Copertina di The White Stripes Elephant
rockanto

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo, fan dei white stripes, amanti della musica minimale e del blues rock moderno
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LA RECENSIONE

Circa 40 milioni di italiani amano il calcio. E circa 20 milioni di italiani si ritrovano a "cantare" allo stadio quell'"oh oh oh oh" di merda su un motivetto che, per tanti (tantissimi) di loro è di una canzone dance dei M@D che si chiama "the concert", senza sapere minimamente che quel motivetto tanto orecchiabile è in realtà il riff di chitarra più importante dai tempi di quel bel giro di chitarra distorta che suonava Kurt Cobain all'inizio di "Smells like a teen spirit".

L'autore di codesta impresa è Jack White, chitarra, voce, mente, autore e produttore dei White Stripes, con gli Strokes sono la più importante sensation rock da tanto (tantissimo) tempo a questa parte.

La canzone che contiene il riff si chiama "Seven Nation Army" ed è una delle perle di un album che, nonostante qualche caduta di tono nelle midtempo (come "Balls and Biscuits"), è una pietra miliare del nu-rock. Sia ben chiaro: gli Stripes non hanno creato niente. Il loro è blues rock suonato però in modo minimale (minimalissimo) e con una violenza poco comune nel rock moderno, una sorta di visceralità punk che rende quell'estetica lo-fi bellissima e originale. I pezzi migliori sono i rock'n'roll tirati ("Black Math", "Girl you have no faith in medicine", "Hypnotize") e alcune ballate decisamente ok ("I just don't know what to do with myself" e "I wanna be the boy to warm your mother's hearth").

Un disco da ascoltare e riascoltare, perchè ogni volta vi sembrerà più bello. Potrà sembrarvi anche che Jack e Meg non sappiano suonare e che il suono sia troppo scarno, ma, alla fine, realizzerete che, per quello che fanno e per il loro scopo, tutto ritorna.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Elephant come una pietra miliare del nu-rock, sottolineando la potenza viscerale e minimalista dei White Stripes. Jack White emerge come autore brillante, con il celebre riff di Seven Nation Army che ha influenzato la cultura pop. Nonostante alcune tracce meno marcate, l'album si conferma un classico da ascoltare più volte per apprezzarne profondamente il valore.

Tracce testi video

01   Seven Nation Army (03:52)

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03   There's No Home for You Here (03:44)

04   I Just Don't Know What to Do With Myself (02:46)

05   In the Cold, Cold Night (02:58)

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06   I Want to Be the Boy to Warm Your Mother's Heart (03:21)

07   You've Got Her in Your Pocket (03:40)

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The White Stripes

The White Stripes sono un duo rock statunitense formato da Jack White e Meg White, noto per un approccio minimale (chitarra/voce e batteria/voce) e per un suono tra garage rock e blues, spesso grezzo e lo-fi.
19 Recensioni

Altre recensioni

Di  coppino

 Le chitarre sembrano suonare come quando mio nonno, una volta, preso da una crisi di follia/pazzia si è messo a suonare la Fender di mio zio…

 Il tempo di un ascolto veloce e già il disco è finito sotto al terrazzo insieme alle vecchie carcasse del pc.


Di  ciaglia

 Album molto più completo nella melodia e soprattutto negli arrangiamenti.

 Jack in questo disco ha pensato bene di inserire in quasi tutte le canzoni la seconda chitarra, che rende il suono più gradevole pur rimanendo sempre duro e crudo garage rock!


Di  Sir Psycho Sexy

 Estrosi geni al servizio di una musica strana, semplice ma completa.

 La particolarità della batteria non è un compromesso, ma una scelta musicale.


Di  AR (Anonima Recensori)

 "Questo è un signor disco, compatto e ruspante come non mai."

 "Con loro fu un colpo di fulmine a ciel sereno: quel riff di basso è già un classico."