Copertina di Blur 13
ste84

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Per appassionati di musica alternativa e sperimentale, fan di blur, amanti delle esperienze d'ascolto profonde e immersive
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LA RECENSIONE

13 tappe di un viaggio, 13 rimbalzi fra terra-cielo, cielo-spazio... "Tender" apre il viaggio in maniera del tutto normale e senza strane bizzarrie, "Burgman" è l'inizio vero e proprio del trip... comincia con un fastidioso pizzico, diventa un pugno allo stomaco, si evolve fino a diventare un gigantesco insetto che ti vuole entrare nell' orecchio e ronza, ronza, e termina con una motosega che ti apre il cranio... ma c'è un mondo fatto di normalità e tranquillità, fatto di "Caffè e TV"; certo, è classico e monotono, ma è indispensabile per rilassarci prima dell'altra tappa: "Swamp Song", fatta di suoni "stonati" e di pazzia pronta a circondarti di "give me", urla e risate isteriche... e poi sentirsi come su un tappeto volante che ti fa volare ad alta quota e piano piano si avvicina lento al suolo, sentire tanto vento in faccia e il sapore della terra che si avvicina e comincia a farti stropicciare gli occhi ("1992"); e la piacevole discesa in picchiata su un mondo frenetico e veloce dove torna a regnare la pazzia; e quella vocina robotica che ti segue durante lo schianto e ti ripete "BLUREMI"... dopo l'impatto c'è il buio... sentirsi persi in uno spazio inquietante costernato solo da pseudo-sonde, una voce paurosa quanto squilibrata, bip alieni ma alquanto familiari, un battere continuo e minaccioso... questo è "Battle". Riaprire gli occhi e rilassarsi su una culla melodica, atterrare su una "Canzone Morbida", un viaggio quasi spirituale fatto di totale riposo... ed una visita al tranquillo "Trailerpark" è come fermarsi in un futuristico pub, e può solo far bene per prepararsi ad un volo in una notte gelida ad occhi chiusi: con i piedi a terra, bassi, poi un più alti, e ancora più alti fino alla brusca frenata appensa sotto il tappeto del cielo che, solo per un attimo, ti fa guardare il piccolo e buio mondo sotto le tue ali; e poi ripartire fino ad arrivare lassù, dove una qualche vocina angelica ti accoglie in un cielo di "Caramel".

"Trimm Trab" è il viaggio di ritorno: si torna lentamente a terra... anche in questo viaggio, dopo una riflessiva pausa, abbiamo tempo di coordinarci, metterci in posizione e poi ripartire con più potenza fino ad arrivare di nuovo a terra. E ci accorgiamo che siamo alla penultima tappa, ci rendiamo conto che "Non c'è rimasta nessuna distanza da percorrere", quindi ci accingiamo ad effettuare l'ultima tranquilla e solitaria passeggiata sulla terra... ed ora di nuovo un ultimo lento volo fino allo spazio, oltre il cielo, oltre le nuvole, oltre l'atmosfera e osservare la piccola sfera chiamata "Terra" direttamente dall'"Optigan 1"...

13 è questo: un viaggio su un universo tondo e distorto, un puzzle che è stato completato ma con i tasselli messi a caso, e però assume una sua forma indefinita ma ugualmente unica e, per questo, affascinante; è un salto verso un qualcosa che non ha confini, è rimbalzare su un muro morbido, è un potente urlo a bassa voce nelle orecchie...

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Riassunto del Bot

La recensione celebra '13' di Blur come un viaggio musicale intenso e originale. L'album alterna momenti di tranquillità e caos, schizzando tra suoni inquietanti e melodie rilassanti. Ogni traccia è una tappa significativa in un percorso sonoro unico che cattura e coinvolge profondamente l'ascoltatore. L'esperienza è descritta come un puzzle sonoro affascinante e senza confini.

Blur

I Blur sono una delle band inglesi più influenti del britpop anni Novanta, noti per la capacità di reinventarsi e spaziare tra generi. Nati a Colchester nel 1989, hanno segnato la storia del pop britannico con dischi iconici (Parklife su tutti), progetti paralleli e un’ironia inconfondibile.
49 Recensioni

Altre recensioni

Di  serestoppone

 La sua complessità è inutile, improduttiva e insignificante, a tratti persino noiosa.

 La bruttezza di 13 potrebbe essere la forma d'arte più onesta e intensa degli ultimi anni(?!?).


Di  easycure

 13 potrebbe senza troppo azzardo essere accostato alle sperimentazioni di band come Mogwai o altro post-rock europeo.

 Un importantissimo esempio di come si possa tentare di essere 'altro' dai canoni del rock senza risultare eccessivamente estremi ma anzi rimanendo incredibilmente comunicativi.


Di  GrantNicholas

 "La sperimentazione attuata in '13' sembra forzata o, peggio, spossante nella sua insistenza."

 "'Tender' è entrata di diritto fra i grandi classici della band, ma non rappresenta l'album in modo completo."


Di  temi

 “13 è l’ennesimo capolavoro dei Blur... Ma bisogna ascoltarlo tante volte per goderne appieno… A tratti spaventa.”

 Coxon descrive l’album come “un trip allucinante al tempo del diavolo”.