Copertina di Carcass Reek of Putrefaction
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Per fan di metal estremo, cultori di grindcore, appassionati di musica estrema e storica, amanti di tematiche horror e gore
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LA RECENSIONE

“Reek Of Putrefaction” dei Carcass è uscito nel lontanissimo 1988 e i tre membri che hanno composto quest’album sono da elogiare solo per aver dato il via a un genere musicale come il goregrind grazie alle tematiche contenute nelle loro canzoni. Si parte con lo strumentale “Genital Grinder” per poi cadere nell’oblio. Infatti Jeff Walker il bassista/cantante, il chitarrista Bill Steer (anche membro dei Napalm Death del seminale “Scum”) e il batterista Ken Owen ci fanno sentire cosa vuol dire l’olezzo della morte e del disfacimento dei corpi umani grazie a titoli come “Regurgitation Of Giblets”, “Maggot Colony”, “Frenzied Detruncation” e “Vomited Anal Tract”. Le canzoni che più mi hanno esaltato sono “Foeticide”, “Splattered Cavities”, “Burnt To A Crisp” e i 20 crepitanti secondi di “Festerday”. La palma del miglior titolo comunque va all’ultima traccia “Malignant Defecation”. Produzione dell’album pessima a dir poco, faranno molto meglio con il successivo “Symphonies Of Sickness”. Tutti gli strumenti vengono registrati male, dal basso inudibile, alle chitarre sporche e la batteria, quando deve andare di doppia cassa sembra un fustino del Dixan, a troneggiare su tutto comunque il grugnito famelico e sanguinario di Jeff Walker che parlando di autopsie, vivisezioni e quant’altro sembra colargli il sangue dalla bocca da quanto il suo cantato è efferato e disumano. Musica che come il goregrind tutto non è da prendere seriamente altrimenti ci sarebbero grossi problemi per il malcapitato ascoltatore ad avere di queste fantasie macabre. Album da venerare per i cultori del primigenio grindcore e del goregrind, anche se una produzione migliore avrebbe esaltato maggiormente la qualità intrinseca del disco.

Se cercate l’orrore in musica…. “Reek Of Putrefaction” allora fa al caso vostro. Se i colossali grugniti di Walker invece vi scatenano incubi notturni allora questo non è pane per i vostri denti. Do il massimo dei voti per l’importanza storica e per l’evoluzione di un genere come il goregrind questo album ha messo le sue fondamenta. Pietra Miliare.

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Riassunto del Bot

Reek of Putrefaction, uscito nel 1988, è un album fondamentale per il nascente genere goregrind grazie ai Carcass. Nonostante una produzione sonora scadente, il disco è valorato per le sue tematiche macabre e il feroce cantato di Jeff Walker. Le tracce più incisive esaltano la crudezza e l'intensità del disco, destinato ai cultori del grindcore primordiale. Un capolavoro storico e un punto di riferimento nel metal estremo.

Tracce testi video

02   Regurgitation of Giblets (01:24)

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04   Pyosisified (Rotten to the Gore) (02:55)

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05   Carbonized Eye Sockets (01:11)

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06   Frenzied Detruncation (00:59)

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07   Vomited Anal Tract (01:45)

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09   Fermenting Innards (02:35)

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13   Microwaved Uterogestation (01:24)

14   Feast on Dismembered Carnage (01:27)

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15   Splattered Cavities (01:54)

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16   Psychopathologist (01:18)

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17   Burnt to a Crisp (02:43)

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18   Pungent Excruciation (02:31)

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19   Manifestation of Verrucose Urethra (01:02)

20   Oxidised Razor Masticator (03:12)

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21   Mucopurulence Excretor (01:09)

22   Malignant Defecation (02:15)

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Carcass

Carcass è una band inglese di Liverpool, citata nelle recensioni come fondamentale per la nascita/diffusione di grindcore e death metal e associata alla codifica del melodic death metal con l'album "Heartwork" (1993).
24 Recensioni

Altre recensioni

Di  Cronos

 "Reek Of Putrefaction è un album opprimente, estremo e carico di atmosfere insane e macabre."

 "La tecnica dei tre musicisti all’epoca non era il massimo ma a differenza di molti gruppi moderni i nostri sapevano prendere in mano uno strumento."


Di  Apple_of_sodomY

 "'Reek of Putrefaction' è come un pezzo di pane riempito di chiodi, che appena masticato ti porta orribili dolori."

 "L'atmosfera creata è oscura quanto umoristica, ma non di quegli humor che fanno ridere."


Di  JohnHolmes

 Sconvolgente. Questo è l’aggettivo che più si addice a 'Reek of Putrefaction'.

 Violenza, velocità e perversione: non aspettatevi un album ultra-tecnico, ma un vero massacro sonoro.


Di  assurdino

 La voce del cantante è assurda, quasi parodia dell'esorcista, vien da ridere davvero.

 Mi volevo solo essere libero e selvaggio... invece non mi son fatto che due risate.


Di  Eie

 Questo album è quasi universalmente considerato come il primo album Goregrind della storia.

 Lo considero un classico e penso che abbia un’atmosfera molto interessante oltre ad un grande valore storico immensamente sottovalutato.