2000. Alle soglie del nuovo millennio si affacciano i White Stripes degli ormai divorziati Jack (voce, chitarra) e Meg White (batteria), band statunitense che opta per un garage rock'n'blues revival. Dopo il buon esordio omonimo dell'anno precedente ecco già pronto De Stijl.
Il miglior album del primo periodo sfoggia canzoni pop ("You're Pretty Goog Looking"), pezzi rock frenetici ("Hello Operator", "Death Letter", "Let's Build A Home", "Jumble Jumble"), filastrocche ("You Southern Can Is Mine"), melodie sognanti ("Sister, Do You Know My Name?", "A Boy's Best Friend") e chi più ne ha più ne metta. Tutto ciò senza perdere mai un briciolo del suo gusto così accattivante.
Ruvido e meraviglioso.
Queste chitarre stranamente rustiche, la voce infantile, il basilare drumming, suonava tutto fuori luogo in quel periodo.
Un disco fatto da due persone, che suona come se fosse stato registrato in un garage o in una cantina, e non avrebbe il diritto di risultare come un cazzotto, una vera bomba.