Copertina di Vangelis Blade Runner - Versione Ufficiale 1994
ILM_igliore

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Per appassionati di cinema, amanti delle colonne sonore, fan di musica elettronica e degli anni ’80, cultori di opere d’arte sonore, melomani in cerca di atmosfere profonde e psichedeliche.
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LA RECENSIONE

P.S.: Si consiglia l’uso delle tracce dell’opera in argomento come colonne sonore nella lettura della Recensione.

Ascoltare la Versione Ufficiale della colonna sonora di "Blade Runner", rappresenta molto di più che volersi accostare a semplici melodie caratterizzanti il cult-movie, essa va oltre, surclassando la mastodontica opera di Ridley Scott a semplice edonismo visivo e niente di più…

La creatura di Vangelis invece si evolve, si trasforma, cambia tonalità, investita di pura luce solare filtrata da un continuum spazio-temporale in una proiezione sonora di splendida e rara bellezza; cambia forma e dimensione estrinsecando così la propria eterea immensità.

Riuscire a definire un capolavoro del genere, definirne le peculiarità, le complesse sfumature che lo hanno reso immortale, è come voler definire la complessità matematica che avvolge e costituisce la materia stessa, evolve e rivoluziona, per poi perdersi nell’immensità di Dio nel silenzio delle note, impercettibili, sottili, lontanissime, così lontane da essere spaventosamente vicine.

Basterebbe chiudere gli occhi ed ascoltare “Main Titles” e “Blush Responce”; rimanendo così affascinati dalla sterminatezza di uno spazio infinito colmo di stelle così, sospesi verso il portellone di un astronave che si apre lentamente, proiettandoci al cospetto di un’immensità Panenteista.

Trasportati da un suono che evolve verso un’armonica “Wait For Me” transitando poi verso una incantevole “Rachel’s Song”, una dolce musa sarà pronta a cullarti in una squisita piacevolezza dei sensi verso l’oblio.

In quell’oblio, stanco ed appassionato in cui è possibile ascoltare la splendida “Love Theme” di Dick Morrisey il cui sassofono delinea le trame nella complessità della vita; la sua difficoltà biologica ad evolversi sembra essere così oggettivamente insignificante, dinanzi a tutto ciò che invece è eterno.

Neanche la secolare quanto effimera “One More Kiss, Dear” dissacrante l’apice trascendentale, sembra discostarsi dal contesto narratore, rimanendo comunque in un visione più terrena.

Il progetto sonoro di Vangelis inizia così ad evolversi verso una nuova componente psichedelica con “Blade Runners Blues” e “Memories Of Green”, questa seguita con solo di piano, tanto lontane quanto disilluse, in un pessimismo che vuole richiamare a se il gelido vuoto esistenziale, il nulla… Il silenzio.

Come a voler richiamare lo zero assoluto (–273,15 °C).

Come a voler richiamare la rinuncia alla centralità dell’uomo, la rinuncia a qualsiasi intenzione.

La sumerica “Tables Of The Future” e “Damask Rose” ostili e oscure, paventano le duplici velleità di un’entità penenteista, tanto vera quanto rinnegata dalle credenze religiose; un’entità padrona di un universo che mostri se stesso in quei concetti relativisti e quantistici attraverso quel unico presupposto: sopravvivenza della materia.

Sembra così che ascoltando “Blade Runner”, immense galassie disgregate al passaggio di stelle, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser, esplosioni di pianeti, civiltà distrutte estinte e dimenticate, implosione e collasso di bellissime stelle trasformatesi in immensi e voraci buchi neri, distruttori di interi sistemi solari … Concludendo con “Tears of Rain”… Sembrino solo un vago ricordo nella ciclicità della vità: “tutti quei momenti andranno perduti nel tempo...come lacrime nella pioggia”.

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Riassunto del Bot

La colonna sonora di Blade Runner di Vangelis non è solo una semplice musica da film, ma un viaggio sonoro che supera persino l’impatto visivo del cult di Ridley Scott. Con temi in continua evoluzione, tracce psichedeliche e un’atmosfera unica, l’album trasporta l’ascoltatore in un universo sonoro infinito e profondamente emozionante. La recensione sottolinea la potenza evocativa e la complessità dell’opera, esaltandone la bellezza e l’eternità.

Tracce testi video

01   Ladd Company Logo Fanfare (00:23)

02   Prologue and Main Titles (Film version) (03:55)

03   Leon's Voight Kampff Test (alternate version) (01:08)

04   Ogi No Mato (alternate version) (02:30)

05   Spinner Ascent (Film version) (01:42)

06   Deckard Meets Rachel (01:02)

07   Rachel's Voight Kampff Test (Full Length version) (01:48)

08   Bicycle Riders (original version) (02:09)

09   Memories of Green (Film version) (01:01)

10   Blade Runner Blues (Film version) (01:45)

11   I Dreamt Music (alternate edit) (02:39)

12   The Prodigal Son Brings Death (Film version) (04:51)

13   Wounded Animals (alternative edit) (06:58)

14   Tears in Rain (alternate version) (03:04)

15   End Titles (alternate edit) (05:14)

16   Main Titles (alternative edit) (03:42)

17   Tears in Rain (Film version) (02:38)

18   Tears in Rain (original version) (02:38)

19   Tears in Rain (Jerry Goldsmith *Not John Williams* "Workprint" version) (02:43)

20   Sound Effect Test (01:10)

21   If I Didn't Care (03:02)

22   One More Kiss, Dear (original version) (03:57)

23   Trailer and Alternative Main Titles (01:37)

24   Blade Runner Blues (08:22)

instrumental

25   One More Time, Love (02:56)

26   Love Theme (03:37)

instrumental

27   End Titles (03:25)

Vangelis

Compositore greco di musica elettronica e per il cinema, già membro degli Aphrodite’s Child. Autore di colonne sonore celebri tra cui Blade Runner e Chariots of Fire (premio Oscar). Ha spaziato dall’ambient alla sperimentazione più radicale, mantenendo un timbro riconoscibile e fortemente evocativo.
11 Recensioni

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Di  fosca

 Colonna sonora e lungometraggio sono assolutamente inscindibili e si auto alimentano in una simbiosi totale.

 Piccole gemme di un grande lavoro di una modernità ed attualità impressionante.