Copertina di Black Sabbath Never Say Die
Starblazer

• Voto:

Per appassionati di rock classico, fan dei black sabbath, critici musicali, ascoltatori interessati alle fasi meno note delle band iconiche
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LA RECENSIONE

Lo so, lo so, ci sono già due recensioni su "Never Say Die!", ed entrambe schiaffano a questo dischetto ben 4 stelle!! 4 stelle a "Never Say Die", ma siamo fuori di melone?!!?!

"Never Say Die" è uno dei punti più bassi della carriera della Tony Iommi Band. Solo la copertina, davvero stupenda, merita di stare tra le migliori, per il resto l'album è un confuso e raffazzonato pastone di sonorità easy rock con elementi progressive e addirittura jazz-swing (!!!!!!). Il predecessore Technical Ecstasy, pur non essendo comunque un capolavoro almeno era catchy, era divertente e racchiudeva in se alcuni riffs e melodie davvero belle, che reggevano anche ad ascolti ripetuti. "Never Say Die" in alcuni punti (molti punti) rasenta il ridicolo più totale, e in altri è semplicemente noioso, ma scendiamo nel dettaglio.

NEVER SAY DIE: canzonetta easy rock da canticchiare sotto la doccia, "Back Street Kids" aveva un incedere abbastanza originale e una melodia conturbante, qui niente di niente, potrebbe benissimo stare in un disco degli Scissor Sisters, anche a livello vocale non ci andiamo poi tanto lontani, VOTO 5

JOHNNY BLADE: questo invece è davvero un gran pezzo, uno dei primi 10, se non dei primi 5 dei Black Sabbath pre-RJD. Bellissima intro tastieristica di Don Airey e gran lavoro di chitarra e sintetizzatori che rendono questa canzone una vera e propria evoluzione il chiave più heavy della già ottima "You Won't Change Me". Forse se durasse an minuto in meno sarebbe ancora più incisiva, ma va bene anche così VOTO 8,5

JUNIOR'S EYES: schifo, schifo, schifo! Questa canzone è l'immondezza più totale: gio di basso lento e soporifero, senza contare un Tony Iommi incisivo come uno stuzzicadenti e soprattutto un Ozzy Osbourne che interpreta il testo strappalacrime con lo stesso pathos di una lavastoviglie. Un'insulsa tiritera che si strascina per quasi sette minuti, che farebbe passare a chiunque la voglia di ascoltare l'album. VOTO 3

A HARD ROAD: caruccia, riprende il mood della titletrack in chiave più elaborata. Ballo il riff iniziale e piacevole la melodia, non certo un capolavoro ma nemmeno da buttar via, non si capisce il perchè dei sei minuti, quattro sarebbero bastati e avanzati. VOTO 6

SHOCK WAVE: l'esperimento di inserire un testo "doom" su una melodia allegrotta era già stato fatto con "Gypsy" con risultati egregi, questo invece è solo un banalissimo brano easy rock totalmente privo di fascino. VOTO 5,5

AIR DANCE: e finalmente! questa si che è una bella canzone, una specie di "Solitude" un po' più barocca e jazzata, comunque molto originale ed estatica, specialmente per gli intrecci tra pianoforte e chitarra acustica. VOTO 7,5

OVER TO YOU: chiusa la felice parentesi di "Air Dance" si ripiomba nel buio più totale: a parte quella specie di carillon di sottofondo al ritornello questa canzone non comunica proprio niente. VOTO 5

BREAKOUT: si dice che Ozzy abbia abbandonato la band dopo aver visto i sassofoni per questo strumentale: data l'insulsità totale di questi 2 minuti di pseudo jazz non posso che essere d'accordo, per una volta, con il mangiapipistrelli. VOTO 4

SWINGING THE CHAIN: ma è proprio Bill Ward che canta!? lo stesso Bill Ward che aveva interpretato con tanta intensità e passione la bellissima "It's Alright" Qui a giudicare dalla voce impastata dev'essere stato ubriaco fradicio, e dopotutto bisognerebbe davvero essere ubriachi per avere il coraggio di cantare questa orrida imitazione di serie C dei Doors meno ispirati. VOTO 4

In concusione, un disco nato male (anche per la situazione personale dei membri della band, Ozzy in primis) e venuto ancora peggio. A parte "Johnny Blade" e "Air Dance", è il classico disco da usare come sottobicchiere. Una copertina così bella avrebbe sicuramente meritato di meglio. Meno male che da lì a 2 anni sarebbe arrivato un certo Ronnie James Dio, e da lì sarebbe cominciata l'epopea dei "miei" Black Sabbath.

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Riassunto del Bot

La recensione critica il disco Never Say Die! dei Black Sabbath, giudicandolo uno dei peggiori della band. Nonostante la splendida copertina, l'album risulta un miscuglio confuso di rock facile con elementi progressive e jazz, con molti brani poco ispirati e solo pochi pezzi salvabili come 'Johnny Blade' e 'Air Dance'. La prestazione vocale di Ozzy Osbourne e l'esecuzione generale sono valutate negativamente, riflettendo le difficoltà personali della band in quel periodo.

Tracce testi video

04   A Hard Road (06:06)

05   Shock Wave (05:16)

06   Air Dance (05:17)

07   Over to You (05:24)

09   Swinging the Chain (04:07)

Leggi il testo

Black Sabbath

Black Sabbath sono tra i più importanti e influenti gruppi heavy metal della storia, nati a Birmingham nel 1968. La loro musica ha definito i canoni del metal, grazie soprattutto agli inconfondibili riff di Tony Iommi e alla voce carismatica di Ozzy Osbourne.
91 Recensioni

Altre recensioni

Di  CycoCiccio

 Se Iommi avesse pubblicato questo disco camuffandolo da lavoro solista di uno Steve Hackett di turno, adesso staremmo a discuterne la caratura in acceso contraddittorio.

 Never Say Die è il disco che i fan del Sabba Nero non capiranno mai, perché la versatilità è prerogativa di un’altra audience.


Di  Axlspark

 È una perla il piano riesce a farci sognare, il basso e la batteria forniscono dei ritmi molto jazzistici.

 Terminato l'ascolto di 'Never Say Die' mi sento di dire che si tratta di un lavoro validissimo a parte per la 4 e 5 track.