In un tempo, non poi così tanto remoto, vi era un movimento musicale nato da qualcosa che definirono la frangia pù estrema dell'hardcore, ossia il crust punk. A questo punto da questo genere di cui molta gente rimase affascinata, uscì a sua volta la parte più estrema del crust punk!. Ovvero quello che noi definiremo anche l'area più oltranzista del metal.
1987 i vagiti del grindcore escono fuori dai Napalm Death, molto inclini al punk/hardcore. Ma in un'altra parte del mondo c'era una band chiamata Carcass. Questi diedero la vita nel 1988 l'album in questione. I nostri erano inclini ad un sound più marcio e metallaro rispetto agli altri. "Reek of Putrefaction" è come un pezzo di pane riempito di chiodi, che appena masticato ti porta orribili dolori, il sound influenzato dal death quanto dall'hc, rende questo album uno fra i più violenti mai creati in musica. Matematico solo per il fatto, che l'atmosfera che crea è pressapoco che oscura quanto umoristica, ma non di quei Humor che fanno ridere. Chitarre bassissime, un basso non sempre assente ed una mitragliatrice al posto della batteria. Genital Grinder introduce l'ascoltatore in questa stanza (quando uso questi eufenismi sono solo per indicare le tracce e l'album), legato ad un lettino e impotente di reagire, suda dinanzi al "classicissimo" sadico chirurgo, appoggiato sulla porta con un'attrezzo in mano, pronto ad operare su di te. Regurgitation of Giblets, Maggot Colony, Vomited Anal Tract e Festerday sono le canzoni che posso citare in questo album solo per non scadere nella recensione-poesia.
L'impressione che diede questo album hai metallers di quei tempi, era pressoche di impallidimento. Anche le persone abituate ai Death e agli Obituary rimasero spiazzati da un'album del genere. I tempi ultra veloci, danno vita a un'atmosfera di sofferenza e di sadismo, con qualche schizo di pornografico ma mai volgare, semmai può essere Grand Guignolesco. Leggere i testi può risultare scandaloso, ma che non lascia mai un senso di paura e di angoscia. Ma il punto di forza di questo album è solamente il fatto che, se non si leggono i testi e se si ascolta tutto l'album, può anche risultare oscuro e tenebroso. Forze i Carcass potevano risultare al quanto incapaci di suonare. Ma se si ha udito e neanche tanto si intravede la capacità dei musicisti di suonare. Possono risultare un pugno in faccia a chi ascolta solo album Black Metal, credendo che sia il più estremo fra tutti, gli assoli di chitarra hanno quel non so che di tecnico, ma non troppo miraccomando.
"Reek of Putrefaction" è affascinante nel suo immaginario splatter e oltranzista, quasi poetico (attenti non ho detto che i tizi qua sono degli Ugo Foscolo, è l'immaginario che l'ascia apparire una vena poetica, il cinismo e il nichilismo su tutti, ma non i testi miraccomando, perchè se no la poesia è andata a puttane se questi ERANO poeti nel 1988).
"Reek Of Putrefaction è un album opprimente, estremo e carico di atmosfere insane e macabre."
"La tecnica dei tre musicisti all’epoca non era il massimo ma a differenza di molti gruppi moderni i nostri sapevano prendere in mano uno strumento."
Sconvolgente. Questo è l’aggettivo che più si addice a 'Reek of Putrefaction'.
Violenza, velocità e perversione: non aspettatevi un album ultra-tecnico, ma un vero massacro sonoro.
La voce del cantante è assurda, quasi parodia dell'esorcista, vien da ridere davvero.
Mi volevo solo essere libero e selvaggio... invece non mi son fatto che due risate.
Questo album è quasi universalmente considerato come il primo album Goregrind della storia.
Lo considero un classico e penso che abbia un’atmosfera molto interessante oltre ad un grande valore storico immensamente sottovalutato.
Musica che come il goregrind tutto non è da prendere seriamente altrimenti ci sarebbero grossi problemi per il malcapitato ascoltatore ad avere di queste fantasie macabre.
Do il massimo dei voti per l'importanza storica e per l'evoluzione di un genere come il goregrind questo album ha messo le sue fondamenta.