Copertina di Caravan In The Land Of Grey And Pink
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Per appassionati di progressive rock, fan della musica anni '70, ascoltatori di prog melodico e psichedelico, cultori della scuola di canterbury
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LA RECENSIONE

Pubblicato nel 1971, "In The Land Of Grey And Pink" è l'album che consacra i Caravan come una realtà molto rilevante in ambito progressive e uno dei gruppi principali della cosiddetta "scuola di Canterbury". La mia modesta conoscenza in fatto di gruppi canterburiani non mi consente di fare confronti precisi tra la relativa scena e il restante panorama prog, mi permetto solo di affermare che la scuola di Canterbury propone una variante molto melodica del rock progressivo.
In effetti la musica dei Caravan non è elaborata e complessa come quella di King Crimson e Genesis, sebbene il loro corredo sia costituito dagli stessi elementi: fiati, tastiere, mellotron, richiami al jazz e atmosfere classiche. Rispetto agli standard progressivi, le loro partiture sono più semplici e lineari, le loro melodie sono meno solenni, più serene. Lo si può constatare subito nelle prime due tracce, "Golf Girl", il cui incedere moderatamente allegro porta alla mente il più scanzonato Syd Barrett, e "Winter Wine", campionario di tenue e briosa psichedelia. Seguono "Love To Love You (And Tonight Pigs Will Fly)", solare canzone d'amore in sette ottavi, e la suggestiva "In The Land Of Grey And Pink", anch'essa frutto di una vaga ispirazione barrettiana (il testo contiene tra l'altro un riferimento non troppo vago all'(ab)uso di marijuana: "And when it's dark our boat will park on a land of warm and green/ Pick our fill of punk weed and smoke it till we bleed, that's all we'll need"). Chiude l'opera la lunga suite "Nine Feet Underground" (quasi 23 minuti), divisa in otto atti, summa della loro arte equilibrata e romantica che alterna toni ora sereni e ora vagamente nostalgici e conclude con un sorprendente finale quasi hard rock.
L'edizione in cd comprende anche cinque bonus track: due inediti, "I Don't Know Its Name (Alias The Word)" e "Aristocracy", una versione strumentale di "Winter Wine" chiamata "It's Like To Have A Name Next Week", la versione originale con testo diverso di "Golf Girl", intitolata "Group Girl", e infine "Dissociation/100% Proof", un remix degli ultimi due atti di "Nine Feet Underground". Tutto in nome di un bel prog semplice, melodioso e delicato. Altri tempi.

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Riassunto del Bot

Pubblicato nel 1971, l'album In The Land Of Grey And Pink consacra i Caravan come protagonisti della scuola di Canterbury. Il disco si distingue per un prog melodico, semplice e lineare rispetto ad altri gruppi del genere. Le tracce sono caratterizzate da atmosfere serene, influenze psichedeliche e un mix equilibrato di jazz e rock. La lunga suite finale, Nine Feet Underground, è il momento culminante dell'opera. L'edizione CD offre anche interessanti bonus track.

Tracce testi video

03   Love to Love You (And Tonight Pigs Will Fly) (03:03)

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04   In the Land of Grey and Pink (04:59)

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05   Nine Feet Underground: Nigel Blows a Tune / Love's a Friend / Make It 76 / Dance of the Seven Paper / Hankies / Hold Grandad by the Nose / Honest I Did! / Disassociation / 100% Proof (22:39)

Caravan

Caravan sono un gruppo progressive rock inglese nato a Canterbury nel 1968 (Pye Hastings, Richard Sinclair, David Sinclair, Richard Coughlan). Tra i principali esponenti del Canterbury Sound, uniscono melodie raffinate, jazz-rock e psichedelia; celebri per l’album In the Land of Grey and Pink (1971) e la suite Nine Feet Underground.
12 Recensioni

Altre recensioni

Di  uboldri

 Un'opera omnia che risulta difficile recensire senza rovinare le ataviche emozioni che riesce a evocare.

 Un capolavoro inestimabile. Una perla rara. Un turbinio di emozioni.


Di  DaveJonGilmour

 In un’eventuale scala dei valori, non esiterei a mettere questo disco sullo stesso scalino di ‘Third’ o ‘Close to the Edge’ o di alcuni lavori di Pink Floyd e King Crimson.

 La monumentale suite ‘Nine Feet Underground’, 22.44 minuti di pura estasi musicale, uno sconcertante volo ad occhi chiusi negli ampi e sconfinati cieli del prog.


Di  belerofonte

 "Un dolcissimo oblio è calato su di me, ventiquattro minuti di abbacinante melodia mi hanno cullato ed ammaliato."

 "Quello dei Caravan è sì puro da collocarli di diritto nell’Olimpo del progressive e del rock tutto."


Di  tonysoprano

 "È una droga più piacevole da assumere, ha effetto per soli 43 minuti, ma in quei pochi minuti puoi intravedere la magnificienza del mondo."

 "Nine Feet Underground è una delle massime suite della storia del progressive, orgasmo unico di 22 minuti."