Copertina di Bob Dylan John Wesley Harding
ilsuonatorejones

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Per appassionati di musica folk, country e rock anni '60, fan di bob dylan, critici musicali e nuovi ascoltatori curiosi della sua evoluzione.
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LA RECENSIONE

Sottovaluto lavoro del Dylan post svolta elettrica: 1967, esce “John Wesley Harding”, contraltare acustico al capolavoro elettrico “Blonde on Blonde”. Poco apprezzato: una marcia indietro? Manco pe’ gnente! Marcia avanti, si cambia, ci si avvia verso il country, che il rock ha stancato.

Si parla di Bibbia, di fuorilegge onesti, di padroni e schiavi, di amici, di poveracci e straccioni, di sogni e visioni di Dylan come solo Dylan sa. Nasce un album in bilico tra l’inutile e il capolavoro, con una certa unità di fondo. La chitarra è suonata spesso con il capotasto al quarto-quinto tasto, accorgimento che dà un suono squillante (fastidioso?), basso, batteria e armonica, anche questa quasi sempre in Mi e Fa, che sono le due tonalità che raggiungono le note più alte nelle blues harp, quindi anche queste squillanti (non fastidiose, finalmente Dylan fa vedere di saper maneggiare l’armonica decentemente).

Grandi canzoni non mancano, ma stavolta nessuna traccia supera i cinque minuti, la media per Dylan, a parte “Frankie Lee and Judas Priest”. Capolavori: su tutti la metaforica e visionaria “All Along the Watchtower”, quattro accordi che non cambieranno mai, e sono ancora quelli al giorno d’oggi, caso unico nelle versioni stravolte che Dylan fornisce delle sue stesse canzoni. Jimi Hendrix ne fece una cover memorabile. Poi “I Dreamed I Saw St. Augustine”, “I Pity The Poor Immigrant” e la meravigliosa “Dear Landlord”. Queste sarebbero bastate per rendere grande qualsiasi album. Ci sono anche tracce più deboli, come la title-track, “Down Along The Cove”, “I’ll Be Your Baby Tonight”… ma sono perdonabili, l’album sta insieme e non delude quasi mai. Ottavo album per Dylan, quarta svolta… e siamo prossimi al contestatissimo “Nashville Skyline”.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'John Wesley Harding' come una svolta acustica e consapevole nella carriera di Bob Dylan dopo l'era elettrica. Il disco esplora tematiche bibliche e sociali, con un sound country folk sobrio ma efficace. Brani memorabili come 'All Along the Watchtower' e 'Dear Landlord' emergono come capolavori. L'album, pur con qualche brano meno riuscito, si mantiene compatto e significativo nel percorso artistico di Dylan.

Tracce testi video

01   John Wesley Harding (02:57)

02   As I Went Out One Morning (02:49)

03   I Dreamed I Saw St. Augustine (03:53)

04   All Along the Watchtower (02:31)

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05   The Ballad of Frankie Lee and Judas Priest (05:35)

06   Drifter's Escape (02:52)

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07   Dear Landlord (03:16)

08   I Am a Lonesome Hobo (03:19)

09   I Pity the Poor Immigrant (04:12)

10   The Wicked Messenger (02:03)

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11   Down Along the Cove (02:23)

12   I'll Be Your Baby Tonight (02:35)

Bob Dylan

Bob Dylan (nome d'anagrafe Robert Allen Zimmerman) nasce nel 1941 e rivoluziona la musica e la canzone d'autore in Occidente, portando il folk e il rock in territori impensati. Influenzato da Woody Guthrie e dalla Beat Generation, vince il Nobel per la Letteratura nel 2016.
127 Recensioni

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Di  lector

 La mattina del 29 luglio 1966 Bob Dylan morì. Quello che non sapete è che non fu un incidente: quella mattina Bob Dylan venne ucciso.

 Eppure, dopo tanti anni che ascolto questo disco, dopo aver consumato il vinile, per me “John Wesley Harding” è ancora ammantato di mistero.