Premessa: questo è a mio avviso il miglior disco rock che sia mai stato prodotto. Un capolavoro senza tempo sottovalutato nel suo insieme. Scaletta perfetta, testi incredibilmente evocativi e voce di Bruce a livelli stratosferici. "Il povero vuole essere ricco, e il ricco vuole essere re, e il re non è soddisfatto finchè non regna su cosa" dice Bruce in "Badlands". Il grido strozzato e lancinante di "Adam Raised a Cain", "Something in The Night" e "Streets of Fire" fa il resto. E che dire di "Promised Land" e del gioiellino "Factory" inserito prima del devastante trittico finale? "Candy's Room" e "Racing in The Street" due canzoni pregne di sentimento (da ricordare che in questo disco poteva finire anche "Because The Night").
Continuo a non capire assolutamente l'accanimento che molti mostrano verso Bruce, secondo me non conoscendo a fondo né la musica né il suo messaggio.
Questo è l'album più crudo, oscuro (in senso di atmosfere) e rock, che il Boss abbia mai fatto.
Le capacità interpretative del Boss raggiungono i massimi livelli, il pezzo ci entra dentro come un proiettile.
«Il cammino all’età adulta corrisponde a una perdita dell’innocenza inevitabile e dolorosa»
«Quel buio, che avvolge la città, la rende quasi cieca e inerme di fronte al tempo che scorre inesorabile»
Il barile del Boss è incredibilmente ben fornito e quello che ne tira fuori non è certo all’altezza dei dischi usciti ai tempi d’oro, ma è molto superiore a quelli pubblicati nei recenti, tempi bui.
Quello fu un album più intimista e disilluso dei precedenti, soprattutto se paragonato con il capolavoro "Born To Run" del 1975 in cui la facevano da padrone le speranze e i sogni di giovinezza.
Il disco in questione è una vera porcata.
Il succo del disco si riassume in brani che ruotano attorno ad un banalissimo accordo, massimo due.