Copertina di Wall of Voodoo Dark Continent
pixies771

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Per amanti della musica alternativa, fan del post-punk e dell'elettronica vintage, appassionati di sonorità dark e atmosfere cinematografiche
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LA RECENSIONE

Non riesco a parlar male dei Wall Of Voodoo. 

Sono amici di famiglia da tempo immemore.  

Li ho visti crescere e tirare calci al pallone durante l'infanzia de "The Index Masters". 

E quando diventarono grandi, ai tempi di "Call Of The West", ero felice per loro, senza alcuna invidia. 

Lo stupore fu forte, quando Stan Ridgway se ne andò di casa sbattendo la porta. 

Il dolore della separazione fu subito spazzato via dalla gioia per "The Big Heat", ma restò la sensazione che certe decisioni siano troppo private per poter essere giudicate.

Pertanto non criticatemi se chiuderò un occhio su un'adolescenza irrequieta come quella di "Dark Continent", composta, come per tutti, da momenti epici e momenti patetici, false sicurezze e insicurezze immaginarie.

La prima cosa che nota chi non conosce i Wall Of Voodoo è la voce da papero di Ridgway, la seconda sono le tastiere di Grey&Moreland, al tempo stesso vintage e moderne.

I Wall Of Voodoo sono i Depeche Mode catapultati dentro un film di Sergio Leone, con la soundtrack di Morricone, ovviamente

I Wall Of Voodoo sono i D.A.F. sporchi di sabbia. Johnny Cash che recita in "Terminator". I Suicide, se solo fossero stati umani.

Proverbiale è la loro simpatia, che li fa amare a punk, wavers, darkettoni con il senso dell'umorismo e anche a qualche fan dei Dire Straits in cerca di sensazioni forti.

"Red Light", "Animal Day", "Call Box(1-2-3)" e "Good Times" sono le prove della perfezione che sarebbe giunta di lì a poco, "Full Of Tension" semplicemente un classico.

Le altre canzoni si lasciano semplicemente ascoltare ma alle mie orecchie suonano famigliari come per voi "Bianco Natale".

Lo so, sono di parte, ma voi non fate i timidi: date una possibilità ai Wall Of Voodoo, se volete sapere come ci si sente ad essere dei sopravissuti, dopo l'apocalisse.

Titoli di coda:  Wall Of Voodoo, "Dark Continent", 1981, IRS, prodotto da  Jim Hill, Paul McKenna & Wall Of Voodoo.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'album Dark Continent dei Wall Of Voodoo come un'opera giovanile e irrequieta, ma ricca di energia e autenticità. L'autore, profondamente legato emotivamente alla band, sottolinea la loro originalità e la fusione di elementi elettronici con atmosfere cinematografiche western. Non manca un invito a scoprire la band per chi cerca suoni forti e autentici. L'album è valutato positivamente con 4 stelle.

Tracce testi video

02   Two Minutes Till Lunch (02:19)

03   Animal Day (03:13)

04   Full of Tension (02:13)

08   Call Box (1-2-3) (02:34)

09   This Way Out (03:55)

10   Good Times (02:29)

Wall of Voodoo

Wall of Voodoo è una band new wave statunitense formata a Los Angeles nel 1977. Noti per l’ibrido tra elettronica, post-punk e immaginario western/noir, raggiungono la notorietà con Mexican Radio (1983). Dopo l’uscita di Stan Ridgway nel 1983, proseguono con Andy Prieboy pubblicando Seven Days in Sammystown e Happy Planet, per poi sciogliersi nel 1988.
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