Premesso che anche nel caso degli Yes bisogna dire che la loro discografia (soprattutto i loro album anni 70, ma anche tutta la loro discografia anni Ottanta, e Drama, uno dei numerosissimi capolavori nella loro lunga discografia, non fa eccezione), entriamo a capofitto in questa recensione. Per prima cosa, vorrei dire che l'edizione di Drama oggetto di questa recensione (che non ha ambizioni di perfezione né di completezza), è la Expanded And Remastered uscita nel 2004, proprio l'anno in cui ho acquistato il disco in questione.
In aggiunta alla premessa che ho fatto all'inizio di questa recensione, è essenziale farne una di carattere storico per capire in che contesto maturra questo disco letteralmente straordinario. Dopo il tour per promuovere l'album precedente, ovvero Tormato, John Anderson e Rick Wakeman abbandonano la band, entrambi per portare avanti una fortunatissima carriera da solista (Jon Anderson, tra l'altro, ha collaborato anche col compositore greco Vangelis), ma nel caso di Wakeman si aggiunge anche il fatto che i suoi rapporti con gli altri componenti erano piuttosto turbolenti. Per sostituire Wakeman subentra Geoff Downes, ms per sostituire John Anderson - cosa che potrebbe apparire un'impresa titanica se non addirittura difficile o/e impossibile - aarriva Trevor Horn, cantante che ha un curriculum di tutto rispetto, perchè ha cantato nei Buggles (duo in cui militava anche il tastierista Geoffrey Downes) e che, una volta portato a termine il tour per promuovere Drama, ha ripreso la sua attività di produttore, collaborando al confezionamento di 90125, che è il disco con cui gli Yes hanno (letteralmente!) fatto il botto.
Fatte queste premesse. eccovi la recensione. Qui abbiamo a che fare sì col rock sinfonico tipico degli Yes, ma in 'salsa' anni Ottanta. Questo è chiaro sin dalla canzone con cui inizia il disco: Machine Messiah, una delle canzoni più impegnativa del disco, anche per quanto riguarda la parte strumentale. C'è poi White Car, la canzone più rilassata (e corta) dell'album, che aiuta ad abbassare momentaneamente la tensione, che però si rialza subito dopo grazie a Does It Really Happen?, una delle numerosissime face-punching tracks di cui dispone questo album. Arriviamo poi alla canzone più bella del disco: Into The Lens [l'edizione in mio possesso, tra le bonus tracks, include la Single Version, col titolo Into The Lens (I Am A Camera)]. Altra face-punching track in cui, tra l'altro, si può apprezzare il 'tiro' incredibile del batterista Alan White (RIP!), anche se le due tracce più efficaci, da questo punto di vista, sono alcune bonus tracks incluse in questa edizione, ma soprattutto la canzone Ritual (Nous sommes du soleil), che chiude a dovere quel capolavoro che è l'album Tales From Topographic Oceans, autentico viaggione musicale, almeno per quanto mi riguarda. Le ultime due, ovvero Run Through The Light e Tempus Fugit.......... beh, sono capolavori anche loro, forse poco conosciuti.
Le bonus tracks sono tutte capolavori, che non fanno altro che rendere ancora più stellare un disco già spaziale e spettacolare di per sé. Sorprende la presenza di due Single versions, ovvero la già citata Into The Lens (I Am A Camera) e Run Through The Light. Le altre bonus tracks (sono dieci in tutto, il che, aggiunte alle sei canzoni dell'album vero e proprio, fa sì che le tracce del disco siano ben 16!), sono canzoni inedite fino al 2004, ovvero Have We Really Got To Go Through This, Song No. 4 (Satellite), Dancing Through The Light, Golden Age, In The Tower e Friend Of A Friend (queste ultime queattro sono state registrate quando Jon Anderson era ancora nella band, ma poi, per diversi motivi, sono rimaste inedite fino al 2004, per poi essere incluse nell'edizione di Drama che sto recensendo) e due Tracking Sessions (Tempus Fugit e White Car).
I due Buggles sono sempre stati fans degli Yes, e questo agevola il compito, inoltre sono ottimi musicisti con buone idee, il risultato sorprende.
White e Squire tanto che verrà inclusa nell'ultimo tour de 2003.
Questo è il più bell'album degli Yes anni 70, sdoganati per le preziose orecchie della studiosa gioventù del tempo, indovinate da chi? Dai Buggles!
Quel giro di basso totally killer di Squire e il video sigla di Discoring di allora. Che pezzone, struggente, epico marziale, indimenticabile.