Copertina di The Police Zenyatta Mondatta
Lucabbrasi

• Voto:

Per appassionati di musica rock e new wave, fan dei police, amanti degli anni '80, critici musicali e ascoltatori curiosi di approfondire album iconici.
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LA RECENSIONE

Bene, recensisco con coraggio forse il punto più debole della produzione Police. Forse. Perché in questo disco si possono trovare spunti molto interessanti, e perle notevoli.

Dopo il grande, mondiale successo di Reggatta, i Police si trovano a suonare per un tour mondiale di dimensioni notevoli (Police Around The World, se qualcuno mi aiuta a trovare questo raro video, lo ringrazio...). Successo, copertine, luci: il gruppo forse comincia a "sbarellare", Sting si trova catapultato nello star system, e la vena compositiva ne risente. Eppure... eppure nell'annacquamento inevitabile che si ode nelle tracce di questo disco, vale la pena di segnalare veri e propri "classici", dalle qualità indiscusse.
"Driven To Tears" è un piccolo gioiello in dub, con un testo amaro e un solo di Summers che rende testimonianza alle recenti ri-frequentazioni col suo amico Fripp. Copeland è sempre una garanzia, un vero "signore" dei piatti. "When The World..." segue a ruota: un funky spiazzante, un incedere ritmico incalzante, e la chitarra... siamo sempre lì, Summers riesce con tre accordi tre, super armonizzati, a creare una base armonica favolosa. "Voices..." pare essere una copia sbiadita di "Reggatta De Blanc", un anthem che però, ascoltato bene, rivela un incidere tribale niente male.
Due episodi reggae-ska, carini ma abbastanza scialbetti ("Canary In A Coalmine" e "Man In A Suitcase"), la tristemente famosa "De du du du...", rappresentano sicuramente il punto più debole del disco: motivetti pop buttati un po' lì, senza ricerca e senza arrangiamenti degni di nota.
Il disco si risolleva assai con "Shadows In The Rain": fantastico brano dub, con un suono riverberato che avvolge tutto, e rende un po' di giustizia alle capacità inventive del terzetto. Si ode attirittura un colpo di bacchette di Copeland, forse un errore (volutamente lasciato?).

Tutto sommato, un disco che se fosse stato ideato e prodotto con più calma, o forse senza meno pressioni della casa discografica, avrebbe potuto dare frutti migliori. Diciamo un opera incompiuta...

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Riassunto del Bot

La recensione analizza Zenyatta Mondatta dei Police come un disco segnato da qualche debolezza, in parte dovuta alle pressioni del successo e alla vita da star di Sting. Pur riconoscendo punti di stanchezza, vengono valorizzati alcuni brani di qualità come "Driven To Tears" e "Shadows In The Rain". In generale un'opera incompiuta ma con spunti interessanti e classici riconoscibili.

Tracce testi video

01   Don't Stand So Close to Me (04:02)

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03   When the World Is Running Down, You Make the Best of What's Still Around (03:37)

04   Canary in a Coalmine (02:27)

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05   Voices Inside My Head (03:53)

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07   De Do Do Do, De Da Da Da (04:10)

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09   Man in a Suitcase (02:20)

10   Shadows in the Rain (05:03)

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11   The Other Way of Stopping (03:22)

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The Police

The Police sono un trio britannico formato da Sting (voce, basso), Andy Summers (chitarra) e Stewart Copeland (batteria). Attivi tra la fine degli anni '70 e la metà degli '80, sono celebri per la loro miscela di rock, reggae, pop e punk, per le innovazioni ritmiche di Copeland, la voce inconfondibile di Sting e le atmosfere chitarristiche di Summers. La loro parabola comprende successi planetari, litigi mitologici, reunion miliardarie… e un impatto colossale sulla storia della musica moderna.
35 Recensioni

Altre recensioni

Di  claudio carpentieri

 Provate ad ascoltare a tutto volume quelle otto battute di rullante iniziali di "Driven To Tears" e capirete perché quando ancora oggi si parla del suono dei The Police lo si fa apprezzando quel magico gusto di novità.

 "Zenyatta Mondatta" è un solare documento sonoro che rappresenta a dovere il trapasso dagli anni '70 agli '80 di uno dei più straordinari ensemble della musica rock.


Di  wardrobeOFdeath

 La loro musica è incredibilmente rilassante.

 Bisogna farsi sommergere dal loro suono come acqua tiepida.