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Walter Veltroni
La sfida interrotta: le idee di Enrico Berlinguer

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Ci sono libri che fanno bene al cuore, alla mente ed all'anima, e ci sono ogni tanto dei simboli a cui aggrapparci, delle storie che ci piace raccontare agli altri, soprattutto ai più giovani, o farci raccontare dai compagni più esperti, dai nostri fratelli maggiori, da quei piccoli grandi maestri che hanno vissuto tutte le tante battaglie del XX secolo, e che, in qualche modo, possono continuare ad essere un punto di riferimento, una stella polare per chi, direttamente o indirettamente, voglia impegnarsi per rendere l'Italia un paese migliore, più vivibile, aperto e fiducioso verso il futuro.

Fra questi punti di riferimento vorrei collocare Enrico Berlinguer, come uomo e come protagonista di una parabola esistenziale unica, prima ancora che come politico e leader del Partito Comunista in anni di difficili trasformazioni e sfide per il nostro Paese uscito dalla disfatta della seconda guerra mondiale e dalla tragedia del Nazifascismo.

Di Berlinguer si è parlato molto nei dibattiti politici, soprattutto interni alla sinistra in crisi di identità degli ultimi anni, e lo si è tirato spesso in ballo anche in recenti trasmissioni televisive, ponendo l'accento, da un lato, sul suo distacco dall'Unione Sovietica post-staliniana e sul suo graduale approdo verso la socialdemocrazia (nell'ambito di un progetto purtroppo interrotto dalla sua prematura scomparsa), e, dall'altro, sulla sua capacità di prevedere ed anticipare i mali che avrebbero afflitto l'Italia dagli anni '90 in poi, fossero essi la "questione morale" che il rischio di derive autoritarie e cesaristiche, ben compendiate dalla sua opposizione a Bettino Craxi, sia sul piano ideologico che sul piano storico.

Si tratta di aspetti che riallacciano Berlinguer al proprio tempo, alle sfide di un'epoca ormai passata ma che, nello stesso istante, molto ci dicono della caparbietà con cui il leader comunista seppe interpretare il fatto storico nella sua crudezza, senza perdere tuttavia di vista gli obiettivi di lungo periodo di una politica che, per prima cosa, avrebbe dovuto liberare l'uomo dalle proprie catene e dai propri condizionamenti, lasciandolo poi libero di percorrere, in doveroso accordo con i propri simili - patto democratico, lo chiameremmo - le strade dell'affrancazione da ogni tipo di dittatura, fosse essa politica, ideologica, economica o semplicemente di costume.

Riassumendo, anche per i più giovani che mi stanno leggendo, la parabola berlingueriana, vorrei sottolineare come egli mirasse ad emancipare l'Italia da tutti i condizionamenti che affliggevano il nostro Paese, anche a causa della situazione geopolitica o di vicende storiche giunte ad esplodere negli anni '60 e '70: un'Italia emancipata dallo scacchiere NATO-Comecon, dalle violenze del terrorismo massimalista della stessa sinistra durante l'affaire Moro, dalla follia dello stragismo di destra, come pure dalla tentazione di uscire dagli schemi ricorrendo a forme di deriva carismatica, antidemocratica ed autoritaria, tipica dei sistemi plebiscitari in cui i nuovi leader- si chiamassero ai tempi Craxi od oggi Berlusconi - vengono acclamati come solutori di ogni problema, come uomini della provvidenza, con tutto il carico di dolore e sofferenza cui rimanda questo stesso concetto.

Leggere il libro di Walter Veltroni può essere allora istruttivo, anche per i più giovani, laddove si traccia l'importanza della figura di Enrico Berlinguer e ne riconosce la caratura morale, esistenziale, di un uomo che seppe comportarsi in privato come appariva in pubblico, bandendo, nella nettezza dei suoi comportamenti e nello scabro linguaggio che lo contraddistingueva,ogni forma di orpello e retorica che, per prima cosa, offendono l'ascoltatore, trattandono e ponendolo in una posizione di costante "minorità".

