Copertina di Van Morrison Blowin' Your Mind!
cappio al pollo

• Voto:

Per appassionati di musica vintage, fan di van morrison, amanti del rhythm and blues e lettori incuriositi da storie musicali personali.
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LA RECENSIONE

Parliamoci chiaro. Di qui ad un anno, Van Morrison, avrebbe pubblicato il suo secondo disco, il monumentale "Astral Weeks". Ma qui? Io tuttora non ci posso pensare. Mica brutto, ma è da quella volta che non ci posso pensare.

Entrai nel solito locale. Ordinai le solite due birre e mi godetti il solito concerto di una misconosciuta band locale, tali "Jazzmasters". Quella band però, almeno quella, non era la solita banda di scapestrati che solitamente animava il locale. Eseguirono una manciata di cover e solo qualche brano di loro produzione. Tra le cover, una di "Brown Eyed Girl" proprio del buon vecchio Van the Man. Anzi, a dire il vero, più che di cover, trattavasi di vera e propria rivisitazione in chiave noise. Nulla da eccepire. Un muro di feedback che avrebbe condannato al pallore sia Gesù che Maria Catena; un intermezzo chitarristico solista che avrebbe invece fatto arrossire la buonanima di Bo Diddley (per un motivo o per l'altro, mica cazzi vedere il vecchio Bo arrossire) e poi la suggestiva voce di Laura, così si chiamava la leader del quintetto, la cui timbrica rimandava a quella di un'altra buonanima, Eva Cassidy. Insomma, fatta davvero con maestria e genialità, tanta da mettermi voglia di riscoprire il disco cui originariamente fu rilegata.

Terminato il concerto - che in tutta tranquillità, col senno di poi, potrei definire il picco di una gran bella giornata, se non fosse che trattavasi di tipica giornata di merda, indi il picco di una gran bella giornata di merda -, mi avviai a piedi verso casa, attraversai la città e il suo degrado, imbattendomi prima in un tentato scippo ai danni di un'avvenente biondina e sucessivamente nel lattaio del mio quartiere completamente sbronzo che seppe solo chiedermi se sapessi fra quanto tempo sarebbe sorto il sole. "Non ne ho idea, guarda. Ormai non si capisce più un cazzo", gli risposi proseguendo sulla solita strada. Poi addirittura un amico. Ci intrattenemmo a disquisire dell'evoluzione della sua vita e l'involuzione della mia.

Rincasai alle solite cinque del mattino. Tra una sigaretta e due fesserie, nemmeno a farlo a posta, si era fatto il solito orario. Era tutto così scontato un tempo.

Non avevo sonno. Al solito. Ma mi tornò subito in mente quella versione di "Brown Eyed Girl". Corsi subito a cercare "Blowin' Your Mind!" (Bang Records, 1962) nell'ultima fila di dischi dello scaffale, quella da me ribattezzata "dimenticatoio". Cercai a lungo. La polvere che ricopriva quella sezione dello scaffale quasi in totale abbandono portava di tutto meno che una mano di aiuto. Impiegai senz'altro più di cinque minuti per reperirlo.

Una volta avviatasi l'iniziale celebre hit "Brown Eyed Girl", quasi desideravo che quella polvere fosse stata di più. Ancora di più.
Non vi erano incise esattamente le strazianti grida di un delitto. Voglio dire, nulla da dire. Piacevole e tutto. La sua voce, la sua timbrica, sebbene non ancora del tutto mature, incidevano già la roccia. Il rhythm and blues, nonostante non fosse nulla di estraordinario, era eseguito a regola d'arte, salvo qualche guizzo dissacrante che lasciava intravedere la geniale ambizione compositiva del giovane dalla peculiare imponenza di un'irruente vocalità. Ma non c'era storia. Forse non era serata. Fatto sta che in riproduzione durò una decina di minuti. Più che una riscoperta, fu una delusione. Probabilmente la stessa che me lo fece catalogare nel dimenticatoio. Forse anche per lo stesso Morrison fu una delusione. Certo è che fu pubblicato contro il suo volere scaturendo suo malgrado una serie di problemi non da poco.

Dunque ero di nuovo preda dell'insonnia. Abbandonato e inconcludente. Così realizzai che forse quel disco poteva essere l'unico ad aiutarmi nella lotta all'insonnia. Poteva risanarmi, a patto che mi fossi rassegnato all'idea che per quel giorno avevo perso io.
Lo ripresi fuori dalla custodia e avviai la riproduzione per la seconda volta, ora da vinto. In un giornata che aveva puzzato di marcio, che conoscevo a memoria e in cui tutto era rimasto sempre lo stesso, decisi di crogiolarmi nel già sentito di un disco che suonava analogamente alla mia trascorsa giornata.

Mi sentii veramente a casa. La solita casa, le solite cose. La solita musica. Niente di nuovo. Pensavo che in fondo, se mai fossi diventato un abile recensore e avessi dovuto dare una valutazione a quel disco, per completezza gli avrei dato un bel voto; se mi fossi aspettato di più, lo avrei fatto relativamente martire. Ma se non fossi mai divenuto un recensore, beh, non l'avrei mai votato.

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Riassunto del Bot

La recensione ripercorre l'ascolto di 'Blowin' Your Mind!' di Van Morrison attraverso una narrazione personale che mescola musica, ricordi e malinconia. Nonostante la presenza della celebre 'Brown Eyed Girl', il disco non soddisfa pienamente l'autore, segnato da una giornata difficile. L'album è descritto come tecnicamente valido ma privo della profondità futura di 'Astral Weeks'. Il tono è malinconico e riflessivo, senza un giudizio né troppo entusiasta né decisamente critico.

Tracce testi

02   He Ain't Give You None (05:16)

05   Goodbye Baby (Baby Goodbye) (03:00)

07   Who Drove the Red Sports Car (05:37)

Leggi il testo

08   Midnight Special (03:02)

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09   Spanish Rose (alternate take) (03:40)

10   Ro Ro Rosey (alternate take) (03:13)

11   Goodbye Baby (Baby Goodbye) (alternate take) (02:42)

12   Who Drove the Red Sports Car (alternate take) (03:52)

13   Midnight Special (alternate take) (02:46)

Van Morrison

Van Morrison (nato il 31 agosto 1945 a Belfast, Northern Ireland) è un cantautore e cantante nordirlandese attivo dagli anni Sessanta. Divenuto noto con la band Them e poi come solista, è celebre per album come Astral Weeks e Moondance e per mescolare blues, soul, jazz e elementi della tradizione celtica.
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