Copertina di The Waterboys Book Of Lightning
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Per amanti del folk rock, appassionati di musica matura e malinconica, cultori di sonorità britanniche e british folk, ascoltatori introspectivi
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LA RECENSIONE

Il verde delle antiche sale da barbiere... Quella sorta di verde bottiglia, che si usa per dare prestigio a qualcosa... Magari fa da sfondo ad un courant lion, o ad uno stemma d'araldica, anche se inventato... Il mare della mia città è verde anch'esso, in questa giornata ventosa di tardo autunno. Verde acqua, certo, ma fa niente.

Sai quando ti senti un po' malinconico? E quando sei triste e sorridi? O quando sei fuori in giro e senti che ti manca il calore di casa tua? Quando tutto ciò che ti circonda, le voci, le luci, i visi, i suoni, il cielo, il vento e persino il mare, sembra chiederti "Ma che ci fai qui fuori?".

Il colori sono il verde dell'acqua ed il grigio-azzurro del cielo; il vento è quello della tramontana. Le facce sono quelle distratte, sovrappensiero o del tutto stonate di chi mi capita a tiro; le luci sono quelle d'una città che vorrebbe prepararsi al Natale.

Ed i suoni? I suoni sono quelli di "Book Of Lightning" dei Waterboys, dalla back-cover di quel verde lì, il verde della boccetta del dopobarba che aveva mio nonno...

Il suono di dieci canzoni classiche e bellissime, il suono del britpop più nobile e maturo in brani quali "The Crash Of Angel Wings" o di "It's Gonna Rain". Il suono di ballate splendide come "Nobody's Baby Anymore", e di quel violino elettrico che va meglio di tre chitarre, o del folk elettrico ed arpeggiante di "She Tried To Hold Me".

Il suono di Van Morrison in "Strange Arrangement" e nel melodramma di "Sustain". Ed il blues del pescatore, nella lacrimosa e salatissima "You In The Sky", nei sorrisi della prenatalizia e trascinante "Everybody Takes A Tumble" e nell'epico finale di "The Man With The Wind At His Heels".

Rock vecchio, come un vero liquore. Lenitivo, per prendersi cura di sé, come tutto ciò che si possa fregiare di uno sfondo di "quel verde lì". Musica matura, come lo è questo Knulp scozzese, col tempo fattosi più rugoso, sbiancato un po' nel castano dei suoi capelli, come un randagio che comincia ad invecchiare. Rock da castagne e camino, musica che ti fa venire voglia di rinunciare a farti sbattere dal vento e dalla vita, ed a farti piovere addosso, dal cielo la pioggia e dalla gente le solite immense menate d'ogni giorno. Musica per te stesso, oggi.

Meglio far strada verso casa: qui fuori fa proprio freddo...

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Riassunto del Bot

La recensione descrive l'album 'Book Of Lightning' dei Waterboys come un mix di folk elettrico e ballate ruvide ma dolci. La musica evoca atmosfere malinconiche e domestiche, perfetta per momenti di riflessione e calore interiore. I brani sono narrati con evocazioni di colori, sensazioni e influenze che vanno dal britpop al blues, mentre il tono generale è di maturezza e intimità sonora.

Tracce

01   The Crash of Angel Wings (04:02)

02   Love Will Shoot You Down (04:34)

03   Nobody's Baby Anymore (04:44)

04   Strange Arrangement (03:34)

05   She Tried to Hold Me (07:19)

06   It's Gonna Rain (03:05)

07   Sustain (03:22)

08   You in the Sky (04:39)

09   Everybody Takes a Tumble (07:08)

10   The Man With the Wind at His Heels (03:03)

The Waterboys

The Waterboys sono una band folk rock britannica fondata da Mike Scott nel 1983. Dalla ‘big music’ degli esordi al periodo celtico di Fisherman’s Blues, hanno unito rock, poesia e tradizione irlandese. Tra i brani più noti figura The Whole of the Moon.
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