Copertina di 883 La Donna, Il Sogno & Il Grande Incubo
Milord

• Voto:

Per appassionati di musica pop italiana, fan degli anni '90, nostalgici delle hit di max pezzali e chi ama testi sinceri e melodie coinvolgenti
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LA RECENSIONE

In giro a 30 all'ora con i finestrini giù, qui non si fuma lo sai anche tu. Occhiali d'ordinanza, braccio fuori come se fossimo gangsters di Los Angeles.

1995. Gli 883 portano a termine il loro nuovo viaggio a due anni di distanza dal grande successo di "Nord sud ovest est". Ancora erano lontani i tempi in cui Max Pezzali, icona pop di un decennio, si sarebbe lasciato alle spalle la schiettezza e l'ingenuità di quei racconti che hanno scolpito le menti e i cuori di un'intera generazione. E ancora capita che qualcuno, prima di addormentarsi, non riesca a togliersi dalla testa l'attacco di una canzone. Le notti non finiscono...

Cos'è "La donna, il sogno & il grande incubo"? Amore, amicizia, desideri, nostalgia: in una "parola", 883.

In quest'opera, le classiche sonorità della band sono arricchite da arrangiamenti più intriganti e prettamente Elettropop.
Max & co ripartono più o meno da dove ci avevano lasciati. Quattro ragazzi, amici di vecchia data, montano in macchina e vanno in giro per la città. Nessuna meta, tanta voglia di cazzeggiare e la radio a 1000 watt! Le chitarre e i synth del grintoso pezzo di apertura introducono magistralmente i tre pezzi seguenti.
Max dipinge storie. Ci parla di lui e della sua - e non solo - vita, della sfiga che lo perseguita, ma che alla fine rafforza i legami d'amicizia (Fattore S), di quando si è innamorati e non si riesce a dichiararsi per timidezza o per paura di un rifiuto (Ti sento vivere) e di quella sensazione di distacco che si legge sul volto di chi si è lasciato da poco e non riesce a pensare pensare ad altro (Senza Averti Qui).
Il ritmo è riacceso da "Tieni il tempo". Il caro Max sembra improvvisamente volerci dire che forse è meglio ballare e non pensarci più, mentre un'atmosfera esotica riporta alla mente quella di "Nord sud ovest est". Atmosfera che cambia nuovamente non appena parte l'inattesa title track "Il grande incubo" e gli effetti sonori immergono l'entusiasta ascoltatore in un mondo da quasi film horror di Dario Argento: per fortuna si tratta solo di un sogno ed alla fine il protagonista riesce a fuggire dall'inquietante Dream Motel.

"Una canzone d'amore" non è che l'ennesimo capolavoro di espressività che Max Pezzali regala al suo pubblico. Se un giorno io riuscissi a entrare nei sogni tuoi, mi piacerebbe disegnare sulla lavagna del tuo cuore i sogni miei...
Il cammino prosegue armoniosamente fino a trovare la sua degna conclusione in "Gli Anni", storica hit della band di Pavia che con la memoria ci riporta indietro a quando il mondo era diverso.                                                                                                                                                                                         

O forse siamo noi che siamo cambiati?

Il tempo passa per tutti lo sai. Nessuno indietro lo riporterà... neppure noi. 

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Riassunto del Bot

Il quarto album degli 883, uscito nel 1995, prosegue il successo del precedente lavoro portando testi sinceri e arrangiamenti elettropop intriganti. Max Pezzali racconta storie di amicizia, amore e momenti di vita vissuta con un approccio diretto e coinvolgente. L'album mescola atmosfere allegre e introspective, culminando in brani che hanno segnato la memoria di una generazione. Un ritorno in grande stile per la band pavese.

Tracce testi video

01   La radio a 1000 watt (04:49)

04   Senza averti qui (03:47)

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06   Gli avvoltoi (03:59)

07   Il grande incubo (04:57)

08   Una canzone d'amore (05:32)

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10   O me (o quei deficienti lì) (04:45)

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883

Gli 883 sono un gruppo pop italiano associato soprattutto a Max Pezzali e Mauro Repetto, diventato un fenomeno generazionale in Italia negli anni ’90 con canzoni e testi incentrati su vita quotidiana, adolescenza e provincia.
21 Recensioni

Altre recensioni

Di  woodstock

 Qui parliamo probabilmente del punto più alto (fatte le debite proporzioni) toccato dai musicisti milanesi.

 Dopo l'addio di Repetto sono cambiati anche gli 883, sempre più in mano al loro leader con conseguente inaridimento della vena musicale.


Di  Darius

 Gli 883 possono essere unanimamente considerati uno dei primi gruppi a rivolgersi ai giovani con un linguaggio schietto, semplice, al limite del banale, a volte forse volgare, ma diretto, efficace, possedente un’energia unica.

 Riascoltando questo album si potrà comprendere cosa siano stati gli 883: semplice ma diretta, banale ma non scontata, grezza ma efficace e di successo.