelia, blues, folk e free noise. Greg Ashley e la sua band conducono l'ascoltatore in un viaggio musicale ricco di riferimenti storici e sonorità innovative, offrendo una sorta di testamento artistico. Il live è un omaggio ai grandi della scena psichedelica texana e una celebrazione di una carriera intensa e poco riconosciuta.

Tracce video

01   Ecks Em Eye (00:00)

02   Peregrine Downstream (00:00)

03   Cuerpos Haran Amor Extrano (00:00)

04   Down With Jesus (00:00)

05   Big Engine Nazi Kid Daydream (00:00)

06   Year Zero Part One (00:00)

07   Year Zero Part Two (00:00)

08   Skin Mass Cat (00:00)

09   Everytime (00:00)

10   Mary #38 (00:00)

11   Necessary Separation (00:00)

12   Best Regards (00:00)

The Gris Gris

The Gris Gris sono un gruppo statunitense di rock psichedelico guidato dal texano Greg Ashley. Tra voodoo, garage e folk acido, omaggiano la tradizione texana dei ’60 (13th Floor Elevators) e suggestioni creole. Hanno pubblicato due album in studio e un live registrato a Oakland nel 2008.
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