Copertina di Alice In Chains Dirt
Asjklf

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Per appassionati di rock alternativo, amanti del grunge, fan degli anni '90, ascoltatori di musica intensa e riflessiva.
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LA RECENSIONE

Gli Alice in chains sono stati una delle realtà più importanti della scena di Seattle, e Dirt rappresenta la loro maggiore opera.

Probabilmente il grunge come genere non è mai esistito, fu solo una trovata commerciale; in ogni caso gli Alice sono stati qualcosa di più che dei semplici cloni dei Nirvana, infatti rimangono tuttora un punto di riferimento per molte band odierne.
I testi di Dirt, supportati da un sound a volte claustrofobico, sono la cronaca della discesa nell'inferno della tossicodipendenza da parte di Staley: canzoni come "Would?" o "Sickman" hanno fatto la storia, ma non bisogna sottovalutare nemmeno "Rain When I Die", l'allucinante "Down in a Hole" o ancora la tenebrosa "Rooster" (forse la mia preferita in assoluto).

Al confronto i Puddle of Mudd fanno davvero una magra figura.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive Dirt come il capolavoro degli Alice In Chains e uno dei lavori più significativi della scena di Seattle. Il sound oscuro e claustrofobico si sposa con testi profondi sull'autodistruzione da dipendenza. L'autore sottolinea l'originalità della band rispetto ai contemporanei, lodando brani simbolici come "Would?", "Down in a Hole" e "Rooster".

Alice in Chains

Alice in Chains è una band di Seattle nata nel 1987, tra le massime espressioni del cosiddetto 'Seattle Sound', conosciuta per il loro sound cupo, le doppie voci di Layne Staley e Jerry Cantrell e testi introspettivi e sofferti. Dopo la morte di Staley nel 2002, la band è tornata con William DuVall alla voce.
37 Recensioni

Altre recensioni

Di  Rooster

 Se la sofferenza avesse una voce non sarebbe tanto diversa da quella di Staley.

 You, you are so special, you have the talent to make me feel like dirt, and you, you use your talent to dig me under, and cover me with dirt.


Di  andrewramone

 Atmosfere da pelle d'oca, emozioni mai provate; canzoni cupe e toccanti che lasciano addosso un senso forte di malinconia.

 Dirt presenta una band in forma, con la voce sofferente di Laine Staley, ormai completamente dipendente da eroina.


Di  Starblazer

 Gli Alice In Chains non sono una semplice grunge-band, sono il miglior gruppo degli anni '90 e 'Dirt' rappresenta il loro capolavoro assoluto.

 'Down In A Hole' lascia con il fiato sospeso per l’intreccio perfetto delle voci di Jerry e Layne, POESIA PURA.


Di  Omega Kid

 L'album era l'urlo disperato di un uomo prigioniero dell'inferno psicotropo, ma allo stesso tempo l'involucro della sua stessa anima oscura.

 Non ci sono brani minori o filler in Dirt, caratteristica che sarebbe già un mezzo miracolo per l'industria discografica.


Di  SenzaUnaEmme

 Dirt è un album nero e denso come la pece, un’esperienza sonora soffocante che rappresenta in pieno una corrente musicale ormai scomparsa.

 In definitiva, ad un tassello di storia come questo, assegnare un voto sarebbe quasi irrispettoso, mi limiterò a levarmi il cappello.