Caro amico de-metallaro
Questa "recensione" è per te...
L'unica cosa che ti chiedo è di toglierti, per pochi minuti, quelli occhialoni bui e pesanti che di solito sono posati sul tuo naso.
E di indossare questi, colorati di azzurro, di verde, o di rosa, non so nemmeno io bene.
Giuro che se lo farai non te ne pentirari ed io, per ricompensarti della tua fiducia, prometto che ascolterò almeno uno degli album dark/death/doom/ecc, ecc metal che tu mi indicherai.
Del resto sappi che chi ti scrive è una persona "complicata", non assolutamente esente (come capirai in seguito) da elucubrazioni mentali (a te tanto care) sul senso della vita, il triste destino dell'uomo che dal nulla viene e nel nulla è (forse) destinato a tornare, ecc, ecc.
Certo non troverai growl e cose del genere, ma ti assicuro che il viaggio vale la spesa.
Una piccola vacanza diversiva, in fondo, ce la meritiamo tutti.
Allora, quello di cui ti voglio parlare oggi sono i Belle & Sebastian, o meglio di come sono stati fino al 2001 (quello che viene dopo sono a mio avviso poca cosa, salvo qualche eccezione, ma è chiaramente una mia opinione personale).
Cercherò di andare per ordine...
In principio era, ed ancora è, la voce di Stuart Murdoch.
Ovvero??
La voce di Stuart Murdoch, caro amico de-metallaro, è un sussurro.
E' un sussurro, per cominciare in un ambito privato, che ti ricorda la voce rassicurante di tua madre che ti racconta da bambino una favola prima di dormire.
E' un sussurro, per muoversi in un ambito pubblico e più appropriato ad una "recensione" musicale, scappato alla voce di Leonard Cohen giovane, quel tipo delle "canzoni di amore ed odio", un sussurro offerto ad una ragazza, agli alberi ed ai prati delle highlands scozzesi piuttosto che al grigio asfalto metropolitano nord americano.
E' il sussurro, solo leggermente meno "inesorabile" e cupo, della voce di Nick Drake, quel tipo delle canzoni della Luna Rosa, resuscitato e che con un gruppo di amici canta spensierato le canzoni più leggere dimenticate in fondo alla sua inesorabile malinconia.
Poi venne la "vecchia" musica dei Belle & Sebastian (1)
In che senso?
La "vecchia" musica dei Belle & Sebastian è la musica "lieve" che ci vuole quando sei stato per tanto tempo insieme ad un Orco Californiano Ubriaco (2) di cui ti sei perdutamente infatuato, e non senti altro che lui e le sue storie (più o meno, fatti i dovuti distinguo, caro amico de-metallaro, quello che vivi tu con il tuo amato metal).
La "vecchia" musica dei Belle & Sebastian è un matrimonio mistico fra la sensibilità di Nick Drake (sempre lui) e la iper-musicalità dei T. Rex (il gruppo di Marc Bolan, quello morto giovane "ballando e cantando").
La "vecchia" musica dei Belle & Sebastian è quello che ci vuole quando sei stanco di farti domande sul significato del mondo, della coscienza, del collasso della funzione d'onda quantistica (vedi, caro amico de-metallaro, che anche io ho i miei problemi?), sulla vita dopo la morte, sull'origine dell'universo, o sul futuro ... della tua vita sentimentale.
Ed hai solo voglia di bere un sorso d'acqua alla sorgente dei tuoi ricordi, con distacco.
Insomma, caro amico de-metallaro, io il mio consiglio te lo ho dato, ora sta a te seguirlo, se vuoi.
Se così non fosse, nessun rancore, spero anche da parte tua....
Con affetto
Un aspirante de-metallaro
(1) Questa raccolta che raccoglie i loro EPs fino al 2001 , caso mai non fosse chiaro, ne è uno splendido sunto. Fra i brani più significativi, e che preferisco, citerei: "Slow Graffiti", "You Made Me Forget My Dreams", "Lazy Line Painter Jane", "Beatiful", "String Bean Jane".
(2) L'Orco citato, caso mai non fosse chiaro, è il Grande Tom Waits, quello che faceva il discepolo di Dracula in un film di qualche anno fà, a cui fra l'altro sarò eternamente grato per avermi liberato dal vizio del fumo...