Veltroni, qui scrittore ma inevitabilmente politico, sembra individuare in Berlinguer non solo e non tanto un Padre Nobile della nostra Repubblica, quanto e, soprattutto, un modello di comportamento e coerenza che dovrebbe essere imitato da una Sinistra Democratica che, nel corso degli ultimi vent'anni, sembra aver dimenticato la propria autentica missione, ovvero rendere gli uomini liberi senza sacrificare l'essenziale valore dalla loro Uguaglianza e Fraternità, considerando che l'individuo lasciato a se stesso non può far che ritorno ad uno stato di natura i cui prevale l'istinto ferino del più forte, una guerra di ognuno nei confronti dell'altro in cui si allunga, pericolosa, l'ombra di un Caino o di un Romolo, pronti a colpire il debole per affermare il proprio potere e la propria brama di supremazia sull'Altro.

Avere nell'Altro un interlocutore da rispettare, credere in un patto federativo fra individui, in una unità di intenti e nel miglioramento costante delle condizioni degli uomini è la base sulla quale è possibile edificare, anche in epoca di crisi delle ideologie e della stessa politica, un nuovo modo di essere Sinistra.

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Ultimi Trenta commenti su CinquantOtto

boredom
boredom
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>>>PURTROPPO GLI EDITORS HANNO VOLUTO BOICOTTARE IL MIO MESSAGGIO DI COMMIATO PER IL SITO. LO RIPORTO QUI STIGMATIZZANDO LA LORO CONDOTTA (A MENO CHE NON INTENDESSERO BLOCCARE IL MIO INTENTO IRREMOVIBILE. NEL QUAL CASO, GRAZIE EDITORS)<<< mandane a bomba! soprattutto la frase fra parentesi.


Cereal Killer
Cereal Killer
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francamente, questi articoli politico-provocatori su un sito musicale, hanno rotto gli zebedei.


algol
algol
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Come se quel che rimane della sinistra avesse bisogno degli scritti di DeLorenzo per terminare un processo di autodistruzione oramai già ampiamente inoltrato.
Vai a fare in culo per un ultima volta (speriamo). La tua disonestà intellettuale è stata tra le cose peggiori che hanno ammorbato questo sito.


iside
iside Divèrs
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@Hellring @ i meriti sportivi non cancellano il fatto che è latitante. di lusso ma latitante. un po' come zorzi o craxi...............


Steve Miracolo
Steve Miracolo
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CompagnoGoverno
CompagnoGoverno
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A modo tuo sei un vero genio, un camaleonte metamorfico, assurdo e per questo più reale del reale, incarni l'italianità, sei piombato come un fulmine da queste parti ed ora ritorni in cielo con la consapevolezza di aver destabilizzato tante delle menti che scrivono qui, perchè hai toccato le corde più becere che si nascondono anche dentro tanti compagnucci, per me nonostante tu sia un genio sei anche una merda, ma io non conto un cazzo e tu sei il mio Dio!
L' 1 è d'obbligo e politico!


Oo° Terry °oO
Oo° Terry °oO
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NNOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO Non ci abbandonareeeeeeeeeeeeeeeeee


geenoo
geenoo
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Bartleboom: "da parte mia ti ringrazio - sinceramente - per avermi mostrato più di ogni altro quanti babbazzoni ci siano su questo sito".... e tu sei il nostro Re Babbazzone!!!!!!


Oo° Terry °oO
Oo° Terry °oO
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NNOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO Non ci abbandonareeeeeeeeeeeeeeeeee


Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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@Geenoo: beh, almeno io non ho perso ore del mio preziosissimo tempo a indignarmi per/controbbare alle provocazioni dell'ottimo DPL. Insomma, se io sono il Re, tu sei il mio suddito più fedele, il mio Scudo di Tardos! ;)


geenoo
geenoo
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Bartleboom mamma-mia che acidità ti ha lasciato la Nazionale... ma possibile che consideriate Debaser così seriosissimamente che se uno si diverte c'è subito pronto un altro a rovinargli il divertimento? De Lorenzo era il mio Tamagotchi preferito...


Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Macchè Tamagotchi!! ma se ad ogni sua pubblicazione sembravi Andrea Pamparana nelle vesti di "Indignato Speciale" sul TG5! :)


geenoo
geenoo
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....eeeeeeeee appunto, il gusto di incazzarsi così tanto per farlo..... dove lo metti? Eppoi eravamo quasi diventati amici...


casamorta
casamorta
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ne approfitto per salutarti: V A F F A N C U L O!


aries
aries
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Disamina rigorosa, quasi limpida. Purtroppo l'eredità politica di Berlinguer è stata -a mio avviso- dissipata, soprattutto per quanto riguarda la questione morale. Spesso non mi sono trovato d'accordo con le tue tesi e soprattutto col modo di esporle, comunque la tua lettura è sempre stata stimolante. Ad maiora.


Steve Miracolo
Steve Miracolo
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Delonerzo non te ne andare via, resta con noi. C'è bisogno di te. Non c'è ancora nessuno qui che potrebbe raccogliere la tua eredità. Andarsene ora significa lasciare il lavoro a metà, non sarebbe serio, non sarebbe da te. Poi senza i tuoi scritti dove andranno a sfogarsi? Saranno costretti ad uscire per strada e scrivere frasi ingiuriose sui muri, con tutti i rischi che ne derivano, quando invece lo potrebbero fare tranquillamente a casa loro. Pensaci, prenditi qualche giorno per riflettere, ma non ci lasciare.


ChaosA.D.
ChaosA.D.
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Beh anche se delle volte ti ho criticato un po' di dispiace che vai via, alla fine scrivi bene (come ti ho detto altre volte), comunque buona fortuna e ciao. Un saluto a tutti e buona serata.


S4doll
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oh, finalmente una buona notizia


federock
federock
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Grande Sfascia, attendo con ansia la tua prossima incarnazione! DeLorenzo è il fake migliore visto sinora su Deb.


fosca
fosca
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Ma guarda te che colpo di reni, con quale classe e maestria te ne vai da questo sito che ti ha coperto raramente di gloria ed assai più frequentemente di...altro.
Ci lasci con uno scritto assolutamente in contro tendenza (tua) come a dire "tè vah, vi dimostro che posso anche fare il Saggio di Sinistra e come se non bastasse per una volta vi faccio pure contenti!".
Un colpo da maestro, sono ammirata e quasi commossa, anche per la citazione in alto. Alla fine il buon Skele aveva visto giusto fin da subito ;) Bello ultimo scritto, davvero. Vedrai che riuscirai alla grande nella tua nuova mansione! Tenero parachiulo.. Infine, secondo me DeLo, la scelta degli editors di non avere aggiunto il tuo commiato in sede recensiva ha senso. Molto meglio che questo sia avvenuto tra i commenti, come in un salotto tra amici. So Long, deLo!


De_Lorenzo
De_Lorenzo
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Gentile utente...e io adesso checcazzo faccio? Mi appello al popolo de-baseriota nonchè ai vertici del CSM (Comitato Salvaguardia Minchioni) per sapere cosa fare della mia fulgida attività di saggista in erba.


lemonverde
lemonverde
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Ho scoperto da poco Debaser, per cui conosco poco De Lorenzo (ho letto solo la vecchia rece su libro del Berlusca), che dire. Niente.


