Copertina di Prodigy The Fat of the Land
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Per appassionati di musica elettronica, nostalgici degli anni '90, fan dei prodigy, dj e produttori musicali
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LA RECENSIONE

Anno del Signore 1997: due fratellini ricevono in dono per Natale un oggetto strano. Di plastica, grigio, compatto, rettangolare con 1 specie di cerchio sopra.

Attaccato tramite un filo un'estensione di simile materiale e colore dalla forma futuribile e pieno di bottoni. Se ne parlava ovunque e c'era chi diceva che "avrebbe rivoluzionato il mondo dei videogames". A indispensabile corredo, il pacchetto conteneva anche due dischi, per iniziare a prendere confidenza con questa nuova realtà ludica.
Entusiasta, il fratellino più piccolo collega subito il nuovo regalo a una piccola tivù e inserisce un disco a caso dei due. Subito una musica rimbomba tanto forte che, nella stanza accanto, la sorellina più grande inizia a scatenarsi e pensa "Cazzo, che invenzione".

L'invenzione era la Playstation, il gioco Wipeout e la canzone "Firestarter" dei Prodigy. La cassettina (ORIGINALE!!!) prese saldamente posto nello stereo e non se ne andò più per parecchio tempo, per poi uscirne malconcia nel nastro e soprattutto nella custodia, provata dai numerosi prestiti e doppiaggi (ma ce l'ho ancora!). "Smack my bitch up" ti travolge, le urla roche del gran maestro di cerimonie Keith Flint irrompono a violentare la tua tranquillità con prepotenza e non ti lasciano più scampo per tutta la durata del disco.
Il video, si disse, fu censurato e Mtv lo trasmetteva solo di notte (ragione per cui non lo vidi mai), c'entrava la puttana del titolo ? I pezzi si susseguono incalzanti e senza un attimo di respiro, "Breathe" è un pugno nello stomaco, e qui, per la prima volta, li vedo in faccia. Vedo un pazzo dagli occhi spiritati, con la faccia trafitta da assurdi (per l'epoca) piercing e due ciuffi di capelli sparati e colorati come il più folle dei Pennywise e un marcantonio di colore vestito di nero con le pupille bianche, entrambi si rotolano in stanze sudicie piene di scarafaggi. La ragazzina cresciuta a pane e Take That ne viene conquistata subito... e la cassettina continua ad andare. "Serial thrilla" e "Mindfields" portano dritti al capolavoro, "Narayan". Tutto si mescola in questo pezzo: techno, hard core, jungle, rock e finanche un tocco di indie nella nenia ossessiva che continua a ripetere il titolo per ben nove minuti di durata.

Dopo, in un micidiale uno-due, "Firestarter", il primo amore che non si scorda mai, con la sua minaccia "I'll test ya psycho-somatic, atic-insane, come play the game, inhale, you're the victim" snocciolata su un ritmo scandito da suoni come di martelli che picchiano. Il booklet è all'altezza, all'interno una versione fumettistica di Keith, Maxim e soci (proto-Gorillaz?) veramente forte. A chi mi chiede il genere.... alzo le spalle, non so rispondere adesso come non ho mai saputo rispondere in passato.

Il ciccione della regione è.... un discone dei Prodigy, uscito nel momento giusto, post-prodotto in maniera sublime e senza dubbio un capolavoro a suo modo. Di sicuro un riferimento e un'influenza per tutti i dj e i produttori che verranno, Chemical Bros e Norman Cook (Fatboy Slim) in testa, che questi lo vogliano o no. "Oh my God, that's a funky shit!"

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Riassunto del Bot

La recensione racconta con nostalgia e passione l'impatto di 'The Fat of the Land' dei Prodigy, un album uscito nel 1997 che ha segnato un'epoca. Attraverso ricordi personali e un'analisi delle tracce iconiche come 'Firestarter' e 'Smack my bitch up', l'autore descrive un prodotto musicale unico, rivoluzionario e ricco di energia. L'opera viene riconosciuta come un caposaldo del genere elettronico, con influenze che ancora oggi ispirano DJ e produttori.

The Prodigy

The Prodigy sono una delle band più influenti della musica elettronica inglese, celebri per aver mescolato rave, techno, big beat e sonorità rock in una miscela esplosiva che ha segnato gli anni ’90 e oltre.
35 Recensioni

Altre recensioni

Di  Jurassic tunity

 "IO HO SENTITO IL TOCCO DI DIO"

 "10 canzoni, 10 pietre miliari, 10 sigilli."


Di  DeAnonymous

 Ogni volta che metto questo disco nello stereo mi viene voglia di ballare, come un pazzo.

 Questo è un disco che spacca tutto.


Di  Jack_85

 Un cd che ti indurisce i nervi del corpo e ti fa ingrossare le vene del collo, facendoti arrivare poco ossigeno al cervelletto.

 Un cd da possedere, da proteggere con tutto il corpo e da tenere con cura reverenziale.


Di  GATTINATOR

 L'opera omnia dei "Prodigy"! L'apice del gruppo musicalmente e artisticamente.

 Quel granchio racchiuso in quella copertina è stato l'emblema di una Londra in decadenza e della rivolta giovanile underground che ha fatto il giro del pianeta.


Di  kaisar

 "Smack My Bitch Up è a mio parere uno dei brani più riusciti di questo gruppo."

 "Firestarter mi fa un po’ storcere il naso: valeva proprio la pena di addentrarsi in un tipo di techno così spinta?"


The Fat of the Land ha 8 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.