Copertina di Angra Temple Of Shadows
Dreamtheater

• Voto:

Per appassionati di metal, fan di progressive e power metal, amanti della musica tecnica e variegata
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LA RECENSIONE

"Temple of Shadows" esce nel 2004 e decido di buttarmi nel metal brasiliano degli Angra che da molti viene apprezzano. Bhè ero molto scettico su questo gruppo, avevo sentito qualche canzone qua e là ma non mi avevano entusiasmato poi così tanto. Bene, con quest'album cambio idea: veramente ben fatto, c'è tutto… varietà di strumenti usati, buone melodie, pezzi metal all'altezza, bravi musicisti, cambi di ritmo e naturalmente (come m'aspettavo) anche richiami al sound brasiliano. Una bella sorpresa, però c'è qualche cosa che forse non condivido, ma sono solo piccolezze in un mare di buona musica, ma andiamo con ordine.

"Deus Le Volt" e "Spread Your Fire" aprono il cd alla grande, bellissime, la prima ti fa entrare in un'atmosfera magica e la traccia seguente introduce il tipico sound degli Angra fatto di buone melodie e ritmo alto con bellissimi passaggi del batterista Aquiles Priester. Si continua con "Angels And Demons" che ha stesso suono della precedente, apprezzabile però al di sotto delle prime due perchè si ha più virtuosismo ma allo stesso tempo una carenza nella melodia. Nelle seguenti "Waiting Silence" e "Wishing Well" si spezza il ritmo e si entra (ancor più) nel progressive accompagnato da bei cori. "The Temple Of Hate" è velocissima, la considererei speed, da applausi Kiko Loureiro e Rafael Bittencourt con pezzi di alta bravura, anche "The Shadow Hunter" è molto piacevole. Da questo punto in poi possiamo dire che il ritmo cala (con qualche eccezione...) e si entra in una parte più tranquilla e melodica che forse annoia un pò, si rallenta troppo a mio parere. Le tracce seguenti hanno una vena molto forte di progressive con uso di strumenti e tempi più "calmi". Si chiude con "Gate XIII" che ha forti influenze classiche addirttura.

Un cd dai mille volti e colori, vario e piacevole. Forse c'è troppo stacco dal power alla melodia, si rischia di perdersi tra i ritmi folli (Priester esagera delle volte) e i ballad che si intrecciano tra loro, ma questa è una tipica caratteristica degli Angra, per il resto un'ottimo cd per gli amanti del genere.

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Riassunto del Bot

Temple Of Shadows degli Angra offre un viaggio musicale vario e coinvolgente tra metal brasiliano, power metal e progressive. L'album si distingue per l'elevata qualità tecnica, i cambi di ritmo e le melodie curiose, seppur rallenti e ballad rischiano di rallentare il ritmo. Un'ottima sorpresa per gli amanti del genere, grazie anche al talento dei musicisti.

Tracce testi video

01   Deus le Volt! (00:52)

02   Spread Your Fire (04:25)

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03   Angels and Demons (04:10)

04   Waiting Silence (04:55)

06   The Temple of Hate (05:13)

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07   The Shadow Hunter (08:04)

08   No Pain for the Dead (05:05)

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09   Winds of Destination (06:56)

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10   Sprouts of Time (05:09)

11   Morning Star (07:39)

13   Gate XIII (05:02)

Angra

Gli Angra sono una band brasiliana (spesso definita “carioca” nelle recensioni) associata a un mix di power e progressive metal, con uso ricorrente di orchestrazioni, cori ed elementi folk/etnici brasiliani. Nelle recensioni vengono citati membri e fasi diverse della band, in particolare la voce di André Matos nei primi lavori e Edu Falaschi in quelli successivi.
20 Recensioni

Altre recensioni

Di  dying_sun

 Gli Angra lo fanno con cura, prestando attenzione alla dualità tra liriche e musica.

 Temple of Shadows va sinceramente promosso e merita l’acquisto.


Di  emanuele

 Essere grandi artisti significa tirare fuori un album come "Temple Of Shadow".

 Considero questo disco al livello di capolavori quali "Angel’s Cry" e "Holy Land".


Di  Dreamtheater

 "Veramente ben fatto, c'è tutto... varietà di strumenti usati, buone melodie, pezzi metal all’altezza, bravi musicisti."

 "Un cd dai mille volti e colori, vario e piacevole. Forse c’è troppo stacco dal power alla melodia, si rischia di perdersi tra i ritmi folli... ma per il resto un ottimo cd."


Di  ilfreddo

 Se il power banale è un McChicken al fast food, gli Angra sono un piatto al ristorante da gustare con calma.

 Il vero capolavoro di Temple of Shadows è a mio parere "The Shadow Hunter", momento cruciale di pentimento ed esplosione musicale.