Copertina di Tim Buckley Happy Sad
serestoppone

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Per appassionati di musica d'autore, fan di folk e jazz, ascoltatori curiosi di suoni innovativi, estimatori degli anni ’60.
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LA RECENSIONE

“I got this strange feelin’ deep down my heart/ I can’t tell what it is/ but it won’t let go/ it happens every time/ I give you more than what I have/ but now all I need is a little time to sing this song/ and I think we’re gonna find a way to lose this strange feelin’ ” e subito cadiamo tra le sue dolenti note...

Tim Buckley è uno dei più enigmatici ed anomali cantautori californiani degli anni 60; la sua produzione è caratterizzata da una serie di capolavori di folk sognante legato a suoni jazz esaltati da una voce incredibilmente duttile.

Happy Sad contiene sei lunghi brani tutti (o quasi) suonati con vibrafono, congas, contrabbassso e chitarra;la voce (calda, fredda, melodica, emozionale, arroventata) è la protagonista assoluta e resta sempre in prima linea.Tutto il sound gode di una sensibilità estremamente moderna e inquieta fatta di pieni e di vuoti, raccontati dal languore della sua voce setata. In un mondo poetico fatto di colori tenui e contenuti estremamente profondi, le sue opere sono gioielli assoluti capaci di cristalline composizioni; specie l’elegante Gypsy Woman che è eccentrica, convulsa, irruente composta da rallentamenti improvvisi, riprese impossibili e tanta tanta genialità...

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Riassunto del Bot

La recensione esalta Happy Sad di Tim Buckley come un'opera simbolo della creatività degli anni '60, dove il folk si fonde con il jazz. Il disco offre sei lunghe tracce dalle sonorità innovative e dalla voce protagonista. L'atmosfera complessa e moderna si unisce a una sensibilità poetica unica, evidenziata in brani come Gypsy Woman. Album consigliato per chi cerca musica intensa e fuori dagli schemi.

Tracce testi video

03   Love From Room 109 at The Islander (On Pacific Coast Highway) (10:49)

04   Dream Letter (05:12)

06   Sing a Song for You (02:39)

Tim Buckley

Timothy Charles Buckley III (Amsterdam, New York, 14 febbraio 1947 – 29 giugno 1975) è stato un cantautore statunitense noto per l’estensione e l’espressività vocale e per una traiettoria che, tra fine anni ’60 e inizio ’70, lo porta dal folk a territori jazz e sperimentali.
24 Recensioni

Altre recensioni

Di  _tomek89_

 "Il silenzio totale che mi prefiggo fa da preambolo alla prima traccia, 'Strange Feelin’', una canzone troppo bella per essere insultata con parole futili e fugaci come il vento."

 "La speranza è l’ultima Dea a morire."


Di  paolofreddie

 "Happy Sad! Il folkman oscilla tra allegria e tristezza, continua a sperare, nonostante sappia che la tristezza prevarrà."

 "Un capolavoro di un artista che ai suoi tempi è stato troppo sottovalutato. Tim Buckley: un poeta maledetto."