I Three Days Grace sono:

Adam Gontier (voce e chitarra)
Brad Walst (basso)
Neil Sanderson (batteria)
Barry Stock (chitarra).

Questo è l’album d’esordio del quartetto canadese, da Norwood, Ontario. Sono stato uno dei primi loro “clienti”, dato che, quando è uscito nel 2003, il cd era praticamente introvabile ed iniziava piano piano a sentirsi nelle radio solo il primo bellissimo singolo “I Hate Everything About You”. Ho saputo della loro esistenza per caso, perché in quel periodo si trovavano in tour con i Nickelback, per la promozione del disco. Dopo l’ascolto del sample in rete del singolo lo acquistai d’importazione dagli Stati Uniti e già la copertina mi aveva incuriosito, molto strana come prima rappresentazione di un disco Rock/Metal ma d’effetto.

Al primo ascolto mi ha soddisfatto subito, la tracklist si apre con “Burn” che inizia con il crepitìo della chitarra di Adam Gontier, vocalist del gruppo, per poi sfociare in un ritornello un po' scontato ma guarnito da potenti ed energici riff, “Just Like You” che sarà il secondo singolo estratto, aumenta il ritmo e le chitarre “alzano la voce” sul bel ritornello. La terza traccia è “I Hate Everything About You”, singolone conosciuto ai più, per il suo passaggio in radio. Canzone potente, nella quale esplode la bella voce di Gontier, accompagnata da chitarre e batteria devastanti, che urla forte la rabbia e l’odio verso chi l’ha fatto soffrire. Un elemento che dà un tocco in più è legato al bel “giro di basso” che accompagna il canto fuori dai ritornelli. Quarta posizione per “Home”, anche qui voce rabbiosa e rock, su riff potenti e batteria che non cede il passo facendosi sentire quasi a sovrastare le chitarre. Segue “Scared”, una dei pezzi più apprezzabili, merito soprattutto delle chitarre che suonano entrambe acute e compatte. “Let You Down” si apre con assolo di batteria, che emette una scala di suoni, continuano forti le chitarre e la voce, che, nel ritornello si intervalla a intrusioni soliste a colpi di grancassa, creando un sound di grande effetto. Avanti con “Now Or Never”, qui ancora chitarre potenti come la voce, che alterna sussurri a ritornelli quasi urlati. “Born Like This” oso definirla una canzone quasi “stonata” anche se con carattere, per la curiosa scelta del sound nei ritornelli, dove le chitarre molto potenti coprono in parte la voce e la batteria. “Drown” scuote con le chitarre che spingono ed il suono delle corde di Gontier dopo il ritornello si “allunga” vibrando fino a scomparire sulla sua voce. “Wake Up” che, più che “svegliare” rilassa nella sua prima parte grazie al bel assolo melodico di chitarra, mano a mano che si “consuma il pentagramma” si fa aggressiva senza biasimare il titolo attribuitole. Molto bella proprio per questa sua doppia anima. Penultima traccia “Take Me Under”, suona fin dalle prime note malinconica e riflessiva e si sfoga nel ritornello con rabbia, concretizzata dalla possente voce del frontman. Anche qui tutto scorre liscio, strofe lente quasi rassegnate esplodono in un urlo liberatore. Chiude “Overrated”, ultima ma non in qualità. Parte lenta, con la voce quasi a voler sembrare stanca ma che nel ritornello ci fa capire che si tratta di un’altra bella trovata; finisce in modo molto originale, con la chitarra che vede “svanire” il suo suono che si scarica piano piano.

In conclusione devo dire che i Three Days Grace non hanno tradito le mie aspettative, il bello di gruppi come questo è che il primo singolo non si dimostra alla lunga essere uno specchietto per le allodole ma un frammento di un’opera talentuosa. Troppi gruppi ci “ingannano” con una prima traccia potente e convincente, che non trova seguito alcuno nel resto dell’album o addirittura ne risulta essere del tutto estranea. Ma il merito principale qui non è questo ma il semplice fatto di aver composto un album di debutto in modo così creativo e di qualità. Ci sarebbero delle lacune (vedi ritornelli a volte un po' ovvi) ma a mio avviso non del tutto rilevanti e che senz’altro il tempo andrà a colmare.

Volevo dare quattro come votazione ma in attesa dei vostri insulti (che accetterò solo se avrete sentito il cd), dò loro pieno voto ad un primo album molto valido. Chissà in futuro...

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