Copertina di Tim Buckley Starsailor
Enkriko

• Voto:

Per appassionati di musica sperimentale, fan di cantautori e cultori della musica d'avanguardia anni '70
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LA RECENSIONE

Forse non sono in grado di parlare di questo disco; ed è questo uno dei casi in cui tirarsi indietro e non mettersi in prima persona, quando si ascolta, è un atto dovuto alla maestria di chi ha saputo precorrere i tempi con una abilità a dir poco profetica.

Tim Buckley, classe 1947, aveva dalla sua una voce angelica e un aspetto da giovane dio... suonava l'impossibile e volava, volava così in alto che non fu, dai più, capito.
Tutta la sua produzione musicale, oggi, non farebbe storcere il naso al più accanito ascoltatore di "contemporanea" o "musica colta", senza voler attribuire a questi ambiti un'importanza fuor di misura. Buckley riusciva nella capacità improvvisativa, nell'istrionismo della voce ad essere un Caronte dei cieli, traghettarti tra i Serafini e lasciarti là a contemplare. Poi con uno scossone alla manica ti invitava, sempre dolcemente, a ridiscendere i gradini verso l'abisso... coi suoi giochi gutturali e le sue distorsioni animalesche che farebbero, oggi, l'invidia di tutti gli sperimentatori delle corde vocali.
Questo disco è, e sempre sarà, una perla inclassificabile: un panegirico di emozioni diversificate in cui parlare di canzoni è impossibile e l'unico modo di ascoltare è abbandonarsi alle molteplici trasformazioni dello spazio e del tempo che questo menestrello sa compiere.
Una stella nel repertorio resta "Song to the Siren", ripresa anche dai This Mortal Coil ma imparagonabile, unica canzone lineare di tutto il disco dove un marinaio viene attratto e scacciato dalla sua sirena innumerevoli volte... non mi toccare! Non mi toccare! Torna Domani! Mentre sullo sfondo di cielo delle note viene spinta una voce che sembra il grido alto, ma non disturbante, di una delle tante vittime della creatura.

Adoro Tim Buckley, moltissimo, e mi spiace che oggi, tra le persone che ascoltano musica "seriamente" sia più ricordato il figlio Jeff: anch'egli un grande artista ma abitante infiniti piani sotto il padre nella Coheniana Torre Della Canzone.
Quest'uomo cercava qualcosa... l'indefinibile... è morto a 28 anni con otto dischi alle spalle... rimanendo sempre un autore di "culto"
Riposa in pace Tim.

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Riassunto del Bot

Starsailor è un album straordinario e inclassificabile di Tim Buckley, capace di portare l'ascoltatore in un viaggio emotivo e vocale unico. Il disco rivela la maestria di un artista profetico e sperimentale, capace di anticipare i tempi con la sua voce e le sue distorsioni. Tra i brani spicca la celebre 'Song to the Siren', una gemma lineare in un contesto complesso. Buckley resta un punto di riferimento imprescindibile nella musica d'avanguardia.

Tracce testi video

01   Come Here Woman (04:11)

02   I Woke Up (04:04)

05   Song to the Siren (03:28)

Leggi il testo

07   Starsailor / The Healing Festival (07:51)

08   Down by the Borderline (05:16)

Tim Buckley

Timothy Charles Buckley III (Amsterdam, New York, 14 febbraio 1947 – 29 giugno 1975) è stato un cantautore statunitense noto per l’estensione e l’espressività vocale e per una traiettoria che, tra fine anni ’60 e inizio ’70, lo porta dal folk a territori jazz e sperimentali.
24 Recensioni

Altre recensioni

Di  Blackdog

 "La voce di Tim un saliscendi impetuoso di note ardite e impossibili che ti strappa il cuore e lo stringe a sé."

 "Il Navigatore Delle Stelle ha osato 'guardare' il Sole in tumulto. Ed è vivo."


Di  Alecasti

 Un volo, che ad ogni battito d'ali si alza, glorioso e immenso, che per ogni costellazione attraversata ricade negli abissi più neri, sfiorando la morte.

 Starsailor non è un disco difficile o facile, non è rock, non è jazz, non è neanche musica. È una rotta tracciata a caro prezzo dal navigatore delle stelle.


Di  filippobelar

 "È difficile trovare una voce-strumento così straripante ed eclettica capace di passare con estrema naturalezza dal baritono al falsetto."

 "Il navigatore delle stelle fa con la voce quello che John Coltrane aveva fatto con il sax e Jimi Hendrix con la chitarra."