"With nails that sting My hands - They grow passionate on a lie.
But You know the veracious one was I"
È con queste parole, che si chiude "La Masquerade infernale", come da presagio, aldilà del concept direttamente ispirato al Faust, di chi sà già di aver Ragione. Consapevole di aver scritto un capitolo fondamentale per quanto riguarda la materia "metal".
Sì perchè con questo secondo album gli Arcturus si allontanano definitivamente da ogni forma sonora precedentemente esplorata, sviluppando oltre l'immaginabile le già strordinarie intuizioni presenti nel loro primo album e centrando in pieno l'obbiettivo precedentemente mancato (di poco) dai Ved Buens Ende di "written in waters".
Qui si va oltre i generi. Qui si parla finalmente di "avantgarde". In molti in questi anni ci hanno provato, in pochi, pochissimi ci sono riusciti! Per tutta la durata dell'album si respira un aria nuova. La maestosità delle tastiere ad opera di Sverd si fonde con il cantato di Garm, praticamente Operistico (e rigorosamente pulito!), in un atmosfera mistica e teatrale, unica, emozionante e nera! Ed è proprio questa a mio parere la chiave di lettura di tutto l'album. Il progressive ed il (Black) metal riletti in una chiave teatrale-operistica. Spaziando tra inserti di elettronica minimale come nella struggente "Ad astra" o esplosioni di rabbia come in "The Chaos Path" o "Alone", l'album è semplicemente un continuo immenso susseguirsi di parti memorabili. E se ciò non bastasse... se per caso a questo punto vi state chiedendo com'è "tecnicamente" la Band, vi basti sapere che dietro le pelli siede un certo Hellhammer, qui autore di parti assolutamente impensabili per raffinatezza e tecnica. Mentre la chitarra di Carl August Tidemann (oggi nei Winds) si cimenta in un riffing evoluto e mai banale lasciando a volte spazio ad assoli semplicemente inumani ma sempre carichi di feeling. Insomma mi sembra inutile continuare.
Se non ce l'avete, e non siete dei folli, approfittate della recente ristampa voluta dalla Candlelight. Per quanto mi riguarda spreco solo un ultima parola a sigillo di tutto: Capolavoro!
Potremmo provare a resistere ma verremmo schiacciati da così tanta lacerante perfezione…
40 anni di musica metal e rock sono qui presenti abbracciati in una stretta calorosa indissolubilmente permeata di mistero.
La Masquerade Infernale ti getta nell’atmosfera comune a tutte le tracce: è la porta per gli Inferi.
Un inno al Male che siamo diventati: ormai siamo dei Satana e trascendiamo la morale comune.