Copertina di A Hawk And A Hacksaw A Hawk And A Hacksaw
Ghemison

• Voto:

Per appassionati di musica folk, viaggiatori sonori, fan del folk globale, indie folk e sperimentazione musicale, cultori delle atmosfere malinconiche e alternative
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LA RECENSIONE

Quando io e Jeremy Barnes c'incontriamo per la prima volta lui alle spalle ha già una carriera di percussionista affermato, avendo suonano con pilastri della scena indie come Neutral Milk Hotel e Bright Eyes: ora si trova in tour col suo ultimo progetto, A Hawk And A Hacksaw, tutto dedicato ad un'idea di folk globale che comprende in se stesso Francia, Messico, Medio Oriente, Balcani ed una spruzzatina di elettronica post-incisa. Potrebbero saltare in mente i Books, ma il tutto è ancor più sconclusionato e terrigno. Il concerto non è il massimo, ma comunque premio la simpatia del nostro e l'originalità della proposta con l'acquistare un suo lavoro.

Questo è il suo album di debutto e risale al 2004 (sono poi arrivati altri tre dischi, di cui l'ultimo in compagnia della Hun Hangar Ensemble); fa tutto lui con la sua fisarmonica e qualche melodia di pianoforte che sembra uscita da un film muto, ogni tanto spunta fuori un suo amico o conoscente suonando gli strumenti più disparati, più spesso lo accompagna il dolce violino della compagna Heather Trost. E' un disco che ricorda il Dylan più crepuscolare ed i Calexico più mariachi, il Ry Cooder meno cubano e Tom Waits in salsa mitteleuropea... Sposa un trotterellare di carillon con ventata di ritmi turchi, il lirismo di certe colonne sonore desertiche con il dissacrante incedere di una musica da vaudeville. I pezzi di Jeremy non si posso descrivere, insieme formano un mosaico bizantino virato in seppia: sono le mille variazioni di un folklore avvinazzato che fa danzare su note fuori moda. Un pianoforte ragtime che accompagna un matrimonio bulgaro.

Voci e rimbrotti dal retrobottega di un negozio di liquori in Texas si confondono con la cantilena di un moschettiere ubriaco diretto nella Parigi di metà seicento... Improvvisamente qualcuno improvvisa una melodia pop (nella canzone omonima al disco ed al nome del progetto), ma tutto naufraga in un lento canto psichedelico dilatato dal suono basso e malinconicamente goliardico della fisarmonica... Un'ultima giocosa ed un po' sterile divagazione pseudo-avanguardista chiude questo esordio, sicuramente interessante e coinvolgente eppure un po' superficiale, forse a causa di un eccessiva  impulsività.

Comunque un disco che si fa apprezzare, può piacere a cuori solitari e viaggiatori ubriaconi e freaks intellettuali...

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Riassunto del Bot

Il disco d'esordio di Jeremy Barnes con A Hawk And A Hacksaw propone un folk globale ricco di influenze tra Balcani, Medio Oriente e vaudeville. Con fisarmonica e collaborazioni, crea un mosaico sonoro malinconico ma originale. Pur non perfetto live, l'album conquista per l'originalità e per chi ama viaggi sonori insoliti. Consigliato a viaggiatori solitari, spiriti liberi e appassionati di sperimentazioni folk.

Tracce

01   Maremaillette (04:41)

02   A Hack and a Handsaw (03:35)

03   Romceasca (07:05)

04   A Hard Row to Hoe (02:24)

05   All Along the Tide (03:49)

06   Black Firs (01:59)

07   Cotton Woods (02:22)

08   At Dusk (00:43)

09   Quand le Son Devient Aigu, Jeter la Girafe À la Mer (02:55)

10   To Pine in Time (03:17)

11   A Kernel (01:36)

12   A Hawk and a Hacksaw (06:58)

13   With Our Thoughts We Make the World (01:29)

A Hawk and a Hacksaw

A Hawk and a Hacksaw è un duo folk di Albuquerque (USA) guidato da Jeremy Barnes e Heather Trost, attivo dal 2002. Barnes, già batterista dei Neutral Milk Hotel, e Trost al violino intrecciano folk europeo e balcanico con sensibilità indie, collaborando anche con la Hun Hangár Ensemble.
03 Recensioni

Altre recensioni

Di  zigu

 Il canto del gallo ci fa risvegliare nel mondo rurale degli A Hawk And A Hacksaw.

 Come viene citato nel retro copertina: "headphones are recommended for this recording".