Copertina di CapaRezza Habemus Capa
McFly

• Voto:

Per appassionati di musica italiana alternativa, fan del rap impegnato e ascoltatori curiosi di testi intelligenti e ironici
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LA RECENSIONE

"Il ragno sa bene che si va al podere con schede fimate da prede incollate alla tele,ci sa fare, la vespa gli concede l'alveare"

Bene, questa secondo il mio misero, commerciale parere è il manifesto di questo disco, il quarto in ordine cronologico, quello dopo il botto di "VERITA SUPPOSTE".

E' difficile odiare il signo Rezza Capa quando si entra, con una giusta predisposizione, nella sua musica. Musica: quello stesso contenitore ormai gigente che contiene tutti ammassati dentro e sembrano tutti un pò tristemente uguali, ma tutti seri e in fila e rigorosamente coerenti alle proprie leggi di mercato.

Il capa và oltre, spara a zero su tutti, ma sempre con ordine e senso e attraverso una scrittura apparentemente idiota.

"Apri gli occhi pupo, stai attento pupo, non temere l'uomo lupo, non temere l'uomo cupo, temi solo l'uomo astuto"

Intelligenza colante, occhi bene aperti su tutto, mettersi in gioco e far giocare il pensiero dell'ascoltatore, bella miscela di coraggio: "Già che sono un segno di terra ti lascio a terra con un segno"

Nei ben 19 pezzi che riempiono il suddetto album, il confine tra realtà felicemente triste e finzione è molto sottile, non sai se piangere o ridere.

Diciamo che come se TiGiri TiGiri e ti incula, proprio quando ti metti comodo come in un condor e stai muto, abbattuto, come un cane da tartufo che ha perduto fiuto.

Ma meglio depressi che stronzi, del tipo "Me ne fotto". Meglio guardare avanti e andare oltre, "farti un opinione o finirai come i fatti di metadone"

Avete capito qualcosa di ciò che ho detto?

Spero di no.

Neanche io c'ho capito nulla, ma non posso che dire di dedicare almeno un orecchio al Capa, soffermarsi un attimo ad ascoltare e magari nella confusione che ci circonda, tra Titoli mozzafiato di riviste inutili, tra Inni Verdani imposti come leggi sulla sicurezza c'è chi magari almeno una volta si mette Dalla Parte del Toro.

Ho scritto troppe cazzate è meglio se chiudo qui. 

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Riassunto del Bot

La recensione esalta Habemus Capa, quarto album di Caparezza, per la sua originalità e intelligenza. Tra 19 brani ricchi di ironia e critica sociale, l'artista va oltre i cliché del mercato musicale. La musica e i testi stimolano l'ascoltatore a riflettere, mantenendo un tono ironico e coinvolgente. L'autore consiglia di dedicare attenzione all'album nonostante la sua complessità.

Tracce testi video

01   Mors mea tacci tua (Intro) (00:26)

02   Annunciatemi al pubblico (04:07)

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04   Gli insetti del podere (03:58)

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05   Dalla parte del toro (03:59)

06   Ninna nanna di Mazzarò (04:41)

07   Il silenzio dei colpevoli (04:08)

08   Profilo psichico (00:35)

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09   La mia parte intollerante (feat. Gennaro Cosimo Parlato) (04:22)

12   Tii-yan (00:24)

13   The Auditels Family (04:07)

16   Felici ma trimoni (04:53)

17   Sssaasss (00:22)

18   Sono troppo stitico (03:58)

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19   Habemus Capa (06:56)

CapaRezza

Michele Salvemini, noto come Caparezza, è un artista italiano originario di Molfetta che unisce rap, ironia e critica sociale. I recensori su DeBaser sottolineano testi vivaci, concept album e spettacoli dal vivo teatrali.
32 Recensioni

Altre recensioni

Di  masmil1988

 Quest’ultimo invece sembra risultare un po’ troppo volgare e per certi versi sembra anche un po’ “satanico”!!!

 Forse aveva ragione chi diceva che al caro Capa il successo stuffa e che quindi di proposito fa canzoni che può apprezzare solo una parte del pubblico...


Di  Brizz89

 Caparezza ha sfornato il secondo capolavoro dopo Verità Supposte?

 L'album è davvero interessante, consigliato ai grandi fans del rapper e anche a chi vuole ascoltare rap serio e con tematiche interessanti.


Di  powah

 Le sue canzoni hanno moltissimi riferimenti di attualità, parla di politica, gossip, scuola e mondo della TV.

 Inizia con una traccia nella quale si dice morto e finisce con la sua resurrezione… molto bello come album.


Di  GASS

 Il brano che preferisco di quest'album è "Dalla Parte Del Toro" che canto sotto la doccia o quando mi sveglio.

 Caparezza, essendo terrone come me, ironizza sul governo fascista nella canzone "Inno Verdano".