Copertina di The Rolling Stones A Bigger Bang
JeyTonMan

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Per appassionati di rock classico, fan dei rolling stones, ascoltatori di musica vintage e critica musicale
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LA RECENSIONE

Sono stanchi, un po' sfatti, questi Stones così invecchiati, fare il rock a 60 anni non è mica uno scherzetto, anche se loro, a differenza di Vasco, non si sono ancora ritirati, non ci pensano per nulla a passare i giorni a letto.

E così, con grande ardore, strimpellano chitarre con passione, c'è quel riff di "Rough Justice" con cui Richards ci risveglia, suoni forti, versi arditi, più che note sembran tuoni di cannone, e anche Watts, con le bacchette, ci regala una bella sveglia.

Quel gigione di un Jagger mai domo, tra "Passing car" e "Wedding March" esplora le vie dell'amore, e non importa che tu sia donna oppure uomo, perché il sesso fa sempre bene, anche quando appar dolore.

Alla chitarra ci dà dentro Ron Wood col suo talento, "Rain Fall Down" ci colpisce con la grinta e la purezza, certi suoni passano via col vento, tra la rabbia, l'estasi e la bellezza.

Poi però qualcosa cambia, e qualcosa non va più, ascolti suoni già ascoltati come un eco nella valle, "Infamy" e "Let Me Down Slow" non rompono ormai nessun tabù, sembra pappa riscaldata ed esclami: "Che due palle!".

Certo l'attacco ai puritani arriva dritto al giusto cuore, "Sweet Neo Con" val bene una Messa, come dice proverbio avìto, nonostante manchi sempre quell'antico e gran furore, di un gruppo un po' bolso, ma che resta pur sempre un mito.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia la passione e l'energia che ancora i Rolling Stones infondono nell'album 'A Bigger Bang', sebbene emerga una certa stanchezza e ripetitività. Brani come 'Rough Justice' mostrano vigore, mentre altri risultano prevedibili. L'album è un mix tra forza musicale e inevitabile declino, ma il gruppo resta comunque un'icona del rock.

Tracce testi video

01   Rough Justice (03:13)

02   Let Me Down Slow (04:17)

03   It Won't Take Long (03:56)

04   Rain Fall Down (04:55)

05   Streets of Love (05:10)

06   Back of My Hand (03:33)

07   She Saw Me Coming (03:13)

09   This Place Is Empty (03:17)

10   Oh No, Not You Again (03:48)

11   Dangerous Beauty (03:48)

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12   Laugh, I Nearly Died (04:55)

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13   Sweet Neo Con (04:35)

14   Look What the Cat Dragged In (03:58)

15   Driving Too Fast (03:57)

The Rolling Stones

The Rolling Stones sono una rock band britannica formata a Londra nel 1962. Considerati tra i gruppi più importanti e duraturi della storia della musica, sono noti per il loro stile ribaldo, i riff inconfondibili e un’attitudine che ha ispirato generazioni di musicisti.
81 Recensioni

Altre recensioni

Di  primiballi

 Gli Stones fanno parte della musica classica del secondo novecento, e vi invito a diffidare di quelli che lo negano.

 Questi quattro nonnetti, anche quando si sforzano poco, sono infinitamente migliori di tutti i giovani emuli che, ahimé, si trovano ad avere.


Di  jodo

 Forse non conta più ormai sentire gli Stones, ma essere sicuri, vedere che sono ancora vivi e si muovono (come marionette).

 Non importa la qualità delle canzoni (un po’ bruttine per altro) ma il fatto che i vecchacci riescano a essere 100 volte più duri dei mosci epigoni ventenni.


Di  Torre Ste

 La Musica è tornata sul pianeta terra.

 'You call yourself a Christian think yourself a hypocrite You say you are a patriot I think that you’re a crock of shit'


Di  Adil

 «A Bigger Bang è tutto fuorchè la prorompente scarica di vitalità che questi quattro arzilli vecchietti vorrebbero accreditare.»

 «La disarmante mancanza di ispirazione che permea quest’album dovrebbe deprimere chi li ha amati e tenere alla larga chi non li ha mai ascoltati.»


Di  aza@virgilio.it

 Questo disco, se fosse stato composto e suonato da quella mezza cartuccia di Jack White, avrebbe fatto gridare al miracolo.

 I riff sono belli granitici, il blues è molto blues e le ballatone strappacore fanno venire voglia di trovare un'anima gemella, perderla, ritrovarla e farci 25 figli.