Copertina di Black Sabbath Tyr
Starblazer

• Voto:

Per appassionati di heavy metal, fan dei black sabbath, ascoltatori di musica metal anni '90 e cultori di voci metal epiche
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LA RECENSIONE

Ho conosciuto i Black Sabbath con Paranoid, Master Of Reality e Sabbath Bloody Sabbath, e il mio primo impatto non è stato del tutto positivo: certamente ho apprezzato il valore di canzoni come War Pigs, Children Of The Grave o Spiral Architect, ma quello stile doom e lento e soprattutto quel monotono strillio (o miagolio, a seconda delle occasioni) del cantante non l'ho mai digerito. Poi mi è capitato tra le mani questo disco dell 1990, e il mio amore per il Sabba Nero è salito a gonfie vele. Tony Martin ha una voce stupenda (personalmente lo ritengo un gradino sopra anche al mitico Ronnie James Dio), scrive testi stupendi ed è, ahime, un personaggio poco mediatico, che si preoccupa di cantare e comporre e non di fare il deficiente di eMpTy tV. (in pratica è tutto ciò che Ozzy non è).
Chiuso questo prologo passiamo alla recensione: il disco si apre con la meravigliosa Anno Mundi, segnata da una prestazione superba di tutti e 4 i Sabs, con un Tony Martin davvero fuori dal comune che imprime a questa canzone una epicità e una grandezza che nemmeno i più blasonati Dio, Gillan e Hughes avrebbero saputo dare. The Law Maker è forse la meno ispirata del disco. Brutta? Assolutamente no, anzi, è un bel pezzo veloce che si ascolta sempre con piacere. Jerusalem sarebbe stata un perfetto primo singolo, tanto è veloce, diretta e nello stesso tempo epica e altisonante, specie per il coro nel ritornello. Da sottolineare anche la bravura del sorgwriter Tony Martin, che usa l' immaginario delle crociate per scrivere un testo che parla del raggiungere il proprio obiettivo nella vita. The Sabbath Stones è un altro capolavoro, lenta, cadenzata e doomy con un Tony Martin che crea uno stato di rarefatta tensione che prelude alle atmostfere di Cross Purposes. Inizia quindi la meravigliosa trilogia nordica: prima The Battle Of Tyr, frammento di un minuto dove il tastierista Geoff Nichols ricrea le atmosfere solenni e wagneriane, poi Odin's Court, dove bastano la malinconica chitarra acustica di Iommi e la voce meravigliosa di Martin per creare una canzone splendida e atmosferica, quindi Valhalla, dove tutto si velocizza e riappare il riottoso paradiso vichingo cantato dai Manowar in Gods Of War. Il disco di chiude con la malinconica e intensisima ballata Feels Good To Me e la veloce e tenebrosa Heaven In Black, con un ottimo chorus da stadio. Disco stupendo, una delle massime espressioni del Sabba Nero

Anno Mundi
Can you wonder
Truth of thunder
Life or Blame... simply poetry 

 

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Riassunto del Bot

La recensione esalta 'Tyr', album del 1990 dei Black Sabbath con Tony Martin alla voce, definito un capolavoro. L'autore apprezza particolarmente la diversa vocalità rispetto ai precedenti cantanti, le atmosfere epiche e i testi ispirati. Vengono analizzati i brani più rappresentativi, sottolineando la trilogia nordica che conferisce grande valore artistico a tutto il disco.

Tracce testi video

01   Anno Mundi (The Vision) (06:12)

02   The Law Maker (03:55)

04   The Sabbath Stones (06:48)

05   The Battle of Tyr (01:08)

Leggi il testo

08   Feels Good to Me (05:44)

09   Heaven in Black (04:05)

Black Sabbath

Black Sabbath sono tra i più importanti e influenti gruppi heavy metal della storia, nati a Birmingham nel 1968. La loro musica ha definito i canoni del metal, grazie soprattutto agli inconfondibili riff di Tony Iommi e alla voce carismatica di Ozzy Osbourne.
91 Recensioni

Altre recensioni

Di  stargazer

 L'album rimasto ingiustamente nell'ombra solo perché non suonato dalle formazioni più rappresentative.

 Una cavalcata strumentale mozzafiato nel finale di 'The Sabbath Stones'.


Di  Rainbow Rising

 “Anno Mundi (The Vision)” è uno dei migliori pezzi mai scritti dal Sabba Nero.

 Tony Martin, qui cantore di terre ghiacciate e battaglie dal sapore mitico, resta invece un grande mistero del rock.