Copertina di Amon Düül Paradieswärts Düül
Cervovolante

• Voto:

Per appassionati di musica psichedelica, fan del krautrock, cultori della musica sperimentale anni '70, ascoltatori curiosi di musica underground e storica tedesca.
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LA RECENSIONE

Germania anno zero. In quel di Monaco di Baviera nasce la comune politicizzata degli Amon Düül. Siamo in un periodo di grande contestazione in Europa e anche in Germania la protesta attechisce. Una parte di essa sfocerà nel terrorismo della banda Baader-Meinhof (e la comune verrà presa da esempio anche dalle ali più anarchiche ed estremiste). Ma le menti più illuminate teutoniche canalizzeranno le proprie energie in quel fenomeno musicale conosciuto come Krautrock. Come è noto saranno gli Amon Düül II ad assurgere alle gloria e alle cronache musicali in virtù di capolavori come Phallus Dei e “Yeti, caratterizzati da un impasto luciferino, psichedelico ed avanguardistico di grande originalità. Gli Amon Düül si costruiranno invece una fama sotterranea grazie al disco “Psychedelic Underground” (frutto di una lunga session che genererà anche “Disaster” e "Collapsing”). Qualcuno e, nello specifico cito i Nurse With Wound di Steven Stapleton, considerano questo lavoro come un capolavoro e una primaria fonte di ispirazione. Dico subito che ritengo questo album oggi come oggi ai limiti dell’ascoltabile (nonostante venga magnificato anche dal buon Julian Cope in “Krautrocksampler”). Sembra di ascoltare una cacofonia senza senso, il suono di qualcosa di folle che nasce nella Foresta Nera ma, esteticamente parlando, siamo su livelli veramente primitivi. Discorso diverso invece per “Paradieswärts Düül”. E qui concordo con il giudizio di Saint Julian su questo disco. Cope scrive testualmente “se vi piace l’oscurità lamentosa dell’epica “Sandoz In The Rain” degli Amon Düül II di “Yeti”, sono sicuro che anche questo album vi piacerà”. E in effetti ho sempre adorato quel brano in coda a “Yeti”, un folk cosmico espanso, un chiaro omaggio ai paradisi artificiali della droga. Qui sembra di ascoltare quella musica in forma se possibile ancora più dilatata. Sul lato A la lunga “Love Is Peace” è un inno mantrico che celebra gli ideali psichedelici hippy purtroppo infrantisi nel lato oscuro rappresentato dalla Famiglia di Charles Manson. Grande musica che ti volare “Otto miglia in alto” come cantavano i Byrds ma senza la necessità di dover assumere necessariamente sostanze illecite. Sul lato B “Snow Yor Thirst And Sun Your Open Mouth” è ipnotica e acida al punto giusto mentre “Paramechanische Welt” si muove sempre nel solco di un trip folk psichedelico da fuori di testa. Niente da dire solo i tedeschi potevano raggiungere livelli così intensi. “Paradieswärts Düül” è un disco immenso che, a mio avviso, è sullo stesso livello delle cose migliori degli Amon Düül II.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora il contesto politico e culturale della comune tedesca Amon Düül, focalizzandosi sull'album Paradieswärts Düül. L'autore apprezza l'intensità e la profondità psichedelica del disco, ritenendolo un capolavoro al pari delle migliori opere degli Amon Düül II. La musica viene descritta come un viaggio ipnotico che celebra gli ideali psichedelici senza cadere nel lato oscuro della droga, con brani immersivi e dilatati che rappresentano un punto alto del folk e krautrock psichedelico.

Tracce

01   Love Is Peace (16:56)

02   Snow Your Thirst and Sun Your Open Mouth (09:25)

03   Paramechanische Welt (07:34)

Amon Düül

Collettivo/comune hippie formatosi a Monaco di Baviera nel 1967, tra i pionieri del krautrock. Celebre per l’improvvisazione radicale di Psychedelic Underground e per l’approccio più acustico e pastorale di Paradieswärts Düül. Dalla loro orbita nacquero anche gli Amon Düül II, più strutturati e fortunati.
08 Recensioni

Altre recensioni

Di  R13569194

 Il primo lato del vinile si compone di una suite lunga circa 17 minuti, "Love is Peace", una musica quasi folk, estremamente rilassante e in ascesa mistica.

 "La Comune Amon Düül è esistita, eccome, anche se ha miseramente fallito negli intenti socio-comunitari."