Copertina di The Hellacopters By the Grace of God
De...Marga...

• Voto:

Per amanti del rock duro, fan degli anni ’90, appassionati di punk garage e hard rock, seguaci della scena musicale scandinava
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LA RECENSIONE

Partiamo dalla fine, partiamo dal voto.

In numeri è un 7,5 che arrotondo ben volentieri alle quattro stelle.

Quinto lavoro in studio per gli svedesi; una ciurma rodata e collaudata sempre nelle mani del capitano Nicke Andersson (che si distinse agli inizi di carriera come batterista degli Entombed).

Album riuscito ma con qualche pecca, molto più orientato verso l'Hard-Rock rispetto ai primi due dischi dove l'irruenza Punk-Garage dominava ogni singolo secondo. Con quelle registrazioni grezze effettuate in una manciata di sedute.

In By The Grace of God il suono si "raffredda" perdendo gran parte di quella sfrontatezza che ho appena evidenziato.

Non è un disco che mi ha deluso ci mancherebbe; ho tutta la disordinatissima discografia degli Hellacopters e non potrei in alcun modo parlar male di loro.

Ma li preferivo fieri e bastardi, con quel muro sonoro dilaniante, fottuto e cattivo tra Stooges, MC5 e Motorhead.

Registrazioni pulite in maniera eccessiva a mio parere; certo i ragazzi sono cresciuti anche dal punto di vista tecnico. Maggiore coesione, minor forza bruta.

Anche la voce di Nicke è più controllata, meno stradaiola, meno notturna.

La title track posta ad aprire il lavoro è un dignitosissimo biglietto da visita. Qualche nota di piano a cui fa seguito un riff di chitarra semplice ed il brano si distende, veleggiando in maniera sicura e perentoria. Coretti vari, fendenti delle sei corde, un bell'assolo centrale, ed un finale dove spingono a dovere.

Il rock'nRoll pestoso e festaiolo di Better Than You che insieme alle altrettanto veloci It's Good But It Just Ain't Right e The Exorcist rappresentano gli episodi che più si legano al roboante passato della band. Carry Me Home ricorda in maniera clamorosa i migliori Kiss con quell'andamento trattenuto ma di piacevole effetto; si procede così fino alla fine della raccolta, delle tredici canzoni in poco più di quaranta minuti di durata.

Chiudono con Pride dove, prendendo spunto dal titolo, vogliono ribadire con il massimo orgoglio di essere ancora i migliori esponenti di quel movimento musicale che si sviluppò nella terra scandinava a metà degli anni novanta. Una scena condivisa con Gluecifer, Turbonegro, Backyard Babies, The Flaming Sideburns, Puffball ecc...ecc...

Leggo con piacere nelle note di registrazioni che si è unito ai cori Lars Goran Petrov: qualcuno di voi se lo ricorda? Me lo auguro...LEFT HAND PATH...

Ad Maiora.

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Riassunto del Bot

La recensione valuta positivamente l'album 'By the Grace of God' dei The Hellacopters, assegnando un 7,5/10. Il disco mostra una maturazione tecnica e un suono più pulito rispetto ai precedenti lavori più grezzi e punk. Pur perdendo parte della veemenza originaria, mantiene comunque energia e coesione, con brani rock ben strutturati e riferimenti ai grandi classici del genere.

Tracce testi video

01   By the Grace of God (03:04)

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03   Down on Freestreet (02:41)

06   Rainy Days Revisited (03:41)

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07   It's Good but It Just Ain't Right (02:55)

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09   On Time (03:10)

10   All I've Got (02:44)

14   [unknown] (30:09)

The Hellacopters

The Hellacopters sono una band svedese fondata a Stoccolma nel 1994 da Nicke Andersson (già batterista degli Entombed), insieme a Dregen, Kenny Håkansson e Robert Eriksson. Hanno forgiato un suono che unisce garage rock, punk e hard rock, diventando riferimento del revival scandinavo anni ’90. Dopo lo stop nel 2008 sono tornati dal 2016, pubblicando Eyes Of Oblivion nel 2022.
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