Copertina di Amorphis Tuonela
GIASSON

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Per appassionati di metal e rock progressivo, fan degli amorphis, ascoltatori di musica folk e psichedelica, critici musicali e collezionisti di album metal di qualità.
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LA RECENSIONE

La meta di un percorso, il punto di arrivo di un cammino: questo rappresenta “Tuonela” per gli Amorphis. Nati come gruppo puramente death metal la loro crescita artistica li ha visti abbandonare il genere primigenio gradualmente, fino ad arrivare al quarto album, che rappresenta la summa dell’Amorphis pensiero.

Già dall’ingresso del cantante Pasi Koskinen nel precedente “Elegy” la virata progressive settantiana si era fatta prepotente, in “Tuonela” la band decide di sfruttare appieno la sua voce calda per spogliarsi di tutte le asperità del proprio io e ricercare una dimensione molto più rock, ecco quindi che il death metal diventa solamente un ricordo, poiché non basta sicuramente il growl di “Greed” per poterlo tirare in ballo.

Cosa resta quindi del DNA dei finnici? Tutto il resto.

La matrice doom, influenza più o meno latente che caratterizza pressoché tutti i gruppi death finlandesi, diventa l’ossatura su cui crescono le canzoni, molto più lineari nella struttura, che mirano ad ammaliare ed incantare grazie alla componente folk, mai oltre le righe, ma sempre ben presente e inscindibile dalla psichedelia che diventa invece componente fondamentale e permette al gruppo di fare il definitivo balzo in avanti per scrollarsi di dosso l’ombroso passato. Per coloro abituati a canzoni come “Black Winter Day” o “My Kantele” il quasi stoner di “Morning Star” o il ritornello super orecchiabile di “Divinity” rappresentano un netto taglio con ciò che è venuto prima, ma in realtà, se non ci si ferma alla superficialità, si comprende che non è affatto così.

Ci si trova di fronte ad un gruppo maturo, pienamente consapevole del proprio valore, in grado finalmente di esternare la propria essenza senza ricorrere a forzature, senza abbandonarsi alla rabbia, per avvicinarsi, per quanto sia possibile, alla perfezione. E ascoltando l’album si sente che l’obiettivo è stato raggiunto, che ogni istante trasmette le giuste emozioni.

Si sa però che questi momenti di pace e serenità non durano a lungo, infatti la voglia di sperimentare ulteriormente porterà la band a perdere la bussola già in parte dal successivo “Am Universum”.

Prima o poi il sole inizia sempre a tramontare, non ci resta quindi che consolarci ascoltando “Summer’s End”.

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Riassunto del Bot

Tuonela rappresenta il culmine artistico degli Amorphis, un album che abbandona il death metal per abbracciare sonorità più rock e folk. Il disco mostra una band matura e consapevole che riesce a trasmettere emozioni profonde senza forzature. Il passaggio stilistico è netto, ma ben strutturato e armonico, con un uso sapiente della psichedelia e delle atmosfere doom. Tuonela è un punto di arrivo che resta memorabile prima di sperimentazioni meno riuscite nei lavori successivi.

Amorphis

Amorphis è una band finlandese di Helsinki, descritta nelle recensioni come protagonista di una lunga evoluzione: dagli esordi death/doom e death metal old school verso soluzioni più melodiche e progressive, con elementi folk, tastiere molto presenti e richiami settantiani. Ricorrono spesso temi legati all’epica e alla mitologia finnica (Kalevala, Kanteletar).
23 Recensioni

Altre recensioni

Di  StefanoHab

 Tuonela rappresenta il nuovo, e il nuovo, spesso, fa paura.

 Amorphis ispirati quelli di Tuonela, non più eccelsi come in passato ma in grado ancora di risvegliare emozioni.