Copertina di Yes Fragile
paloz

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Per appassionati di musica progressive rock, nuovi ascoltatori degli yes, fan del rock anni '70, amanti di sperimentazioni musicali
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LA RECENSIONE

"Fragile" è il primo album degli Yes che ho comprato, e non me ne dimenticherò mai, perché mi ha fatto innamorare del gruppo. La prima pubblicazione risale all'ormai lontano 1972, e presenta una variegata tracklist, dove non manca proprio nulla, e ogni componente si sbizzarisce in splendide sperimantazioni.

A partire già dalla mitica Roundabout, brano ormai storico della band. In esso chitarra, basso e tastiere si fondono in maniera pressoché perfetta e danno vita a un brano veramente piacevole da ascoltare, per più di 8 minuti. Seguono due brevi brani: Cans and Brahms (adattamento dalla 4^ sinfonia in Mi minore) e We Have Heaven, dove tutte le voci che sentiamo sono sovrapposizioni del cantante Jon Anderson (al primo ascolto non capivo molto bene che razza di brano fosse...). Poi un brano di nuovo più lungo, South Side Of The Sky, con un ottimo intermezzo. Il quinto brano (Five per cent for nothing) è il più incomprensibile di tutti, brevissimo e con uno strano accozzamento di suoni (con un controtempo spaventoso da parte del batterista). Abbiamo poi Long Distance Runaround, altro splendido pezzo che ha come seguito la sperimentazione The fish (Schindleria Praematurus) del bassista Chris Squire (in tutto il brano ogni riff e/o melodia è prodotto dal suono della chitarra basso). L'ottavo brano è uno di quelli che preferisco, ed è Mood for a day, assolo di chitarra classica da parte di Steve Howe. Veramente toccante. L'album si conclude con ultimo grande pezzo, Heart of the sunrise, con un'ottima prova vocale di Anderson.
Purtroppo la mia versione dell'album contiene due bonus track di cui non sentivo affatto l'esigenza, ovvero America e un'altra versione di Roundabout. Se possedete la versione più vecchia, il vostro album si concluderà splendidamente.

Ultimo, ma non ultimo, troviamo sempre degli ottimi disegni, sia in copertina che nel booklet (il mio preferito sotto questo aspetto è però "Relayer").

Trovo che questo album sia il modo migliore per avvicinarsi al gruppo, perché mette in mostra le ottime capacità della band e non presenta dei brani troppo lunghi, che al primo ascolto forse annoierebbero.

Se questa esperienza positiva, passerete senza indugio a "Close to the Edge" e al già citato "Relayer".

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Riassunto del Bot

Fragile, pubblicato nel 1972, è stato il primo album degli Yes acquistato dall'autore, che lo definisce un'esperienza d'amore verso il gruppo. Caratterizzato da tracce variegate e sperimentazioni, presenta classici come Roundabout e assoli toccanti come Mood for a day. L'album si propone come ottimo punto di partenza per nuovi ascoltatori prima di passare ad altri capolavori della band.

Tracce testi video

02   Cans and Brahms (Extracts From Brahms' 4th Symphony in E minor, Third Movement) (01:42)

04   South Side of the Sky (07:56)

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05   Five Per Cent for Nothing (00:37)

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06   Long Distance Runaround (03:30)

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07   The Fish (Schindleria Praematurus) (02:42)

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09   Heart of the Sunrise (11:24)

Yes

Gli Yes sono una delle band simbolo del progressive britannico, fondati nel 1968 a Londra da Jon Anderson e Chris Squire. Famosi per suite epiche, una quantità industriale di cambi di formazione e per le copertine visionarie di Roger Dean, hanno scritto la storia con dischi come 'Close To The Edge', 'Fragile', 'Relayer' e (volendo litigare) anche per il periodo pop.
57 Recensioni

Altre recensioni

Di  RocKnR0ll

 Fragile è sicuramente il loro capolavoro, un album che riesce ad amalgamare rock e musica classica con l’apporto di una tecnica superba.

 Heart Of The Sunrise: undici minuti di controtempi parti quasi jazzate e intrecci strumentali da far venire il capogiro ma senza mai scadere nell'autocompiacimento.


Di  Progressive86

 Considero il progressive come l'impressionismo, la poesia del rock.

 'Heart of the sunrise' è una delle migliori canzoni degli Yes, un viaggio nello spazio circondato dalla luce del sole.