I Velvet Underground si sono sciolti dopo questo Loaded ma sono finiti dopo White light/White heat. Recensisco quest'album solamente perché nessuno l'ha fatto, altrimenti avrei recensito i primi due fantastici album.
Con la perdita di John Cale nella formazione dei VU e con l'aquisto di un Doug Yule si è andato a perdere quel sound così bastardo, sporco che caratterizzava la band. Già con l'omonimo album del 1969 si vedeva l'andazzo (solo pochi pezzi si salvavano) con questo Loaded, dalla stupenda copertina, i veri Velvet Underground sono ancora più irriconoscibili, sperimentando un genere che sta tra il blues melodico e quel pop/rock stantio.
"Who Loves the Sun" è un rock acustico molto solare, "Sweet Jane" con quattro accordi è forse la più bella del disco, ma se solo la musica sarebbe andata avanti come quella dell'intro... aaahhhrrrggh! "New Age" si salva, un bel pezzo che si fa apprezzare, testimone quasi del pop/rock adottato dai VU. "I Found A Reason" altro pezzo che si salva è un blues spento, stanco che va avanti a furia di "Papapapaaaaaa" e con il cantanto baritonale di Reed che si presenta a centro canzone, poi "Oh! sweet nuthin" è una buona conclusione e si associa alle "stelle" da me descritte sopra, le uniche che fanno brillare questo disco, le uniche che fanno avere un voto pari a 3 (3 molto scarso a dir la verità ) a quest'album. Si, perchè le altre: "Rock'n'roll", "Cool it down", "Head held high", Lonesome cowboy Bill, Train Round the bend... aaaahhh no! Nooo!!! Questa è soltanto poca roba, roba scadente direi, roba povera di contenuto e così lontana dai veri Velvet Underground.
La mano sulla cover non stringe una banana ma un grattacielo e così come qui non c'è Andy Warhol, nelle tracce del disco non ci sono i Velvet Underground.
Squeeze è un fallimento annunciato, dove si sente che c'era uno bravo che però ha fatto tutto da solo, confezionando materiale onesto ma non eccezionale.
Un disco da ascoltare con calma e da assaggiare come un buon vecchio vino, magari di fronte al caminetto e magari in compagnia della propria solitudine.
Velvet Underground si discosta dagli estremismi precedentemente sperimentati per approdare ad un sound acustico e meditato, figlio di mille delusioni e di mille riflessioni.