Copertina di Tim Buckley Happy Sad
_tomek89_

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Per appassionati di musica folk e psichedelica, amanti delle emozioni intense, lettori alla ricerca di album memorabili e riflessioni profonde.
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LA RECENSIONE

Cara Laura,
mi duole pensare che siano passati ormai due anni dall'ultima volta che ci siamo visti e soltanto il fantasticare sui tuoi riccioli d'oro fa piangere il mio cuore. Ho saputo che ultimamemte sei triste, avvilita; guardi fuori dalla finestra e cerchi di capire quale sia il tuo ruolo su questa sfera spigolosa chiamata "mondo". Probabilmente il tuo è un un dolore allo stato puro. Devo confessarti che anch'io mi trovo nella medesima capricciosa situazione. Questo immenso spleen che ci avvolge è angosciante, selvaggio, è la negazione della vita stessa. Sovente penso alle cose della terra e del cielo ma il più delle volte mi perdo nell'enigmatico labirinto dei miei pensieri; fortunatamente trovo consolazione nella musica. E mi viene in mente il buon vecchio Tim. Un artista, come ben sai, che non ha ricevuto i giusti meriti e riconoscimenti durante la sua breve vita. Ma si sa, la morte è giusta dipensatrice di gloria.
E mi trovo sempre più spesso con questo cd in mano, con questa faccia maledettamente affasciante, con lo sguardo perso nel vuoto, negli occhi nessuna traccia di vitalità, assenza totale, sospeso tra il reale e l'ignoto; e in alto a destra la scritta "happy/sad". Ultimamente affatico molto il mio vecchio stereo con questo album; e ogni volta è una nuova emozione. Il silenzio totale che mi prefiggo fa da preambolo alla  prima traccia, "Strange Feelin'", una canzone troppo bella per essere insultata con parole futili e fugaci come il vento; oh Laura, non sai quanto questa canzone rispecchi il mio stato d'animo:

ho una strana sensazione / nel profondo del mio cuore / non so dirti che cosa sia / ma so che non andrà via / succede ogni volta / che ti do più di quanto io abbia / ma adesso tutto quello di cui ho bisogno è soltanto un po' di tempo per cantare questa canzone / è sono convinto che troveremo un modo per far sparire questa strana sensazione

 La voce è distesa, meravigliosa come sempre, forse un po' rassegnata; ma del resto

  ...come un coperchio è il cielo basso e greve, che schiaccia l'anima che geme nel suo tedio infinito, ...

... ma non ho neache il tempo di pensarci che inizia "Buzzin' Fly",  tutto sommato una canzone allegra, il cui intento sembra essere quello di scacciare i demoni del malessere; grazie alla sua briosità fa da giusto intermezzo per prendersi una pausa mentale. Ma è del tutto inutile: sono le tristi "Love From Room 109 At The Islander (On Pacific Coast Highway)" e "Dream Letter" a testimoniare che l'illusione non può durare in eterno.
Tim Buckley era un genio, e soltanto un genio come lui poteva tirare fuori dal cilindro magico "Gypsy Woman", ovvero la magia che supera la realtà. La coscienza riprende a funzionare ma noi non lo percepiamo, gli istinti più nascosti si risvegliano dentro di noi: eccoci che danziamo intorno al fuoco della follia, rapiti da una sensazione di immotivata felicità, un po' come quella dei bambini. 

Laura, non manco di sottolineare però che molte persone chiamano queste magie Lsd oppure eroina. Ma la cosa più triste è che hanno ragione. Tutti conoscono che fine ha fatto. Ma ti prego, non cadare in questa trappola anche tu, tu che sei una creatura innocente, non percorrere le strade dell'inganno.
Il viaggio si conclude con "Sing a Song For You". Non sai quante volte avrei voluto dedicarti questa canzone. Perchè in fondo, forse, guardando fuori da quella finestra si può intravedere uno bel sole dipinto su un cielo che è sempre più blu. Siamo come ciechi che cercano di riaquistare la vista, sordi che vorrebbero sentire, muti che vorrebbero parlare, urlare; spero che un raggio di sole entri un giorno da quella finestra, anche solo per illuminare un piccolo angolo della tua stanza grigia e vuota. La speranza è l'ultima Dea a morire.

Con questo ti saluto, e rispondi presto!

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Riassunto del Bot

La recensione è un'intensa lettera dedicata a un'amica triste, in cui l'autore trova conforto nell'ascolto dell'album 'Happy Sad' di Tim Buckley. L'opera rappresenta un viaggio che oscilla tra emozioni contrastanti, dalla malinconia alla fuga temporanea del disagio, fino a una flebile speranza. La musica di Buckley viene descritta come geniale, capace di evocare sensazioni profonde e di accompagnare chi ascolta in un percorso interiore intenso e autentico.

Tracce testi video

03   Love From Room 109 at The Islander (On Pacific Coast Highway) (10:49)

04   Dream Letter (05:12)

06   Sing a Song for You (02:39)

Tim Buckley

Timothy Charles Buckley III (Amsterdam, New York, 14 febbraio 1947 – 29 giugno 1975) è stato un cantautore statunitense noto per l’estensione e l’espressività vocale e per una traiettoria che, tra fine anni ’60 e inizio ’70, lo porta dal folk a territori jazz e sperimentali.
24 Recensioni

Altre recensioni

Di  serestoppone

 Tim Buckley è uno dei più enigmatici ed anomali cantautori californiani degli anni 60.

 La voce (calda, fredda, melodica, emozionale, arroventata) è la protagonista assoluta e resta sempre in prima linea.


Di  paolofreddie

 "Happy Sad! Il folkman oscilla tra allegria e tristezza, continua a sperare, nonostante sappia che la tristezza prevarrà."

 "Un capolavoro di un artista che ai suoi tempi è stato troppo sottovalutato. Tim Buckley: un poeta maledetto."