Copertina di The Waterboys This Is the Sea (Bonus Disc)
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Per appassionati di musica rock e poetica, cultori degli anni '80, fan dei waterboys e di opere musicali emozionali e profonde.
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LA RECENSIONE

Le quattro di una mattinata di marmo. Un uomo è al pianoforte, cerca di suonare le note il più delicatamente possibile per non svegliare la moglie di sopra. Ma è difficile trattenere le emozioni. E' buio e ti ritrovi solo con un blocco note ed una matita. E il tuo genio puro. Ti ritrovi quindi ad essere Mike Scott, ad essere un poeta romantico, un musicista visionario, una mente eccelsa, un grande dimenticato o forse mai ascoltato. Ti ritrovi a produrre molto più di quanto un semplice compact disc può contenere. O di quanto la tua casa discografica vuole.
Impossibile racchiudere tante frasi, tante parole e tante note, sinfonie, emozioni, in un singolo album, peraltro da 8 canzoni soltanto.


Questa premessa è per chi, leggendo qui e non avendo l'opera a casa, pensasse che il secondo cd è dei cosiddetti "scarti" o "esclusi".
Francamente non riesco a capire perché relegare "Spirit" a 2 minuti scarsi nella versione ufficiale e raddoppiarla abbondantemente nel cd degli extra.
Francamente non riesco a capacitarmi del fatto che una canzone quale "Beverly Penn" (o Then You Hold me)" possano non essere inserite in un disco.
Visioni poetiche, momenti di ispirazione massima. Ed è tutto il secondo disco così, con ben 14 tracce contro le 8 "ufficiali". Quattordici tracce complete, attenzione, non promo o versioni live di tracce già conosciute (esclusa "This Is The Sea (Live)" e giusto un paio di versioni alternative). Tutto il resto è mixato e finito. Avrebbero potuto pubblicarlo singolarmente e vendere un altro botto di dischi sull'onda del successo. Ma i Waterboys sono signori d'altri tempi, dei musicisti di quelli veri.
Insomma se il disco è il mare infinito, questa è la riva di un isola vergine e deserta.


Si inizia con la Poesia di "Beverly Penn", un piano che ti cattura e ti veste di parole magnifiche, con una sensibilità che solo un vecchio irlandese può avere. Tra le prime 5 migliori del gruppo, una grande esclusa davvero.
Si prosegue con altre canzoni come l'incalzante "Medicine Jack", ma soprattutto, si ha un corpo centrale dell'album solo strumentale. E che musica. "High Far Soon", "Even The Trees Are Dancing", "Towers Open Fire". Si va dal rock classico, a quello elettronico alternativo, restando sempre nel genio di Mike & co. Potrebbe arrivare a voi, dopo qualche repeat, la versione live della title-track: testo leggermente diverso, una passione decisamente unica. Difficile non credere che le parole d'amore di Mike non riguardino lui. Forse è l'uomo più romantico della terra. E ce lo dimostra ampiamente con "Then You Hold Me": Un uomo solo, una donna lontano, un uomo solo con un foglio e una matita in una stanza completamente vuota tranne un tappeto e un piano, una donna di sopra che dorme ma intuisce le sue parole. Poi lei scende, lo abbraccia e lui non vorrebbe essere nessun altro al mondo. Un uomo che sogna e lo spirito vola. Il miracolo che lui vuole è lei. E una versione pre-fisherman's di "Sweet Thing" non può che far piacere prima che il disco ci lasci e Mike riposi.


Se c'è tempo ora vi parlerò del cd vero e proprio, pure se quello è decisamente conosciuto. Si distinguono la classica ed epica "The Whole Of The Moon", ormai classico rock degli anni 80, l'orchestrata "The Pan Within", con i suoi archi travolgenti, poi c'è la title track finale e di infinta bellezza.
Ma il mio cuore non ne vuole sapere: vuole riascoltare ancora una volta la storia di Beverly Penn, vuole innamorarsi di quella voce e quell'anima, tanto enorme quanto poco considerata.


Potrei dare fuoco a cento uomini o nuotare in un lago ghiacciato, per soltanto una volta nella mia vita, amare qualcuno nel modo in cui Mike Scott ama la musica.


Quella era la riva, ma è questo, credetemi, il Mare.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra la straordinaria qualità artistica dell'album 'This Is The Sea' dei Waterboys e del suo bonus disc. Viene sottolineato il genio poetico di Mike Scott e l'importanza di tracce spesso considerate esclusioni. L'autore esprime emozioni intense e apprezzamento per la profondità musicale e lirica dell'opera.

The Waterboys

The Waterboys sono una band folk rock britannica fondata da Mike Scott nel 1983. Dalla ‘big music’ degli esordi al periodo celtico di Fisherman’s Blues, hanno unito rock, poesia e tradizione irlandese. Tra i brani più noti figura The Whole of the Moon.
13 Recensioni

Altre recensioni

Di  STIPE

 "Questo è un disco ottimo, sanguigno, con Mike Scott in stato di grazia per tutta la durata dell'album."

 "I Waterboys in questo album sono riusciti a esprimere il meglio delle loro capacità, miscelando diversi generi, ma mantenendo il sound originale del gruppo."