Copertina di Can Tago Mago
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Per appassionati di musica sperimentale, fan del krautrock, ascoltatori alla ricerca di esperienze musicali profonde e innovative.
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LA RECENSIONE

Il disco perfetto.

Oltre (parecchio oltre) ogni distinzione di genere: rock? rock ai crauti?

Fottetevene, cari miei.

Ancora un’altra pagina su questo disco perfetto.

Tago Mago è, ogni volta e per ognuno, qualcosa di diverso.

Ecco perché.

Un esilio in terra straniera: la terra di noi stessi a noi stessi estranea.

Sin dalla partenza, si fa palese l’irresistibile attrazione che la circumnavigazione dello spazio interiore porta con sé: “You just can't get back no more”, ripete in guisa di monito l’invasato Damo.

Il paradigma del viaggio —si potrebbe persino dire— in musica. La direzione, come sempre nella musica, è verso l’interno, non verso il mondo. Perché, lo si dice apertis verbis, “You can make everything what you want with your head”. Proprio così.

Abbandonata la comodità del conosciuto, ritrovata alfine la scomodità dell’ignoto come propria: questo il senso del viaggio.

Il suo vero motore è la ripetizione.

Il ritmo ossessivo.

Forza centrifuga e forza centripeta, in precario equilibrio.

Un viaggio di sette tappe.

Ogni parte del percorso, come in un organismo vivente, finisce proprio dove comincia quella successiva, e fa tutt’uno con essa.

Anche nello sfociare della pura e semplice distruzione d’ogni ritmo, il viaggio ha una direzione.

Cos’abbiamo dentro, se non caos e ordine intrecciati a formare un congegno?

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Tago Mago' dei Can come un disco perfetto e senza confini di genere. Descrive l'album come un viaggio interiore potente e ripetitivo, dove caos e ordine si intrecciano in una struttura ciclica unica. L'ascolto diventa un'esperienza personale e profonda, capace di trasportare l'ascoltatore oltre l'ordinario e le convenzioni musicali.

Tracce video

01   Paperhouse (07:28)

02   Mushroom (04:03)

03   Oh Yeah (07:22)

04   Halleluwah (18:30)

Can

Can è stato un gruppo rock sperimentale tedesco, associato al krautrock. Tra i membri più noti: Holger Czukay, Irmin Schmidt, Michael Karoli e Jaki Liebezeit; tra i vocalist compaiono Malcolm Mooney e Damo Suzuki. Tra gli album più celebrati figurano Tago Mago, Ege Bamyasi e Future Days.
24 Recensioni

Altre recensioni

Di  northernsky

 Che follia e razionalità potessero convivere pacificamente fianco a fianco nello stesso disco.

 Tago Mago è un'opera che va al di là dei suoi episodi particolari. È ricerca a 360 gradi, sperimentalismo nel senso buono.


Di  Neu!_Cannas

 In ogni traccia ci sono migliaia di spunti, idee, richiami e innovazioni.

 18 minuti di percussioni incredibili, una delle più belle di tutta la storia del rock.


Di  manliuzzo

 "E' ciò che si avvicina di più all'album perfetto."

 "Halleluhwah è un funk psichedelico, un delirio musicale di genialità unica."


Di  insolito

 Mille stelle spente in "Halleluhwah", supernova della musica moderna.

 Come comprendere un disco volutamente "mattone" se non si ha la testa dura? Sparandosi LSD a pala forse?


Di  caesar666

 Con 'Tago Mago' i Can diventano i capostipiti e il punto di riferimento imprescindibile del rock colto e di avanguardia europeo.

 I Can sono qui al loro meglio, nel pieno della loro esplosiva potenza.


Tago Mago ha 7 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.