laRock
laRock
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ecccccerto chi commentava indignato i finissimi e pregiati scritti di delo è un babbo di minchia! eccomi! penso solo che anche se con un bel sorrisetto sulle labbra per la felicità dei polli che abboccavano e una matitina nel culo così per sport, certe cose le scriveva comunque. E a me non piaceva l'idea che qualcuno che (come è stato per me) stesse cercando una recensione (in questo caso di un libro) sul web s'imbattesse in cotante minchiate senza leggere sotto un bel vaffanculo! eeeehhhhh sono fatta così!!!!! Delo che dire a te, nel cruciale momento dell'addio... da che scrissi quelle porcherie sull'aborto, per me, provocatore o meno, sei proprio uno stronzo.


lemonverde
lemonverde
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mi sono documentato, nel senso che ho letto altre rece di De Lorenzo, compresa quella al "Manifesto del Partito Comunista di Marx" e posso aggiungere alcune cose: 1) recensisce libri senza averli letti o se li ha letti non ne ha capito nulla, il che è la stessa cosa; 2) per lui parole come solidarietà, giustizia, eguaglianza, rispetto degli altri e in definitiva amore, sono parole senza senso visto, e lo ha ribadito anche in questa recensione, parte da una visione puramente egoistica della natura umana. Se è così, ciao e senza rimpianti.


Deep-Frenk
Deep-Frenk
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Dico solo che Veltroni che parla di Berlinguer è come Ghandi che parla di Hitler


Deep-Frenk
Deep-Frenk
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Ho letto or ora che te ne vai e che mi hai dedicato anche un saluto personale. Addio caro amico, speriamo di re-incontrarci. Sei stato il primo antropologo di Debaser. P.S. ripensaci!!


Deep-Frenk
Deep-Frenk
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E mo te lo metto pure sto cinque! :)


reverse
reverse
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<< molta gratitudine vanno agli utenti Stoney, Nes, Giola, LaRock, che più intensamente ad appassionatamente di molti altri hanno saputo cogliere il cuore dei miei scritti e l’obiettivo delle mie critiche; se i modi sono stati a volte bruschi, superficiali ed ineducati, sappiano che non mi sono mai risentito e che ho sempre rispettato il loro punto di vista, conscio che il modo di esprimersi è spesso la conseguenza del proprio pensiero. >> ___________________________ la bomba è qui.


carlo cimmino
carlo cimmino Divèrs
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Leggo con colpevole ritardo questa tua ultima lucida disamina della condizione politica dell'homus italicus dei nostri giorni. Ad ogni modo e in particolare, al di là del comunque difficile accostamento tra Berlinguer e Walter Veltroni, cui è da riconoscere una personalità pari a quella di Topo Gigio e un carisma non troppo dissimile a quello di Roberto Donadoni, mi pare tu abbia bene ricostruito anche questa volta la decadente parabola della sinistra italiana, iniziata per la verità già anni e anni prima del crollo del muro di Berlino. Oggi possiamo e dobbiamo rimpiangere Berlinguer, senza dubbio, dato che siamo nella merda più totale, ma la storia ci ha insegnato che dall'approdo alla socialdemocrazia non è mai venuto fuori niente di buono. Non è accaduto altrove, non è accaduto in Italia. Ciao De Lorenzo, ti ringrazio per le belle parole spese nei miei confronti e ti abbraccio, sperando di tornare a leggere, prima o poi, delle tue recensioni e delle tue sempre equilibrate disamine sulla nostra società sempre più invece squilibrata e prossima allo sfascio. Amen.


odradek
odradek
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Ah, all'epoca non l'avevo mandato a cagare?
Sempre distratto, sono.
Sarà certamente ancora qui, con un cazzo di nick fakoso, ma di aytrettanto tediosi e privi del minimo senso del testo, nonostante lo sforzo, non mi pare d'averne visti, ultimamente.
Una vera pena lui e le sue pagine.
Ed è vero quel che diceva Bartle: "...avermi mostrato più di ogni altro quanti babbazzoni ci siano su questo sito".
In effetti, all'epoca, e per lungo tempo, DeUtenti che mi parevan raziocinanti gli davan retta...
E' uno strano DeMondo...


algol: ho controllato.
Vedo con piacere che io ero passato.

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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