Mi ha sempre affascinato il rock-blues americano. Pur essendo un convinto sostenitore del fatto che la miglior musica rock l'abbiano suonata gli inglesi (The Who, Deep Purple, Led Zeppelin ecc.), ho sempre ritenuto che gli statunitensi siano stati capaci di comporre musica genuina e diretta. Soprattutto a cavallo tra gli anni '60 e '70, il periodo delle rivoluzioni studentesche, dei festival di Woodstock e dell'Isola di Wight, la famosa atmosfera "Peace, Love and Music". Insomma per me il Rock Made in Usa è sempre stato l'emblema della vita On The Road descritta da Jack Kerouac. In queste poche parole non riesco ad esprimere la gioia e allo stesso tempo la nostalgia che provo nell'ascoltare i Canned Heat, George Thorogood o i Creedence Clearwater Revival. Gioia nel provare le emozioni di una generazione che ha cambiato un'epoca e nostalgia per non aver vissuto quei momenti.
In questo afoso giorno d'agosto mi sono imbattuto in un gran bel disco di una delle massime Hard-Blues band per eccellenza: gli ZZ Top. E il disco in questione è la loro opera prima "ZZ Top's First Album", pubblicato nel 1971. La formazione, compostasi due anni prima, prevede Bill Gibbons alla chitarra e alla voce, Frank Beard alla batteria e Dusty Hill al basso e alla voce. Un power-trio che si fa le ossa suonando nei vari locali del Texas prima di poter dare alle stampe il loro primo LP. È un album all'insegna della semplicità. Mi spiego: sono lontanissime le costruzioni tipiche del Prog Rock o dell'Hard Rock britannico. "ZZ Top' First Album" si presenta come una jam session dei tre texani.
Ecco la scaletta:
1. (Somebody Else Been) Shaking Your Tree - 2,28
2. Brown Sugar - 5,22
3. Squank - 2,48
4. Goin' Down To Mexico - 3,22
5. Old Man - 3,32
6. Neighbor, Neighbor - 2,18
7. Certifie Blues - 3,28
8. Bedroom Thang - 3,52
9. Just Got Back From Baby's - 4,14
10. Back Door Love Affair - 2,42
Anche se mancano delle vere e proprie hit da classifica, il lavoro dei ZZ Top è genuino e notevolmente tecnico. Nonostante i ritmi siano sincopati e siano assenti del tutto accelerazioni (eccezion fatta per "Goin Down To Mexico" e "Back Door Love Affair"), comunque l'album si presta ad un facile ascolto. La musica rimanda quasi naturalmente alle assolate superstrade texane, con l'ascoltatore in auto pronto a viaggare senza meta, accompagnato dalla colonna sonora fornita dai tre blues-man. Le tematiche non sono ricercate e i richiami aulici sono pressoché inesistenti. Sono le classiche canzoni da strada, di quelle che ti accompagnano in ogni momento. È sempre utile sottolineare la maestria tecninca dei tre, soprattutto del leader Gibbons, vero trascinatore con la sua chitarra graffiante e aggressiva quando serve ("Brown Sugar", "Goin' Down To Mexico", "Back Door Love Affair"...), ma anche dolce nei momenti giusti ("Old Man" e "Just Got Back From Baby's").
Indubbiamente non è il miglior lavoro del gruppo, ma nei momenti di noia o di cazzeggio con gli amici risulta molto efficace!