Copertina di The Police Reggatta De Blanc
claudio carpentieri

• Voto:

Per appassionati di musica rock, fan dei the police, cultori della musica anni '70 e chi ama approfondire album storici con analisi tecniche dettagliate
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LA RECENSIONE

The Police: "Reggatta De Blanc" (1979 A&M). Per cominciare potremmo dire che con l'ingresso dei Police nel panorama della musica leggera della seconda metà settanta, abbiamo la presenzadi uno dei pochissimi gruppi modellato sugli strumenti essenziali della musica rock, ad aver alterato arbitrariamente le coordinate su cui il genere in questione si era mosso sino ad allora; certamente questa chance è stata resa possibile dallo sbalorditivo spessore musicale che itre avevano oltre ad un singolare background che li ha caratterizzati sin dagli esordi. Eccoli a voi: Andy Summers apprezzatissimo guitar session man già in compagnia di Eric Burdon negli anni '60 e poi coinvolto anche da Mike Oldfield, che donerà al gruppo quel suono cristallino che farà brillare anche le più semplici composizioni del gruppo; Gordon Matthew Sumner (alias Sting), un cauto insegnante con una smodata passione per il jazz che rinfranca il suo spirito facendo palpitare con i suoi intensi vocalizzi ed il suo robusto basso imisconosciuti Last Exit; in ultimo Stewart Copeland cresciuto dietro i tamburi ed affermatosi con il discreto progressive dei Curved Air, ottima palestra per la ginnastica ritmica che intraprende in ogni esecuzione.

Reggatta De Blanc esce nel 1979 e consta di ben 11 canzoni dove la vena compositiva dell'accoppiata Copeland/Sting si delinea per l'intero lavoro, vedendo primeggiare il talento compositivo del dotato bassista, in quelle che saranno le canzoni che si andranno ad imprimere con energia negli ascoltatori. "Message In A Bottle" è il giusto start per iniziare l'ascolto di questodisco: una di quelle canzoni in cui la vena rock si manifesta a sei mani, dove l'incalzante drum non fa altro che espandere la presenza di un riffvincente confermando gli stessi quattro accordi anche nella deliziosa variante della strofa-guida-ritornello; un perfetto connubio tra musica (energica e geniale) e testo (incisivo ed essenziale) che attraversoun impeccabile arrangiamento trasforma in note un racconto in cui tuttipossono provare ad immedesimarsi con il naufrago più decantato degliultimi venti anni. La title track si fà riconoscere per il ritmatissimo percuotere di sponda il rullante da parte di Copeland e l'innesco dell'urlo di matrice indiana (ed anche un pò da stadio, no?)che faràda apripista alla tribalità musicale che lo farà diventare uno dei branipiù trascinanti del live-set. "It's Alright For You" sciorina l'iniziale vena adrenalinica che su "Outlandos D'Amour" era stata più che accennata mentre a dare il la in "Bring On The Night", sono ancora le bacchette del poliedrico drummer unitamente al sovraccarico di flanger ed al cantato di Sting, a far risaltare il brano un eccellente manifesto di reggae (& rock) bianco. "Deathwish" si regge più sulla ricchezza di controtempi e la ricerca di un suono nitido, che per la bellezza melodica che non manca di certo a "Walking On The Moon" dove a colpire è proprio la raffinata qualità sonora e la sua essenzialità a rendere la cadenzata combinazione incrociata di accordi del ritornello, moltodi più di una semplice pop song. Abbiamo oltrepassato la metà dell'ascolto di un disco da cui obiettivamente vengono a palesarsi dinamismo, tecnica magistrale e freschezza esecutiva che contribuiscono in maniera decisiva a farne un eccellente prodotto musicale, dando vita ad un sound esclusivo e riconoscibile. L'esaltante giro di basso intorno al quale rotea "The Bed's Too Big Without You" ci riconduce alle atmosfere caldamente reggae in cui i tre si muovono meglio, mentre con "On Any Other Day" (cantata da Copeland), si ritorna a respirare quell'aria frizzante che aveva contraddistinto l'inizio del lavoro.

Le capacità compositive di Copeland vengono ad essere dispiegate nella parte conclusiva del disco, dove "Contact" presenta una divertente altalenante successione di note guidata a quattro mani dalla coppia Summer/Sting, mentre l'originale "Does Everyone Stare" viene a far risaltare la sua eccentricità per mezzo di un seducente piano ed una bizzarra voce d'opera che s'infiltra da lontano, conducendo le nostre orecchie a "No Time This Time" per ascoltare l'ultima frenetica esplosione di energia del gruppo inglese. Il perfetto amalgama tra nuove idee talento compositivo e freschezza esecutiva, rendono il secondo capitolo dei Police un container da cui ha origine un nuovo archetipo sonoro che per musicisti e ascoltatori contemporanei rappresenterà l'avanguardia musicale, conservando tutt'ora quell'inimitabilità e finitezza che l'ha sempre contraddistinto.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia come 'Reggatta De Blanc' dei The Police, pubblicato nel 1979, rappresenti un punto di svolta nel panorama rock grazie al talento compositivo di Sting e Copeland. Il disco mescola energia, tecnica e innovazione sonora, fondendo rock e reggae con arrangiamenti originali. I brani 'Message In A Bottle' e 'Walking On The Moon' sono citati tra i più riusciti. L'album è celebrato per la sua freschezza e il sound riconoscibile ancora oggi.

Tracce testi video

01   Message in a Bottle (04:52)

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02   Reggatta de Blanc (03:07)

03   It's Alright for You (03:14)

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04   Bring on the Night (04:17)

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06   Walking on the Moon (05:04)

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07   On Any Other Day (02:59)

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08   The Bed's Too Big Without You (04:27)

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10   Does Everyone Stare (03:47)

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11   No Time This Time (03:20)

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The Police

The Police sono un trio britannico formato da Sting (voce, basso), Andy Summers (chitarra) e Stewart Copeland (batteria). Attivi tra la fine degli anni '70 e la metà degli '80, sono celebri per la loro miscela di rock, reggae, pop e punk, per le innovazioni ritmiche di Copeland, la voce inconfondibile di Sting e le atmosfere chitarristiche di Summers. La loro parabola comprende successi planetari, litigi mitologici, reunion miliardarie… e un impatto colossale sulla storia della musica moderna.
35 Recensioni

Altre recensioni

Di  marcmat

 La raffinatezza di Sting, la grazia di Andy Summers, l’estro di Copeland.

 Il messaggio nella bottiglia è giunto davvero a destinazione.


Di  kain3325

 "Message in a bottle è uno splendido rock-reggae tutto basato sul drammatico e trascinante cantato di Sting."

 "Le idee musicali di Sting gli stanno spianado la strada verso sogni che sembravano irrangiungibili solo pochi anni prima."


Di  Economista63

 Top of the music. Sono di parte? Si, schieratissimo.

 Vestitevi da selvaggio nudo, chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare dal ritmo di reggatta... e poi ditemi se non sentite i piedi nudi sollevare la terra asciutta.