Copertina di The Vines Highly Evolved
Axelmoloko

• Voto:

Per appassionati di rock anni '90, fan di britpop e alternative rock, ascoltatori nostalgici e curiosi di revival musicali.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

La storia si ripete! Band di diciottenni pubblica un paio di singoli e la stampa si prostra ai suoi piedi. Come fare per rimanere obiettivi, per non trovarsi nel bel mezzo del gregge ad osannare i nuovi paladini della musica? Il metodo e’ molto semplice. Per intenderci e’ lo stesso che attuate quando registrate l’evento sportivo dell’anno, non potendolo seguire in diretta, e vi tagliate fuori dal mondo per non conoscere anticipatamente l’esito.Quindi cd che gira nel lettore e giornali, televisioni e radio lontani anni luce. Il minuto e mezzo della traccia d’apertura ha il compito di mettere subito in chiaro una cosa: in quest’album non troverete niente di nuovo, niente che nel rock degli anni ’90 non sia stato gia’ scritto. Quello che resta da capire e’ il modo con cui vengono fatte le citazioni.”Highly Evolved”, “Outthataway”, “Get Free” e “In The Jungle” sono un interessante mix tra la rabbia dei Nirvana e la spensieratezza dei primi Supergrass, “Autumn Shade”, “Country Yard” e “Homesick” sono ballad che qualche anno fa Noel Gallagher armato di chitarra acustica avrebbe scritto ad occhi chiusi ma che da “Be Here Now” in poi sembrano far parte del suo illustre passato.Particolare menzione merita “Factory” pezzo che troverebbe degna collocazione in “Parklife” dei Blur. Se vi siete dimenticati cosa gli anni ’90 hanno sfornato questo e’ l’album che fa per voi poiche’ ripercorre con freschezza e intelligenti ispirazioni un decennio di guitar-band.Rimane comunque la speranza che i The Vines da questo punto in poi dimostrino maggiore interesse per le radici del rock a cui Oasis e company devono la loro fortuna.In poche parole non chiamateli i nuovi Strokes ,gli americani hanno iniziato a studiare dai primi capitoli della storia della musica.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album Highly Evolved dei The Vines, sottolineando una forte influenza del rock anni '90. Pur riconoscendo energia e freschezza, evidenzia una scarsa originalità e molte citazioni di band come Nirvana, Supergrass, Oasis e Blur. Ideale per nostalgici, l'opera viene consigliata con riserva in attesa di passi futuri della band.

The Vines

The Vines sono una band australiana formata a Sydney e guidata da Craig Nicholls. Esordiscono nel 2002 con Highly Evolved, trainato dai singoli Get Free e Outtathaway!, e proseguono con Winning Days, Vision Valley, Melodia e In Miracle Land. Il loro suono mescola psichedelia sixties e abrasioni grunge.
15 Recensioni

Altre recensioni

Di  hammondjr

 Il disco si apre con un pezzo che senza giri di parole definirei essenziale nella sua immediatezza, 'Highly Evolved'.

 La semplicità è la prerogativa dei The Vines e si manifesta attraverso i riff elementari dei chitarristi.


Di  Roberto De Filippis

 "Questo disco è stato acclamato dai più della critica, ma certi critici... hanno voluto andarci un po' più cauti."

 "Un disco imprevedibile, il buonumore è assicurato!"


Di  fostermock

 L'aspettativa era altissima. Ma, no, niente di tutto ciò.

 Un ottimo disco ma da qui a dire che questi avrebbero rubato fans agli Strokes... un pelo esagerato.