Copertina di Carcass Reek Of Putrefaction
JohnHolmes

• Voto:

Per appassionati di metal estremo, grindcore e death metal, collezionisti di album cult degli anni '80 e fan di carcass e napalm death
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LA RECENSIONE

Sconvolgente.

Questo è l’agettivo che più si addice a "Reek of Putrefaction", debut album degli inglesi Carcass.

Uscito nel 1988, "Reek of Putrefaction" è uno dei primi album Grind in ordine cronologico insieme al leggendario "Scum" (Napalm Death, 1987), nonché album fondamentale per lo sviluppo del genere.

Alla line-up troviamo l’esplosivo drummer Ken Owen (qua al lavoro con una singola grancassa), Jeff Walker (voce/basso) e soprattutto l’ex Napalm Death Bill Steer (voce/chitarra), già sentito sul lato B di "Scum".

L’album è un vero e proprio massacro sonoro che in meno di quaranta minuti è in grado di stupire l’ascoltatore: oltre alla musica contribuiscono i testi morbosi e pure “divertenti” (?) e l’artwork raffigurante corpi putrescenti.

Passiamo alla musica: l’album sembra aprirsi tranquillamente, con un synth maligno di sottofondo, ma passano pochi secondi e degli accordi pesantissimi ci introducono in "Genital Grinder", opener strumentale che, in un crescendo maledetto, ci porta dritti a "Regurgitation of Giblets", in cui il growl gutturale di Bill Steer e i blast-beat di Owen ci fanno capire di che pasta sono fatti i Carcass.

Per il resto analizzare il disco track-by-track risulta inutile quanto arduo perché le canzoni sono molto brevi, veloci, caotiche e omogenee e fino alla fine non ci sono cali.

È un debut, di conseguenza presenta delle limitatezze tipiche, come brani che a tratti potranno sembrarvi noiosi o uguali o una produzione decisamente scarsa, ma è anche questo che lo rende affascinante e "true" (termine preso in prestito dal Black Metal).

Non aspettatevi un album ultra-tecnico come Necroticism, che uscirà nel ’91: quello che troverete in quest’album sarà violenza, velocità e perversione.

Consigliato a chi ha già sentito "Scum" e a chi pensa che "Reign in Blood" sia l’album più violento che ci sia.

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Riassunto del Bot

Il debut album 'Reek of Putrefaction' dei Carcass del 1988 è un capolavoro primordiale del grindcore, caratterizzato da velocità, caos e testi morbosi. Pur con una produzione grezza e alcune limitazioni tipiche da debutto, è un lavoro fondamentale per il genere. L'album si distingue per la sua violenza sonora e l'approccio 'true', consigliato agli appassionati dei Napalm Death e del death metal estremo.

Tracce testi video

02   Regurgitation of Giblets (01:24)

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04   Pyosisified (Rotten to the Gore) (02:55)

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05   Carbonized Eye Sockets (01:11)

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06   Frenzied Detruncation (00:59)

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07   Vomited Anal Tract (01:45)

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09   Fermenting Innards (02:35)

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13   Microwaved Uterogestation (01:24)

14   Feast on Dismembered Carnage (01:27)

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15   Splattered Cavities (01:54)

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16   Psychopathologist (01:18)

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17   Burnt to a Crisp (02:43)

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18   Pungent Excruciation (02:31)

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19   Manifestation of Verrucose Urethra (01:02)

20   Oxidised Razor Masticator (03:12)

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21   Mucopurulence Excretor (01:09)

22   Malignant Defecation (02:15)

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Carcass

Carcass è una band inglese di Liverpool, citata nelle recensioni come fondamentale per la nascita/diffusione di grindcore e death metal e associata alla codifica del melodic death metal con l'album "Heartwork" (1993).
24 Recensioni

Altre recensioni

Di  Cronos

 "Reek Of Putrefaction è un album opprimente, estremo e carico di atmosfere insane e macabre."

 "La tecnica dei tre musicisti all’epoca non era il massimo ma a differenza di molti gruppi moderni i nostri sapevano prendere in mano uno strumento."


Di  Apple_of_sodomY

 "'Reek of Putrefaction' è come un pezzo di pane riempito di chiodi, che appena masticato ti porta orribili dolori."

 "L'atmosfera creata è oscura quanto umoristica, ma non di quegli humor che fanno ridere."


Di  assurdino

 La voce del cantante è assurda, quasi parodia dell'esorcista, vien da ridere davvero.

 Mi volevo solo essere libero e selvaggio... invece non mi son fatto che due risate.


Di  Eie

 Questo album è quasi universalmente considerato come il primo album Goregrind della storia.

 Lo considero un classico e penso che abbia un’atmosfera molto interessante oltre ad un grande valore storico immensamente sottovalutato.


Di  Spettri

 Musica che come il goregrind tutto non è da prendere seriamente altrimenti ci sarebbero grossi problemi per il malcapitato ascoltatore ad avere di queste fantasie macabre.

 Do il massimo dei voti per l'importanza storica e per l'evoluzione di un genere come il goregrind questo album ha messo le sue fondamenta.