Copertina di Prodigy Invaders Must Die
GATTINATOR

• Voto:

Per appassionati di musica elettronica, fan dei prodigy, amanti del big beat e della techno energica
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LA RECENSIONE

Ho aspettato 5 lunghissimi anni per questo maledetto cd e tutto speravo per un ritorno diverso, magari ad una svolta musicale e invece i Prodigy ritornano sui vecchi passi. Certo, "Invaders Must Die" non presenta novità per quanto riguarda il sound, ma almeno non hanno dimenticato quello che sanno fare. Tutto sommato colpisce la sua semplicità: 11 tracce per poco più di 45 minuti, dove tutto è inarrestabile e godereccio; l'esatto contrario di "Always Outnumbered, Never Outgunned" che era quasi un mattone da digerire.

Inarrestabile e godereccio: un album divertente sicuramente con alcuni pezzi che potrebbero scalare le classifiche di tutto il mondo; l'unica pecca che tutto questo sembra sia buttato un pò cosi (insomma non è che si siano spremuti le meningi per farlo!). Però si può dire che funziona! Lo classifico come un rimasuglio "Big Beat" di 7 o 8 anni fa. Almeno hanno partorito un album superiore rispetto agli amici "Chemical Brothers".

Chiarisco subito che non si tratta di un album come "The Fat Of The Land" (è troppo avanti), ma non è neanche come "Always Outnumbered, Never Outgunned" che è un pochino scarso. Techno-violenza allo stato brado: fra "Warrior's Dance" che vi farà ripensare ai bei vecchi anni '90 e "World's On Fire" che vi istigherà al fomento; poi se ci mettete "Omen", "Thunder" e "Take Me To The Hospital" il gioco è fatto.

La ricetta migliore è quella con i bassi a manetta e la capoccia sconnessa perchè alla fine vi piacerà!

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Riassunto del Bot

Dopo 5 anni di attesa i Prodigy tornano con Invaders Must Die, un album fedele al loro sound di sempre senza grosse innovazioni ma molto godibile. L'energia e la semplicità delle 11 tracce lo rendono un disco divertente e coinvolgente, capace di competere positivamente con le produzioni degli amici Chemical Brothers. Non raggiunge le vette di The Fat Of The Land, ma supera il deludente Always Outnumbered, Never Outgunned, offrendo techno violenta e bassi potenti.

Tracce testi video

01   Invaders Must Die (04:55)

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05   Take Me to the Hospital (03:40)

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06   Warrior’s Dance (05:13)

07   Run With the Wolves (04:25)

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08   Omen (reprise) (02:14)

09   World’s On Fire (04:50)

12   Black Smoke (03:26)

13   Fighter Beat (03:33)

The Prodigy

The Prodigy sono una delle band più influenti della musica elettronica inglese, celebri per aver mescolato rave, techno, big beat e sonorità rock in una miscela esplosiva che ha segnato gli anni ’90 e oltre.
35 Recensioni

Altre recensioni

Di  cacca

 Il prodigio è tornato per rompervi i timpani e farvi muovere quei fottuti culi per un bel periodo.

 Un disco decisamente godibile, forse non un capolavoro ma con i suoni che li hanno consacrati come imperatori dell’elettronica violenta.


Di  sound system

 NONOSTANTE NON SIA ORIGINALE, "INVADERS MUST DIE" SPACCA!!!!

 Grazie a loro sono entrato in contatto con la cultura rave e con l'elettronica in generale.