Copertina di Yes Fragile
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Per appassionati di progressive rock, amanti della musica anni '70, musicisti e chi cerca un classico del rock tecnico e melodico
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LA RECENSIONE

Gli Yes sono sicuramente uno dei gruppi più rappresentativi del cosiddetto progressive rock inglese d’inizio anni '70 insieme a Genesis, King Crimson e Pink Floyd.
"Fragile", disco datato 1972, è sicuramente il loro capolavoro, un album che riesce ad amalgamare rock e musica classica con l’apporto di una tecnica superba, mai fine a se stessa ma a servizio della melodia e della canzone.

L’opener del disco è la splendida Roundabout, introdotta da un delicato arpeggio di chitarra classica di Steve Howe che esplode in una trascinante song da otto minuti.
Gli Yes sono dei virtuosi e si sente; ma chi si fa notare in particolare qui è il basso di Chris Squire e le tastiere di Rick Wakeman che ci regala un grande assolo di Hammond nella parte centrale.
Altre tre canzoni propriamente dette sono: South Side Of The Sky in cui la chitarra di Howe è molto più rock del solito e Wakeman ci delizia con una bella parte solista stavolta di pianoforte; Long Distance Runaround che i tre minuti diverte ma non convince appieno; ma il vero capolavoro è la conclusiva Heart Of The Sunrise: undici minuti di controtempi parti quasi jazzate e intrecci strumentali da far venire il capogiro ma senza mai scadere nell'autocompiacimento.

Le altre tracks sono poco più che delle prove soliste di ogni componente. In questo frangente chi fa la figura migliore è sicuramente Steve Howe in Mood For A Day in cui diventa un moderno menestrello e costruisce dolci arpeggi di chitarra.
Wakeman si cimenta invece con una rilettura di un pezzo classico di Brahms, Anderson gioca con la propria voce in We Have Heaven mentre Bill Bruford concede ben pochi ma strabilianti secondi di tempi batteristici in controtempo in Five Per Cent For Nothing. Chris Squier in The Fish (che è una sorta di coda di Long Distance...) sperimenta con le distorsioni del suo basso.

In definitiva Fragile è un capolavoro di prog rock anni '70 di scuola inglese e lo consiglio a chi purtroppo non ha ancora avuto il piacere di ascoltarlo e penso possa essere un buon inizio per chi voglia avvicinarsi a questo genere senza rimanere deluso.

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Riassunto del Bot

Fragile dei Yes è un classico del progressive rock anni '70, che unisce melodia e tecnica. Le tracce principali come Roundabout e Heart Of The Sunrise mostrano virtuosismo senza autocompiacimento. Le parti soliste di Howe, Wakeman e Squire contribuiscono alla varietà e al fascino dell'album. Un perfetto punto di partenza per chi vuole avvicinarsi al genere.

Tracce testi video

02   Cans and Brahms (Extracts From Brahms' 4th Symphony in E minor, Third Movement) (01:42)

04   South Side of the Sky (07:56)

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05   Five Per Cent for Nothing (00:37)

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06   Long Distance Runaround (03:30)

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07   The Fish (Schindleria Praematurus) (02:42)

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09   Heart of the Sunrise (11:24)

Yes

Gli Yes sono una delle band simbolo del progressive britannico, fondati nel 1968 a Londra da Jon Anderson e Chris Squire. Famosi per suite epiche, una quantità industriale di cambi di formazione e per le copertine visionarie di Roger Dean, hanno scritto la storia con dischi come 'Close To The Edge', 'Fragile', 'Relayer' e (volendo litigare) anche per il periodo pop.
57 Recensioni

Altre recensioni

Di  paloz

 "Fragile è il primo album degli Yes che ho comprato, e non me ne dimenticherò mai, perché mi ha fatto innamorare del gruppo."

 "Roundabout, brano ormai storico della band, fonde chitarra, basso e tastiere in maniera pressoché perfetta."


Di  Progressive86

 Considero il progressive come l'impressionismo, la poesia del rock.

 'Heart of the sunrise' è una delle migliori canzoni degli Yes, un viaggio nello spazio circondato dalla luce del sole.